Mattia, 18 anni e talento spaziale: “Ecco la mia ultima invenzione”
Matteo Marini , di MATTEO MARINIUn sistema ingegnoso per riportare a Terra materiali extraterrestri. Il progetto, firmato con la 20enne Linda Raimondo, gli è valso un premio Esa. “E ora fondo un’azienda”
Un giorno, ormai non molto lontano, arriveranno dallo spazio carichi di materie prime estratte da asteroidi e pianeti. E il merito sarà anche di un teenager di Napoli con la passione per le imprese impossibili. Mattia Barbarossa studia al quinto anno del liceo scientifico Villari di Napoli ma già segue le orme del fondatore di Space X, Elon Musk.
Mattia è stato premiato dall'Esa con Linda Raimondo, 20enne studentessa di Fisica a Torino, per un progetto (il Meteoroid complementary descend module) che permette lo scambio di carichi tra una sonda tornata dallo spazio profondo e una navetta che la attende in orbita. E proprio grazie a questo successo diventerà ora uno dei più giovani imprenditori nel settore aerospaziale.
Alla cerimonia di premiazione del Space Exploration Masters, a Bilbao, ha incontrato l'astronauta italiano Paolo Nespoli, col quale ha scattato un selfie poi postato su Facebook. Per lui è come un sogno ad occhi aperti:…
Mattia è stato premiato dall'Esa con Linda Raimondo, 20enne studentessa di Fisica a Torino, per un progetto (il Meteoroid complementary descend module) che permette lo scambio di carichi tra una sonda tornata dallo spazio profondo e una navetta che la attende in orbita. E proprio grazie a questo successo diventerà ora uno dei più giovani imprenditori nel settore aerospaziale.
Alla cerimonia di premiazione del Space Exploration Masters, a Bilbao, ha incontrato l'astronauta italiano Paolo Nespoli, col quale ha scattato un selfie poi postato su Facebook. Per lui è come un sogno ad occhi aperti:…
Un giorno, ormai non molto lontano, arriveranno dallo spazio carichi di materie prime estratte da asteroidi e pianeti. E il merito sarà anche di un teenager di Napoli con la passione per le imprese impossibili. Mattia Barbarossa studia al quinto anno del liceo scientifico Villari di Napoli ma già segue le orme del fondatore di Space X, Elon Musk.
Mattia è stato premiato dall'Esa con Linda Raimondo, 20enne studentessa di Fisica a Torino, per un progetto (il Meteoroid complementary descend module) che permette lo scambio di carichi tra una sonda tornata dallo spazio profondo e una navetta che la attende in orbita. E proprio grazie a questo successo diventerà ora uno dei più giovani imprenditori nel settore aerospaziale.
Alla cerimonia di premiazione del Space Exploration Masters, a Bilbao, ha incontrato l'astronauta italiano Paolo Nespoli, col quale ha scattato un selfie poi postato su Facebook. Per lui è come un sogno ad occhi aperti: "Vincere questo premio è stata una sorpresa e ancora di più andare in giro per Bilbao con l'astronauta tedesco Matthias Maurer" racconta a Repubblica. Proprio come un "normale" teenager di fronte alle sue rockstar preferite, solo che lui in camera ha i poster di Wernher Von Braun, Carl Sagan e una foto con Samantha Cristoforetti.
Due anni fa Mattia presentò, assieme a un paio "colleghi" più grandi, un prototipo di scudo spaziale contro i raggi cosmici per proteggere gli astronauti in viaggio verso Marte. Un'idea che è valsa loro la possibilità di spedire questo esperimento sulla Luna. L'anno scorso è stato scelto per vivere per due settimane in una stazione che simula una colonia marziana nel deserto dello Utah.
I suoi passatempi non sono quelli "classici" di un ragazzo della sua età: "Mi divido tra progetto 1, progetto 2 e così via" ammette "e non riesco a fare molto altro. Studio poco, nel mio tempo libero costruisco (e faccio esplodere) razzi, oppure mi dedico ad aggiustare e migliorare la mia stampante 3D, con risultati disastrosi". L'unica cosa che riesce a distrarlo dalla scienza è la musica: "Ascolto la classica, le mie composizioni preferite sono i Notturni di Chopin e mi piace andare ai concerti qui a Napoli".
Ad appena 18 anni, Mattia Barbarossa sta per avviare la sua società aerospaziale e ha già deciso che la tesina della maturità parlerà di questo: "Si chiamerà Exploro, l'obiettivo è utilizzare microsatelliti per lo sfruttamento delle risorse sulla Luna" spiega "grazie a questo premio avremo a disposizione un ufficio all'università Huntsville Alabama. La città è soprannominata Rocketville, è qui che Von Braun sviluppò il Saturno V, il razzo che portò l'uomo sulla Luna".
E pensare che fino a un po' di tempo fa per lui era tutto quasi un gioco: " Queste cose le faccio per divertimento, sono un nerd senza la fissa dei videogiochi". Ma ora le cose si fanno serie. Il suo sogno è spostare la frontiera dell'esplorazione spaziale: "Volevo iscrivermi a Fisica teorica o Astrofisica, ma ora propendo per Ingegneria aerospaziale. È successo quando ho visto il lancio del Falcon Heavy" conclude. "SpaceX ha fatto cose incredibili in pochi anni mentre le agenzie spaziali sono molto più lente. Voglio agire con le mie mani, creare economia sfruttando satelliti e le risorse spaziali. Elon Musk ha dimostrato che arrivare allo spazio non è più così difficile e noi potremo espanderci anche come specie su altri pianeti".
Mattia è stato premiato dall'Esa con Linda Raimondo, 20enne studentessa di Fisica a Torino, per un progetto (il Meteoroid complementary descend module) che permette lo scambio di carichi tra una sonda tornata dallo spazio profondo e una navetta che la attende in orbita. E proprio grazie a questo successo diventerà ora uno dei più giovani imprenditori nel settore aerospaziale.
Alla cerimonia di premiazione del Space Exploration Masters, a Bilbao, ha incontrato l'astronauta italiano Paolo Nespoli, col quale ha scattato un selfie poi postato su Facebook. Per lui è come un sogno ad occhi aperti: "Vincere questo premio è stata una sorpresa e ancora di più andare in giro per Bilbao con l'astronauta tedesco Matthias Maurer" racconta a Repubblica. Proprio come un "normale" teenager di fronte alle sue rockstar preferite, solo che lui in camera ha i poster di Wernher Von Braun, Carl Sagan e una foto con Samantha Cristoforetti.
Due anni fa Mattia presentò, assieme a un paio "colleghi" più grandi, un prototipo di scudo spaziale contro i raggi cosmici per proteggere gli astronauti in viaggio verso Marte. Un'idea che è valsa loro la possibilità di spedire questo esperimento sulla Luna. L'anno scorso è stato scelto per vivere per due settimane in una stazione che simula una colonia marziana nel deserto dello Utah.
I suoi passatempi non sono quelli "classici" di un ragazzo della sua età: "Mi divido tra progetto 1, progetto 2 e così via" ammette "e non riesco a fare molto altro. Studio poco, nel mio tempo libero costruisco (e faccio esplodere) razzi, oppure mi dedico ad aggiustare e migliorare la mia stampante 3D, con risultati disastrosi". L'unica cosa che riesce a distrarlo dalla scienza è la musica: "Ascolto la classica, le mie composizioni preferite sono i Notturni di Chopin e mi piace andare ai concerti qui a Napoli".
Ad appena 18 anni, Mattia Barbarossa sta per avviare la sua società aerospaziale e ha già deciso che la tesina della maturità parlerà di questo: "Si chiamerà Exploro, l'obiettivo è utilizzare microsatelliti per lo sfruttamento delle risorse sulla Luna" spiega "grazie a questo premio avremo a disposizione un ufficio all'università Huntsville Alabama. La città è soprannominata Rocketville, è qui che Von Braun sviluppò il Saturno V, il razzo che portò l'uomo sulla Luna".
E pensare che fino a un po' di tempo fa per lui era tutto quasi un gioco: " Queste cose le faccio per divertimento, sono un nerd senza la fissa dei videogiochi". Ma ora le cose si fanno serie. Il suo sogno è spostare la frontiera dell'esplorazione spaziale: "Volevo iscrivermi a Fisica teorica o Astrofisica, ma ora propendo per Ingegneria aerospaziale. È successo quando ho visto il lancio del Falcon Heavy" conclude. "SpaceX ha fatto cose incredibili in pochi anni mentre le agenzie spaziali sono molto più lente. Voglio agire con le mie mani, creare economia sfruttando satelliti e le risorse spaziali. Elon Musk ha dimostrato che arrivare allo spazio non è più così difficile e noi potremo espanderci anche come specie su altri pianeti".