Il destino della nostra società dipende fortemente da come noi esseri umani riusciremo a utilizzare le risorse del nostro pianeta in maniera sostenibile. A tale proposito, le emissioni di anidride carbonica fungono sia da barometro (che misura la pressione che esercitiamo sul nostro pianeta) che da orologio (che ci ricorda che il tempo che abbiamo a disposizione per reagire si riduce in maniera esponenziale). Le cessate attività legate alla pandemia durante i mesi precedenti hanno favorito una drastica riduzione delle emissioni di CO2, con le concentrazioni atmosferiche di CO2 che hanno raggiunto valori fino al 17% al di sotto dei valori dell’anno passato durante lo stesso periodo.
Il risveglio dell'economia
Purtroppo, uno studio pubblicato di recente sulla rivista
Nature Climate Change ha mostrato come il risveglio dell’economia e delle attività in molti paesi abbia portato ad un aumento globale delle emissioni di CO2, raggiungendo livelli che sono solo il 5 % al di sotto di quelli del 2019. "Abbiamo ancora le stesse auto, le stesse centrali elettriche, le stesse industrie che avevamo prima della pandemia", ha affermato Corinne Le Quéré, dell'Università dell'East Anglia in Inghilterra e autrice principale dell'analisi. "Senza grandi cambiamenti strutturali, è probabile che le emissioni ritornino". I ricercatori stimano che le emissioni globali di combustibili fossili per tutto il 2020 saranno probabilmente inferiori del 4-7 percento rispetto al 2019. Le stime si basano su calcoli legati alla domanda di elettricità negli Stati Uniti e in Europa, all'attività industriale in Cina e su misurazioni del traffico nelle città di tutto il mondo e sono ancora affette da grandi incertezze, sebbene siano allineate con un'analisi separata dell'Agenzia internazionale per l'energia.
Cresce la domanda di energia
Il ritorno sulle strade di automobili e camion per il trasporto di merci e beni di consumo sta favorendo un nuovo aumento delle concentrazioni di CO2 anche in virtù del fatto che coloro che possono permetterselo continuano ad evitare i mezzi pubblici per paura di contrarre il virus. Anche la domanda di energia elettrica è cresciuta rispetto ai mesi precedenti, raggiungendo livelli prossimi a quelli del 2019. La quantità di anidride carbonica nell'atmosfera è già cresciuta di oltre 127 parti per milione dai tempi preindustriali, aumentando la temperatura media globale di circa 1 grado centigrado. Anche se i trasporti di superficie, i viaggi aerei e l'attività industriale rimangono in calo e il mondo consuma meno petrolio, gas e carbone rispetto a un anno fa, la traiettoria delle emissioni globali negli anni a venire sarà fortemente influenzata dalle misure di stimolo a lungo termine che i paesi attueranno mentre cercano di rilanciare le loro economie.
Soluzioni verdi
Gli sforzi di molte grandi città europee quali Londra, Parigi e Berlino per trovare soluzioni verdi al traffico urbano sono episodi isolati e si contrastano con il messaggio confuso che la Cina lancia attraverso la costruzione di nuove centrali a carbone, da un lato, e l’aumento degli incentivi per i veicoli elettrici dall’altro. E la pandemia è tutt'altro che finita: i casi continuano a crescere in gran parte del mondo e alcuni paesi potrebbero finire per reimporre misure di blocco più rigorose. Questo aumenta l’incertezza nelle stime future delle emissioni di CO2. Un fattore importante da ricordare è che per raffreddare il nostro pianeta è fondamentale sviluppare tecnologie per la cattura dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera oltre che puntare alla riduzione delle emissioni. Infatti, e’ vero che, anche se dovessimo spegnere istantaneamente tutte le sorgenti che attualmente emettono CO2 nell’atmosfera, il pianeta continuerà a riscaldarsi a causa della quantità di CO2 presente che è stata emessa nei decenni passati. E’ un po’ come spegnere il forno e lasciare la pietanza dentro mentre il forno si raffredda. La Terra continuerà a cuocere e, con lei, la nostra società.