L'allarme via social che ritrova la bici rubata
Jaime D'Alessandro , di JAIME D'ALESSANDROScaricando l'app si viene avvertiti sul cellulare quando un utente incrocia il mezzo. Test a Bologna
ROMA - «È il primo antifurto social per bicicletta», racconta Stefano Rosanelli, 48 anni, fisico prestato da almeno due decenni all’informatica. E aggiunge ridendo: «Giuro, l’idea non ci è venuta perché hanno rubato le nostre». Creato assieme a Francesco Girelli, ingegnere elettromeccanico, BiCiclope aprirà i battenti a fine aprile ma dai prossimi giorni entra in fase di test a Bologna. Si presenta come un piccolo apparecchio smart: un cilindro da nascondere nel manubrio sfilando la manopola. Le prime cento bici inizieranno a girare a breve per le strade di Bologna, dove ha sede la startup di Rosanelli e Girelli che nel 2018 ha vinto un bando dell’Emilia Romagna accedendo a dei finanziamenti della Comunità europea. Il progetto è piaciuto: solo da noi di bici ne vengono rubate fra le 300 e le 600 mila. Stima approssimativa, poiché tanti non denunciano il furto sapendo che difficilmente verr&agrav…
ROMA - «È il primo antifurto social per bicicletta», racconta Stefano Rosanelli, 48 anni, fisico prestato da almeno due decenni all’informatica. E aggiunge ridendo: «Giuro, l’idea non ci è venuta perché hanno rubato le nostre». Creato assieme a Francesco Girelli, ingegnere elettromeccanico, BiCiclope aprirà i battenti a fine aprile ma dai prossimi giorni entra in fase di test a Bologna. Si presenta come un piccolo apparecchio smart: un cilindro da nascondere nel manubrio sfilando la manopola. Le prime cento bici inizieranno a girare a breve per le strade di Bologna, dove ha sede la startup di Rosanelli e Girelli che nel 2018 ha vinto un bando dell’Emilia Romagna accedendo a dei finanziamenti della Comunità europea. Il progetto è piaciuto: solo da noi di bici ne vengono rubate fra le 300 e le 600 mila. Stima approssimativa, poiché tanti non denunciano il furto sapendo che difficilmente verrà ritrovata. La particolarità di BiCiclope non sta però tanto nel dispositivo gps per tracciare il mezzo, di apparecchi del genere ce ne sono già decine, quanto nell’app. «Supponiamo che non trovi più la bici», continua l’informatico. «A quel punto invii la segnalazione via smartphone. Se la bici dovesse passare vicino ad un altro utente di BiCiclope, il suo telefono in automatico ti manderà un allerta. Non è necessario che la persona intervenga o contatti chi ha subito il furto. Volendo può spegnere le notifiche. Ma la nostra speranza è che entrino in contatto e si scambino informazioni sul quando e come è avvenuto l’avvistamento o il ritrovamento».
BiCiclope costerà fra i 25 e i 30 euro. L’intenzione con il tempo è di abbassare ancor più il prezzo, di allungare l’autonomia della batteria del dispositivo, che ora è di tre anni, e di integrare la connessione 5G. Alcuni comuni della Spagna hanno adottato dei sistemi vagamente simili basati su sensori sparsi per la città, ma senza l’elemento social, e ci sono aziende che lo hanno aggiunto al loro antifurto ma in maniera ben più timida.
Con 20 milioni di bici vendute ogni anno, 12 milioni delle quali prodotte direttamente in Europa, da questa parte dell’oceano le startup che lavorano in questo settore si stanno moltiplicando. L’Italia è il primo produttore del continente con 2,3 milioni di bici fabbricate. Non solo: da noi circa 14 milioni di persone le usano per spostarsi. Di qui tante iniziative che stanno trasformando questo mondo come la BiCiclope. Fra le altre la HiRide e la BluBrake di Milano, che hanno realizzato rispettivamente una sospensione smart e un abs per bici e lavorano con case del calibro della Pinarello. O ancora la Bikee Bike di Mantova che trasforma la bici in elettrica.
«Siamo i primi a produrre biciclette tradizionali, eppure rischiamo di restare indietro in fatto di tecnologie digitali applicate», racconta Fabio Todeschini, cofondatore di BluBike, già valutata 10 milioni di euro. Dottorato al Politecnico di Milano, 32 anni, ha inventato un sistema di freni che impedisce alle ruote di bloccarsi e alla bici di ribaltarsi. Lo stanno già producendo nel nord Europa. «Le bici elettriche e la sicurezza sono i due grandi fronti», prosegue. «Si va verso veicoli connessi, dunque che producono dati aiutando non solo in caso di furto ma in generale integrandosi nelle smart city e comunicando con le infrastrutture, le altre bici e i veicoli. Del resto non possiamo sostenere il carico attuale di automobili. Questo è il futuro». Un futuro che va a pedali, per quanto possa sembrare un ossimoro. E a Bologna, da domani, avrà anche un’anima social.
BiCiclope costerà fra i 25 e i 30 euro. L’intenzione con il tempo è di abbassare ancor più il prezzo, di allungare l’autonomia della batteria del dispositivo, che ora è di tre anni, e di integrare la connessione 5G. Alcuni comuni della Spagna hanno adottato dei sistemi vagamente simili basati su sensori sparsi per la città, ma senza l’elemento social, e ci sono aziende che lo hanno aggiunto al loro antifurto ma in maniera ben più timida.
Con 20 milioni di bici vendute ogni anno, 12 milioni delle quali prodotte direttamente in Europa, da questa parte dell’oceano le startup che lavorano in questo settore si stanno moltiplicando. L’Italia è il primo produttore del continente con 2,3 milioni di bici fabbricate. Non solo: da noi circa 14 milioni di persone le usano per spostarsi. Di qui tante iniziative che stanno trasformando questo mondo come la BiCiclope. Fra le altre la HiRide e la BluBrake di Milano, che hanno realizzato rispettivamente una sospensione smart e un abs per bici e lavorano con case del calibro della Pinarello. O ancora la Bikee Bike di Mantova che trasforma la bici in elettrica.
«Siamo i primi a produrre biciclette tradizionali, eppure rischiamo di restare indietro in fatto di tecnologie digitali applicate», racconta Fabio Todeschini, cofondatore di BluBike, già valutata 10 milioni di euro. Dottorato al Politecnico di Milano, 32 anni, ha inventato un sistema di freni che impedisce alle ruote di bloccarsi e alla bici di ribaltarsi. Lo stanno già producendo nel nord Europa. «Le bici elettriche e la sicurezza sono i due grandi fronti», prosegue. «Si va verso veicoli connessi, dunque che producono dati aiutando non solo in caso di furto ma in generale integrandosi nelle smart city e comunicando con le infrastrutture, le altre bici e i veicoli. Del resto non possiamo sostenere il carico attuale di automobili. Questo è il futuro». Un futuro che va a pedali, per quanto possa sembrare un ossimoro. E a Bologna, da domani, avrà anche un’anima social.