Hi-tech, la Fiera delle meraviglie
Jaime D'Alessandro , di JAIME D'ALESSANDROCosa abbiamo visto al Ces di Las Vegas. Una poltrona su due ruote che sembra un lettino volante, pneumatici connessi, robot umanoidi, pannolini per neonati con il chip, palle rotanti con telecamera. Cavalcando il business degli oggetti connessi: entro tre anni saranno quasi 50 miliardi
LAS VEGAS
La città è in ebollizione. Succede con il Consumer Electronics Show ma quest’anno è peggio». Monika guida nel traffico impazzito a causa della più grossa fiera americana dedicata alla tecnologia che per una settimana ha preso in ostaggio Las Vegas. Autista nei ritagli di tempo, in questi giorni è sempre al volante. Corre da una parte all’altra portando i clienti fra i vari hotel e il Convention Center che ospitano quasi 5000 aziende, presi d’assalto da una folla che sfiora le 200mila persone. Tutti si sentono convocati: nomi noti dell’elettronica di consumo, case automobilistiche e di moda, la Silicon Valley ovviamente, compagnie aeree, produzioni hollywoodiane, costruttori di sex toys. I nuovi attrezzi del mestiere sono disponibili a prezzi di saldo, dall’intelligenza artificiale ai sensori, e così gli assistenti virtuali vengono impiegati su frigoriferi, automobili, robot umanoidi o in forma di p…
La città è in ebollizione. Succede con il Consumer Electronics Show ma quest’anno è peggio». Monika guida nel traffico impazzito a causa della più grossa fiera americana dedicata alla tecnologia che per una settimana ha preso in ostaggio Las Vegas. Autista nei ritagli di tempo, in questi giorni è sempre al volante. Corre da una parte all’altra portando i clienti fra i vari hotel e il Convention Center che ospitano quasi 5000 aziende, presi d’assalto da una folla che sfiora le 200mila persone. Tutti si sentono convocati: nomi noti dell’elettronica di consumo, case automobilistiche e di moda, la Silicon Valley ovviamente, compagnie aeree, produzioni hollywoodiane, costruttori di sex toys. I nuovi attrezzi del mestiere sono disponibili a prezzi di saldo, dall’intelligenza artificiale ai sensori, e così gli assistenti virtuali vengono impiegati su frigoriferi, automobili, robot umanoidi o in forma di p…
LAS VEGAS
La città è in ebollizione. Succede con il Consumer Electronics Show ma quest’anno è peggio». Monika guida nel traffico impazzito a causa della più grossa fiera americana dedicata alla tecnologia che per una settimana ha preso in ostaggio Las Vegas. Autista nei ritagli di tempo, in questi giorni è sempre al volante. Corre da una parte all’altra portando i clienti fra i vari hotel e il Convention Center che ospitano quasi 5000 aziende, presi d’assalto da una folla che sfiora le 200mila persone. Tutti si sentono convocati: nomi noti dell’elettronica di consumo, case automobilistiche e di moda, la Silicon Valley ovviamente, compagnie aeree, produzioni hollywoodiane, costruttori di sex toys. I nuovi attrezzi del mestiere sono disponibili a prezzi di saldo, dall’intelligenza artificiale ai sensori, e così gli assistenti virtuali vengono impiegati su frigoriferi, automobili, robot umanoidi o in forma di palla rotolante dotata di telecamera; al Web si connettono perfino i pannolini e ogni oggetto viene riempito di chip per raccogliere dati, migliorare le prestazioni e fornire l’ennesimo servizio a 9,99 euro mensili.
«Abbiamo fatto passi avanti straordinari nello sviluppo delle tecnologie, molte delle quali sono nate sugli smartphone, e ora si sta cercando di capire come applicarle a tutto il resto», racconta Enrico Salvadori, vicepresidente di Qualcomm, compagnia Usa che fattura oltre 22 miliardi di dollari l’anno. Produce i processori dei nostri telefoni e da qualche tempo si è messa a costruire piattaforme per la guida autonoma fornendole a case come la Bmw. Nessuno in realtà ha ancora capito bene quale sarà il prossimo boom dopo quello di social network e smartphone. C’è chi, da Lg a Samsung e Sony, punta sui televisori 8K. Grazie alla definizione sedici volte superiore a quella del full hd e quattro volte rispetto all’ultra hd (4K), si guarda alle olimpiadi di Tokyo per convincere il pubblico a cambiare (ancora) la tv con la complicità dei network televisivi – oltre alla giapponese Nhk è della partita anche la Rai – che si stanno preparando a trasmettere in questo nuovo formato. Poi c’è chi lavora alle batterie ad idrogeno per far volare i droni più a lungo, visto che in Europa da quest’anno sarà possibile sperimentare il trasporto merci sulle città, e chi ha messo a punto una nuova tipologia di pc portatili con schermi oled che si piegano come fossero libri. I prezzi dei primi modelli di Lenovo e Dell sono però stellari, quanto quelli degli smartphone di ultima generazione che hanno la stessa particolarità.
I monopattini elettrici li costruiscono ovunque e alcuni sono adesso capaci di tornare da soli alla base di ricarica come fanno gli aspirapolveri robot. Quello che si è fatto notare di più, perché ricorda i lettini volanti del film Wall-E che trasportavano un’umanità obesa in fuga dalla Terra, è un parente stretto. Una poltrona su due ruote della Segway, il nome è S-Pod, che si auto bilancia e può viaggiare a 25 chilometri l’ora.
Nel suo complesso il settore della tecnologia di consumo, fa sapere l’azienda specializzata in ricerche di mercato Gfk, quest’anno supererà il miliardo di miliardi (trilione) di euro con una crescita del 2.5%. Ma il calcolo si limita ai dispositivi hi-tech tradizionali lasciando fuori tutto il resto dove invece è in atto un cambiamento profondo. Lo ricorda il cartellone a led sul nuovo dirigibile della Goodyear, che anche gli pneumatici adesso sono intelligenti e connessi. A guardarlo viene in mente Blade Runner 2049, se non fosse che con la metropoli abbandonata e distopica del film, la Las Vegas di oggi ha in comune solo la presenza di droni (cinesi e coreani per lo più) esposti in gran numero. Per il resto è una città viva e attraversata da una fiducia febbrile nel futuro.
Stando ad una previsione della Cisco, saranno 49 miliardi gli oggetti connessi ad Internet entro tre anni, cinque volte quelli attuali. Significa una gigantesca corsa all’oro e una trasformazione in dati di qualsiasi aspetto della vita, magari usando un’intelligenza artificiale realizzata dai colossi del Web. «Ecco, quello dei dati è un tema preoccupante. Soprattutto in prospettiva», commenta Christian Deilman, cofondatore della tedesca Tado, che produce fra i migliori termostati smart in commercio e si batte con colossi come Nest di Google. «Pensi che in Olanda, il Paese più avanzato, i termostati connessi sono solo il 14 per cento. Altrove, dall’Italia alla Germania, non si supera il due o tre per cento». Gli spazi di crescita sono notevoli, così come i rischi, e la gara per conquistarli è già iniziata.
«Cerchi di non perdersi lì dentro, è un posto enorme», si raccomanda Monika prima di lasciarci davanti al The Venetian, dove ci sono gli stand di migliaia di compagnie e altrettante startup. Ma è inutile, al Consumer Electronics Show 2020 trovare la direzione giusta è quasi impossibile.
La città è in ebollizione. Succede con il Consumer Electronics Show ma quest’anno è peggio». Monika guida nel traffico impazzito a causa della più grossa fiera americana dedicata alla tecnologia che per una settimana ha preso in ostaggio Las Vegas. Autista nei ritagli di tempo, in questi giorni è sempre al volante. Corre da una parte all’altra portando i clienti fra i vari hotel e il Convention Center che ospitano quasi 5000 aziende, presi d’assalto da una folla che sfiora le 200mila persone. Tutti si sentono convocati: nomi noti dell’elettronica di consumo, case automobilistiche e di moda, la Silicon Valley ovviamente, compagnie aeree, produzioni hollywoodiane, costruttori di sex toys. I nuovi attrezzi del mestiere sono disponibili a prezzi di saldo, dall’intelligenza artificiale ai sensori, e così gli assistenti virtuali vengono impiegati su frigoriferi, automobili, robot umanoidi o in forma di palla rotolante dotata di telecamera; al Web si connettono perfino i pannolini e ogni oggetto viene riempito di chip per raccogliere dati, migliorare le prestazioni e fornire l’ennesimo servizio a 9,99 euro mensili.
«Abbiamo fatto passi avanti straordinari nello sviluppo delle tecnologie, molte delle quali sono nate sugli smartphone, e ora si sta cercando di capire come applicarle a tutto il resto», racconta Enrico Salvadori, vicepresidente di Qualcomm, compagnia Usa che fattura oltre 22 miliardi di dollari l’anno. Produce i processori dei nostri telefoni e da qualche tempo si è messa a costruire piattaforme per la guida autonoma fornendole a case come la Bmw. Nessuno in realtà ha ancora capito bene quale sarà il prossimo boom dopo quello di social network e smartphone. C’è chi, da Lg a Samsung e Sony, punta sui televisori 8K. Grazie alla definizione sedici volte superiore a quella del full hd e quattro volte rispetto all’ultra hd (4K), si guarda alle olimpiadi di Tokyo per convincere il pubblico a cambiare (ancora) la tv con la complicità dei network televisivi – oltre alla giapponese Nhk è della partita anche la Rai – che si stanno preparando a trasmettere in questo nuovo formato. Poi c’è chi lavora alle batterie ad idrogeno per far volare i droni più a lungo, visto che in Europa da quest’anno sarà possibile sperimentare il trasporto merci sulle città, e chi ha messo a punto una nuova tipologia di pc portatili con schermi oled che si piegano come fossero libri. I prezzi dei primi modelli di Lenovo e Dell sono però stellari, quanto quelli degli smartphone di ultima generazione che hanno la stessa particolarità.
I monopattini elettrici li costruiscono ovunque e alcuni sono adesso capaci di tornare da soli alla base di ricarica come fanno gli aspirapolveri robot. Quello che si è fatto notare di più, perché ricorda i lettini volanti del film Wall-E che trasportavano un’umanità obesa in fuga dalla Terra, è un parente stretto. Una poltrona su due ruote della Segway, il nome è S-Pod, che si auto bilancia e può viaggiare a 25 chilometri l’ora.
Nel suo complesso il settore della tecnologia di consumo, fa sapere l’azienda specializzata in ricerche di mercato Gfk, quest’anno supererà il miliardo di miliardi (trilione) di euro con una crescita del 2.5%. Ma il calcolo si limita ai dispositivi hi-tech tradizionali lasciando fuori tutto il resto dove invece è in atto un cambiamento profondo. Lo ricorda il cartellone a led sul nuovo dirigibile della Goodyear, che anche gli pneumatici adesso sono intelligenti e connessi. A guardarlo viene in mente Blade Runner 2049, se non fosse che con la metropoli abbandonata e distopica del film, la Las Vegas di oggi ha in comune solo la presenza di droni (cinesi e coreani per lo più) esposti in gran numero. Per il resto è una città viva e attraversata da una fiducia febbrile nel futuro.
Stando ad una previsione della Cisco, saranno 49 miliardi gli oggetti connessi ad Internet entro tre anni, cinque volte quelli attuali. Significa una gigantesca corsa all’oro e una trasformazione in dati di qualsiasi aspetto della vita, magari usando un’intelligenza artificiale realizzata dai colossi del Web. «Ecco, quello dei dati è un tema preoccupante. Soprattutto in prospettiva», commenta Christian Deilman, cofondatore della tedesca Tado, che produce fra i migliori termostati smart in commercio e si batte con colossi come Nest di Google. «Pensi che in Olanda, il Paese più avanzato, i termostati connessi sono solo il 14 per cento. Altrove, dall’Italia alla Germania, non si supera il due o tre per cento». Gli spazi di crescita sono notevoli, così come i rischi, e la gara per conquistarli è già iniziata.
«Cerchi di non perdersi lì dentro, è un posto enorme», si raccomanda Monika prima di lasciarci davanti al The Venetian, dove ci sono gli stand di migliaia di compagnie e altrettante startup. Ma è inutile, al Consumer Electronics Show 2020 trovare la direzione giusta è quasi impossibile.