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(afp)

Sicurezza smartphone, Huawei e non solo: ecco cosa si rischia

I sospetti sul gigante cinese della telefonia e delle reti sono di attività di controllo e spionaggio. Un pericolo che non proviene solo dai produttori ma passa anche dalle app
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• Cosa si rischia ad usare uno smartphone Huawei?
Potenzialmente è possibile spiare chiunque attraverso un telefono o una app. Mettere le mani nel firmware del sistema operativo Android di Google, ovvero il cuore, è relativamente semplice. I vari produttori di smartphone sono in grado di modificarlo a piacimento, dunque potrebbero inserire strumenti di spionaggio o falle che si attivano se vengono usate determinate parole o certe funzioni. Ma questo non significa che poi venga fatto. In ogni caso il pericolo non riguarda solo i modelli di Huawei

• Come può avvenire l’invio di dati?
I modi sono tanti. Possono esser presi attraverso connessioni sporadiche a server esterni al Paese o piazzati al suo interno. Informazioni cifrate non leggibili da terzi carpite magari attraverso aggiornamenti del software che i produttori sempre aggiungono o delle applicazioni o ancora in fase di assistenza tecnica

• Cosa si può spiare?
La abitudini digita…
• Cosa si rischia ad usare uno smartphone Huawei?
Potenzialmente è possibile spiare chiunque attraverso un telefono o una app. Mettere le mani nel firmware del sistema operativo Android di Google, ovvero il cuore, è relativamente semplice. I vari produttori di smartphone sono in grado di modificarlo a piacimento, dunque potrebbero inserire strumenti di spionaggio o falle che si attivano se vengono usate determinate parole o certe funzioni. Ma questo non significa che poi venga fatto. In ogni caso il pericolo non riguarda solo i modelli di Huawei

• Come può avvenire l’invio di dati?
I modi sono tanti. Possono esser presi attraverso connessioni sporadiche a server esterni al Paese o piazzati al suo interno. Informazioni cifrate non leggibili da terzi carpite magari attraverso aggiornamenti del software che i produttori sempre aggiungono o delle applicazioni o ancora in fase di assistenza tecnica

• Cosa si può spiare?
La abitudini digitali delle persone. Ottenere le statistiche sulle navigazioni e sui consumi dei cittadini capendo quali servizi usano di più ad esempio. Ma anche la geolocalizzazione della popolazione: conoscere quando e come avvengono gli spostamenti della popolazione e con quali tempi. In teoria si potrebbe tenere sotto controllo anche un utente singolo, per esempio un militare, un funzionario, un politico

• Il pericolo viene solo dai produttori di smartphone?
No. Il mondo delle app, soprattutto su Android, è in parte fuori controllo. Ci sono milioni di software prodotti in tutto il mondo, a volte travestiti da videogame, che raccolgono dati di ogni tipo e che vengono istallati con troppa leggerezza dagli utenti. Avendo un nome da proteggere, quelli dei grandi colossi sono in realtà i meno pericolosi (in teoria). Perché il danno di immagine sarebbe enorme rispetto al vantaggio di rubare dati di nascosto

• Le reti di telecomunicazione hanno le stesse fragilità dei telefoni?
No, ne hanno altre. Ma anche loro, sempre in teoria, potrebbero consentire di spiare le attività di un Paese. Su queste reti si potrebbe tracciare il traffico dati di una nazione, dunque abitudini e consumi di aziende e privati, sfruttando gli apparati che la gestiscono. Si tratta della mappa dell’intera infrastruttura digitale interna di uno Stato o di un’organizzazione. Di nuovo però fare una cosa del genere vuol dire rischiare di scomparire dal mercato.