Scienze

Un relitto spaziale sovietico potrebbe anticipare il rientro sulla Terra

Si tratta di una sonda dell'ex Urss lanciata del 1972 con destinazione Venere. Ma l'esperto rassicura: la sua caduta non è imminente
1 minuti di lettura
ROMA - A un anno dal rientro nell'atmosfera della stazione spaziale cinese Tiangong-1, torna l'attesa per un altro frammento di spazzatura cosmica in caduta incontrollata. Il relitto in questione è quello della sonda sovietica Kosmos 482, diretta a Venere nel 1972 e mai arrivata a destinazione, che potrebbe rientrare sulla Terra prima del previsto. Messo così lo scenario risulta inquietante, ma ci sono gli esperti a rassicurare. Se questo rientro per alcuni potrebbe avvenire entro il 2019, per altri questa stima potrebbe essere "prematura". La posizione del relitto spaziale, le condizioni atmosferiche e quelle del ciclo solare "lasciano ipotizzare che non si tratti di un evento imminente", ha spiegato all'agenzia Ansa Luciano Anselmo, dell'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione 'A. Faedo' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Isti-Cnr). Allo stato attuale "il rientro potrebbe avvenire l'anno prossimo o addirittura fra due o tre anni", ha detto ancor Anselmo.

C'è incertezza anche sulle condizioni della sonda: dopo il lancio, avvenuto il 31 marzo 1972, la sonda non riuscì a immettersi nell'orbita di trasferimento che le avrebbe dato la spinta verso Venere e si separò in quattro frammenti. Di questi, due caddero dopo 48 ore sulla Nuova Zelanda e gli altri due, probabilmente la capsula e il motore, rimasero a vagare su un'orbita più alta. È ancora presto per capire quale di questi due frammenti si stia avvicinando alla Terra. Se fosse la capsula, pesante 500 chilogrammi e costruita per resistere all'atmosfera incandescente di Venere, potrebbe superare indenne l'impatto con l'atmosfera terrestre e arrivare intera sulla Terra. "Per quanto possa sembrare strano, questo è un vantaggio - ha rilevato Anselmo - perché da un punto di vista generale della valutazione del rischio un solo oggetto in caduta sulla Terra è meno pericoloso di una pioggia di frammenti". Se le cose dovessero andare in questo modo, "la probabilità che qualcuno venga colpito è pari a uno su 10.000, ossia non supererebbe la soglia di sicurezza" comunemente stabilita per incidenti di questo tipo.