Perché proviamo vergogna? Per difenderci
Maria Francesca Fortunato , di MARIA FRANCESCA FORTUNATONon è un'invenzione culturale, ma fa parte della nostra cultura ed è universale, dice un team di ricercatori delle Università di Santa Barbara e Montreal: "Per i nostri antenati era un modo per sopravvivere, perché perdere la stima degli altri poteva esporre a rischi"
NEL RACCONTO biblico la vergogna, sconosciuta nel paradiso terrestre, compare quando Adamo ed Eva disubbidiscono a Dio e mangiano il frutto proibito. Emozione inutile e sgradevole per alcuni, condizione da curare per altri, costruzione culturale secondo un approccio diffuso, quale funzione bisogna assegnarle? Secondo un gruppo di ricercatori di Santa Barbara, che ha appena pubblicato il suo studio su Pnas, nessuna di quelle tradizionalmente riconosciute in letteratura.
La vergogna, spiegano
La vergogna, spiegano
NEL RACCONTO biblico la vergogna, sconosciuta nel paradiso terrestre, compare quando Adamo ed Eva disubbidiscono a Dio e mangiano il frutto proibito. Emozione inutile e sgradevole per alcuni, condizione da curare per altri, costruzione culturale secondo un approccio diffuso, quale funzione bisogna assegnarle? Secondo un gruppo di ricercatori di Santa Barbara, che ha appena pubblicato il suo studio su Pnas, nessuna di quelle tradizionalmente riconosciute in letteratura.
La vergogna, spiegano Quando vince l'istinto, manteniamo il punto. Anche se in torto
Per testare la loro ipotesi, i ricercatori hanno sottoposto a un test quindici diversi gruppi sociali, provenienti da tutto il mondo e diversi per lingua, abitudini, ambiente e organizzazione economica. Se la vergogna è un meccanismo di difesa, basato su un sistema neurale, deve allora essere universale. Ed è proprio quello che lo studio ha riscontrato dalle isole Mauritius alla Mongolia, passando per l'Amazzonia: la valutazione negativa espressa dalla comunità rispetto alle azioni elencate dai ricercatori corrispondeva all'intensità della vergogna provata al pensiero di compierle.
"La vergogna non ha una buona reputazione - commenta
La vergogna, spiegano Quando vince l'istinto, manteniamo il punto. Anche se in torto
Per testare la loro ipotesi, i ricercatori hanno sottoposto a un test quindici diversi gruppi sociali, provenienti da tutto il mondo e diversi per lingua, abitudini, ambiente e organizzazione economica. Se la vergogna è un meccanismo di difesa, basato su un sistema neurale, deve allora essere universale. Ed è proprio quello che lo studio ha riscontrato dalle isole Mauritius alla Mongolia, passando per l'Amazzonia: la valutazione negativa espressa dalla comunità rispetto alle azioni elencate dai ricercatori corrispondeva all'intensità della vergogna provata al pensiero di compierle.
"La vergogna non ha una buona reputazione - commenta