Forse non lo sai ma il tuo gatto è un serial killer
di FABIO MARZANONon solo topi: cacciano merli, gabbiani, ermellini, rane e lucertole. Secondo una ricerca dell'università di Siena nel loro mirino ci sono ben 207 specie, molte delle quali protette. Non lo fanno per fame o per divertimento ma solo per ottenere un riconoscimento sociale. Le prede, infatti, spesso vengono "offerte" ai padroni
Il gatto è l’unico animale domestico con licenza di uccidere. Secondo una ricerca coordinata dall’Università di Siena con la Pompeu Fabre di Barcellona, nel mirino di questo animale ci sono 207 specie di cui 34 a rischio estinzione in base all’elenco dell’IUCN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura. I dati sull’Italia sono stati raccolti sistematicamente dal 2014 al 2017 con una campagna di rilevamento sui social media e grazie alle segnalazioni arrivate direttamente da padroni e fotografi-naturalistici. In tutto sono stati seguiti 145 gatti per un totale di 2.042 eventi di predazione in 377 località, dalle zone rurali agli ambienti urbani. Qualche settimana fa è stato registrato per la prima volta l’attacco a un ermellino, un mammifero territoriale e di solito non molto ospitale con gli intrusi.
Cacciatori di merli
"Oltre ai topi, cacciano animali molto comuni come il merlo, il mustiolo et…
Il gatto è l’unico animale domestico con licenza di uccidere. Secondo una ricerca coordinata dall’Università di Siena con la Pompeu Fabre di Barcellona, nel mirino di questo animale ci sono 207 specie di cui 34 a rischio estinzione in base all’elenco dell’IUCN, l’Unione internazionale per la conservazione della natura. I dati sull’Italia sono stati raccolti sistematicamente dal 2014 al 2017 con una campagna di rilevamento sui social media e grazie alle segnalazioni arrivate direttamente da padroni e fotografi-naturalistici. In tutto sono stati seguiti 145 gatti per un totale di 2.042 eventi di predazione in 377 località, dalle zone rurali agli ambienti urbani. Qualche settimana fa è stato registrato per la prima volta l’attacco a un ermellino, un mammifero territoriale e di solito non molto ospitale con gli intrusi.
E non è necessario un esercito per fare tabula rasa degli animali nelle vicinanze.
Cacciatori di merli
"Oltre ai topi, cacciano animali molto comuni come il merlo, il mustiolo etrusco, la rana dalmatina e la lucertola muraiola. – spiega Emiliano Mori, ricercatore in biologia evoluzionistica dell’Università di Siena e coordinatore dello studio uscito all’inizio dell’anno sulla rivista internazionale Frontiers in Ecology and the Environment – Ci sono poi le cosiddette predazioni occasionali, che magari abbiamo registrato una volta sola ma che possono colpire specie rare e protette come il codazzurro, un passeriforme che si vede poco in Italia, la rana di Lataste o pipistrelli come la nottola di Leisler e il ferro di cavallo minore, oggi vulnerabile di estinzione".Il riconoscimento sociale
Quando si parla di gatto domestico, il riferimento è a una sola specie di origine africana, il Felis catus da cui discendono la maggior parte delle razze che si ospitano in appartamento. Sarebbe sbagliato imputarne la vocazione venatoria a una dieta avara o alla mancanza di cibo. I gatti, almeno quelli domestici, non cacciano per puro divertissement o per fame ma per ottenere un riconoscimento sociale. La preda è spesso offerta al padrone come un premio di ringraziamento per le cure offerte. L’aggressività, peraltro, non dipende dalla razza ma dal grado di libertà loro concesso: quelle più pregiate, per valore economico o per fragilità, sono tenute barricate in casa e fanno meno danni delle varietà più rustiche. Di coraggio peraltro, ne hanno da vendere. In Egitto e in Nord-Africa questi animali allo stato semi-brado fanno incetta di scorpioni e serpenti velenosi che potrebbero stecchire un essere umano con un solo morso.Si limitano a ferire
"Spesso i gatti non uccidono ma si limitano solo a ferire l’animale che poi muore successivamente a causa di infezioni - prosegue Mori - Le conseguenze sulla fauna selvatica sono disastrose soprattutto sulle piccole isole ma non bisogna sottovalutare. La creazione di un’anagrafe felina in Italia e un piano nazionale di sterilizzazione, per esempio, potrebbero contribuire a mitigare un problema dai contorni ancora indefinit".Gabbiani in pericolo
Una decina di anni fa, sull’Isola di Pianosa nell’Parco nazionale dell’arcipelago toscano, sono stati catturati con trappole a scatto 50 randagi che avevano messo in serio pericolo le comunità di gabbiano corso che nidificano sull’isola e i tanti uccelli migratori che fanno tappa su quelle scogliere lungo il viaggio di migrazione dall’Africa all’Europa. Una volta al sicuro, i gatti sono stati poi sterilizzati e trasferiti in colonie feline sulla vicina Isola d'Elba. Certo la geografia non aiuta. Per quanto sconfinata, un’isola è più esposta a fenomeni del genere rispetto a un continente. Ci sono esempi di estinzione di uccelli dovuti alla presenza di questo animale domestico nei Caraibi e soprattutto nel Pacifico. Un solo gatto, di proprietà di un guardiano del faro, è ritenuto responsabile della scomparsa dello scricciolo di Stephen Island, un passeriforme che nidificava solo su uno scoglio di un chilometro quadrato al centro della Nuova Zelanda. Nell’estuario del fiume Mandurah, sulla costa occidentale australiana, la presenza di due soli gatti, uno domestico e uno randagio, ha decimato una popolazione di 100 coppie di sterna delle fate, un uccello endemico e in declino demografico, che ha poi interrotto la riproduzione in quell’area. L’esemplare domestico si è salvato con una ramanzina al padrone e gli arresti domiciliari a tempo indeterminato, per quello selvatico si è proceduto con un’iniezione mortale.In Australia una calamità naturale
In Australia i gatti sono considerati una calamità naturale per la fauna selvatica: secondo uno studio pubblicato di recente sulla rivista internazionale Wildlife Research, sarebbero responsabili dell’estinzione di 34 mammiferi endemici da fine Settecento, quando sono stati introdotti nel paese, a oggi. Nella maggior parte dei casi le prede preferite sono i roditori ma non disprezzano mammiferi, uccelli e rettili.La custodia cautelare
Il governo australiano ora ha esortato i proprietari ad applicare misure di custodia cautelare per proteggere la biodiversità mentre ha dichiarato guerra ai randagi con un piano nazionale di sterilizzazione. Insomma, quando si può bisognerebbe tenerli in casa. Ogni anno, in base alla ricerca, un gatto domestico può uccidere 186 tra rettili, uccelli e mammiferi. Se al conto si aggiungono anche i randagi, il saldo finale è tra i 4.440 e gli 8.100 animali eliminati per chilometro quadrato per una cifra monstre di tre miliardi all’anno. Vittime di un istinto predatorio mai del tutto attenuato dallo stato selvatico, abbandonato solo novemila anni fa.Un collare con il campanellino
Una delle soluzioni proposte da più parti sarebbe dotare tutti i gatti domestici di un collare con un campanellino il cui suono dovrebbe ridurre le aggressioni con effetto a sorpresa, la cifra strategica della caccia felina. Rimanendo in casa, peraltro, il guadagno sarebbe reciproco. Secondo la Humane Society degli Stati Uniti, una organizzazione no-profit dedicata al benessere animale, i gatti domestici che non escono dalla propria abitazione hanno meno probabilità di finire sotto le ruote di un’auto e vivono fino a quattro volte più a lungo rispetto agli esemplari a cui è consentito vagare in libertà. E non solo: hanno tassi più bassi di malattie, alcune delle quali come la toxoplasmosi possono trasmettersi anche l'uomo.Dal tramonto all'alba
Come molti altri felini preferisce cacciare dal tramonto all’alba e spesso alle spalle di un proprietario del tutto ignaro dell’inclinazione predatoria del suo micio. Un censimento effettuato di recente con sistemi di localizzazione satellitare nella città di Adelaide, nel sud dell’Australia, ha rivelato che circa il 40 per cento dei gatti che i proprietari credevano dormire sul divano sgattaiolavano fuori per furiose incursioni notturne. Sembra una versione a quattro zampe di dr. Jekyll e Mr. Hyde: di giorno si comporta come un soprammobile, al calar della luce diventa una macchina da guerra.E non è necessario un esercito per fare tabula rasa degli animali nelle vicinanze.