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Come scoprire un sorriso dietro la mascherina

I dispositivi di protezione in realtà non nascondono completamente la nostra espressività. Possiamo reperire molte informazioni sulla persona che abbiamo di fronte guardando semplicemente gli occhi e i suoi contorni. Lo spiega la psicologa Ursula Hess che alla Humboldt University di Berlino (ancor prima del coronavirus) studia le reazioni che abbiamo di fronte a un volto semicoperto
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La mascherina anti Coronavirus, coprendo buona parte del viso, ci rende assai meno riconoscibili  ed è il motivo per cui il nuovo aggiornamento iOs 13,5 di Apple per l’iPhone ora permette di sbloccare il telefono senza dover aspettare che il riconoscimento facciale fallisca più volte. Eppure anche dietro la mascherina conserviamo buona parte della nostra espressività, perché rimangono facilmente intuibili i principali elementi della comunicazione non verbale, come il sorriso. Lo sostengono gli studi di Ursula Hess, docente di psicologia sociale alla Humboldt University di Berlino, che ci spiega in questa intervista i risultati dei suoi studi. 

Quindi la mascherina non azzera la nostra espressività?
"In realtà no. Se vogliamo capire lo stato d’animo di una persona con la mascherina, c’è ancora molta informazione visibile nella regione degli occhi. Possiamo vedere le rughe che si formano attorno e tra le …
La mascherina anti Coronavirus, coprendo buona parte del viso, ci rende assai meno riconoscibili  ed è il motivo per cui il nuovo aggiornamento iOs 13,5 di Apple per l’iPhone ora permette di sbloccare il telefono senza dover aspettare che il riconoscimento facciale fallisca più volte. Eppure anche dietro la mascherina conserviamo buona parte della nostra espressività, perché rimangono facilmente intuibili i principali elementi della comunicazione non verbale, come il sorriso. Lo sostengono gli studi di Ursula Hess, docente di psicologia sociale alla Humboldt University di Berlino, che ci spiega in questa intervista i risultati dei suoi studi. 

Quindi la mascherina non azzera la nostra espressività?
"In realtà no. Se vogliamo capire lo stato d’animo di una persona con la mascherina, c’è ancora molta informazione visibile nella regione degli occhi. Possiamo vedere le rughe che si formano attorno e tra le sopracciglia, e quelle che si formano sulla fronte. Possiamo vedere gli zigomi e il modo in cui si muovono. Ad esempio quando un sorriso è sincero, i muscoli zigomatici maggiori solleveranno gli zigomi, e si sposteranno verso l’alto, e i muscoli orbicolari si contrarranno, formando pieghe agli angoli degli occhi. Molte delle emozioni che sono importanti nella vita quotidiana, come il sorriso, hanno chiari segnali nella parte superiore del volto. E poi le emozioni altrui ci sono suggerite anche dalle movenze del corpo, dalla postura. E dal tono della voce. Anche se ho la mascherina, se sorrido lei mi sentirà sorridere".
Insomma la bocca non è la parte del viso più importante per capire le emozioni altrui…
"Possiamo compensare la sua assenza soffermandoci su altri dettagli del viso. La confusione può sorgere solo per certe emozioni, ad esempio sia la paura che la sorpresa ci fanno spalancare gli occhi, ma solo se siamo sorpresi tendiamo a rimanere a bocca aperta. Se la bocca è coperta, ci si può sbagliare".
Come è nata questa sua ricerca, così attuale in epoca Covid?
"Qualche anno fa è uscito uno studio dell’Università di Amsterdam che suggeriva che le persone che indossano il niqab sono discriminate per via del fatto che il niqab nasconde le informazioni del viso. In realtà quello studio aveva dei problemi: con la nostra università abbiamo voluto studiare la stessa cosa, ma in maniera più completa. Abbiamo confrontato le reazioni di un gruppo di soggetti di fronte a persone che indossano una mascherina e un copricapo da chirurgo, oppure una sciarpa che nasconde la bocca e un cappello da sciatore che copre la fronte. E abbiamo trovato che non c’era alcun giudizio negativo correlato alla copertura di parti del viso, né sono emersi particolari problemi nel decifrare le emozioni rispetto a persone col volto del tutto scoperto".
Però, anche se riusciamo a decifrare le emozioni di base, la mascherina chirurgica fa sembrare un po’ meno emotivi, giusto?
"Nello studio abbiamo notato una sorta di “pregiudizio occupazionale” legato all’indossare la mascherina e la cuffia da chirurgo. Rispetto a chi aveva il viso coperto da sciarpa e cappello di lana, chi aveva la mascherina da chirurgo sembrava – ai partecipanti all’esperimento - avere minore intensità emotiva. E maggiore competenza rispetto agli altri. Riteniamo che questo dipenda dallo stereotipo che vuole i chirurghi assai competenti, ma molto abili nel contenere e reprimere le loro emozioni".
Si può provare attrazione per qualcuno che indossa la mascherina?
"Certo. Ci sono persone che riescono ad essere attratte anche solo sentendo una voce al telefono. Poi magari possono sbagliarsi, ma questo è un altro discorso. Quello che potrebbe essere un ostacolo all’attrazione non è tanto il fatto di non vedere il naso o la bocca, ma l’idea che uno ha rispetto all’utilità della mascherina. Se sono una persona che pensa: bah, portare le mascherine è inutile, è solo un’isteria di massa, allora qualcuno con la mascherina potrà sembrarmi un credulone. Se invece penso che indossare la mascherina sia un atto molto ragionevole e giustificato, allora penserò: oh, ecco un’altra persona di buonsenso”.
La trasmissione di comportamenti come lo sbadiglio o la risata è inibita dalle mascherine?
"In realtà non c’è molta differenza nella tendenza a imitare le espressioni delle altre persone. Se intuiamo, dalle altre informazioni che abbiamo, lo stato d’animo della persona che abbiamo di fronte, ci verrà spontaneo imitare le espressioni più contagiose (“contagiose” da un punto di vista sociale, non medico). Se qualcuno mi sorride, anche se sia la sua bocca che la mia sono coperte da mascherine, mi verrà spontaneo sorridere a mia volta. Probabilmente ciò vale anche per lo sbadiglio: nel volto con mascherina rimangono comunque visibili abbastanza informazioni da capire che una persona sta sbadigliando. E anche se non vediamo la bocca, possiamo udire uno sbadiglio".
Molti genitori in questi mesi si sono posti il problema di indossare la mascherina senza allarmare i loro bambini. Qual è il suo consiglio?
"Soprattutto i bambini più piccoli possono avere più difficoltà nell’interpretare le espressioni quando una parte del volto è coperta. Si può ridurre la loro sensazione di disagio presentando la mascherina come un gioco. I bambini hanno familiarità con i giochi in cui ci si traveste, e questo può servire a sdrammatizzare la mascherina".