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Guardate bene nel vostro giardino, ci sono 500 specie viventi

Negli spazi verdi "domestici" si nascondono centinaia di specie, vegetali e animali. In Inghilterra un recente censimento ha dimostrato che in circa 300 metri quadrati se ne possono contare fino a 573. Ecco le regole per favorire la biodiversità. E per osservarla
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Un giardino domestico non potrà mai trasformarsi in un orto botanico ma lasciando un po’ di spazio alla natura la biodiversità torna a casa. E si può misurare. Con i dovuti accorgimenti, tra fiori ornamentali e alberi da frutto in circa trecento metri quadrati si possono registrare fino a 573 specie diverse di piante e animali, come ha dimostrato un recente censimento della Cambridge Natural History Society su 64 giardini della zona. Per aumentare il tasso di biodiversità bisogna rinaturalizzare il proprio spazio verde, un metodo oggi di tendenza ma già sperimentato da tempo in alcuni dei santuari mondiali come i Kew Gardens o il Wisley Garden in Inghilterra .

Una raccomandazione: nessuna regola

L’unica regola è non averne. O quasi. "Per facilitare le fioriture spontanee e non, è necessario restituire al giardino quello che si è tolto", sintetizza Luigi Fiorina, capo giardiniere dell’Isola madre nell&r…
Un giardino domestico non potrà mai trasformarsi in un orto botanico ma lasciando un po’ di spazio alla natura la biodiversità torna a casa. E si può misurare. Con i dovuti accorgimenti, tra fiori ornamentali e alberi da frutto in circa trecento metri quadrati si possono registrare fino a 573 specie diverse di piante e animali, come ha dimostrato un recente censimento della Cambridge Natural History Society su 64 giardini della zona. Per aumentare il tasso di biodiversità bisogna rinaturalizzare il proprio spazio verde, un metodo oggi di tendenza ma già sperimentato da tempo in alcuni dei santuari mondiali come i Kew Gardens o il Wisley Garden in Inghilterra .

Una raccomandazione: nessuna regola

L’unica regola è non averne. O quasi. "Per facilitare le fioriture spontanee e non, è necessario restituire al giardino quello che si è tolto", sintetizza Luigi Fiorina, capo giardiniere dell’Isola madre nell’arcipelago delle Borromee sul Lago Maggiore. "I resti delle potature, l’erba che viene falciata dovrebbe essere macinata e lasciata a terra come se fosse un lenzuolo naturale seguendo una tecnica che si chiama pacciamatura - prosegue -  Le piante ne hanno grandi benefici perché i resti organici alimentano il ciclo vitale e proteggono le radici dall’irraggiamento solare che diventa sempre più intenso con i cambiamenti climatici in atto e rischia di danneggiarne gli organi vitali".

Sembra caos ma è equilibrio

Le piante che convivono in forma spontanea non sono caos ma rispettano un equilibrio che in botanica si chiama fitocenosi. Con il tempo, grazie all’accumulo di sostanza organica a terra e alla diffusione spontanea dei semi, spuntano piante perenni come Digitalis ferruginea, Dipsacus fullonum, Ranunculus maculatus e Carex pendula nelle zone più fresche e ombrose.
Ma è inutile fantasticare: il tasso di biodiversità nel retro di casa dipende come al solito dallo spazio disponibile. Anche nello stretto si può fare qualcosa. Sul balcone si possono coltivare fino a 5 specie diverse di rampicanti mentre in un’area di circa cento metri quadrati si possono piantare al massimo tre alberi. In generale per una transizione serena da un giardino ornamentale a uno selvatico sono necessari due giorni a settimana di cure e circa un anno per completare il percorso.

L'esempio dell'Isola Madre

Anche le temperature e la geografia influiscono sul numero di specie presenti. Sull’Isola Madre, lunga poco più di trecento metri e larga circa duecento, ci sono duemila specie vegetali diverse con un’escursione che attraversa la linea dell’equatore. Nella zona più calda a sud crescono piante subtropicali come l’agave, il pittosporo e la lantana mentre a nord ci sono le spontanee dell’Ossola in grado di sopportare neve e gelate primaverili.

Agevolare la spontaneità

Un altro trucco per aumentare la biodiversità in giardino è lasciare crescere il prato o almeno una sua parte. "Vedo molti giardini asettici dove il manto erboso è sempre pulito e perfetto - continua Fiorina - Se per un orto botanico l’ordine è un’esigenza inderogabile, un privato non è costretto a falciare il prato di continuo. Al contrario, se si diradano queste pratiche si possono ammirare poi una serie di fioriture di campo spontanee come il fiordaliso e il papavero che allungano la stagione dell’intero giardino". Queste distese sono anche l’habitat ideale per gli insetti impollinatori come le api e le farfalle e quelli utili che si nutrono di parassiti come la coccinella o i carabidi, una famiglia di coleotteri presente in Italia con oltre 1300 specie.

Qualche trucco

Se poi il giardino rimane sempre deserto potete aggiungere qualche esca, se così possiamo chiamarla. Come ha ricordato il WWF Italia in un recente vademecum sulla biodiversità in giardino, anche gli uccelli hanno le loro preferenze alimentari. Tarassaco, piantaggine e cardo faranno la felicità di cardellini, verzellini, fringuelli e verdoni. Prugnolo, biancospino e alloro sono apprezzati da merli e tordi, mentre il sambuco attira la capinera. I rampicanti possono diventare rifugi per piccoli rettili, come gechi e lucertole. Lavanda, rosmarino, origano, timo, maggiorana e menta oltre ad essere utili in cucina sono un ottimo invito “a pranzo” per le farfalle e tanti altri insetti impollinatori.  

Le regole dell'attrazione

Gli alberi da frutto possono attirare uccelli da giardino come il picchio o il codirosso mentre nelle siepi, quando non sono sempre tagliate a dovere, il merlo può ricavare un po’ di privacy per la riproduzione. Un discorso analogo vale per gli arbusti di rosa che offrono ai nidi un rifugio sicuro da gatti e altri predatori.
Oltre al pollice verde, in questo caso bisogna sapere come campionare fauna e flora spontanee ma, considerati i costi ridotti e le tecniche tutto sommato semplici, potrebbe diventare un economico passatempo estivo da fare in famiglia.

Come fare un'ispezione

Un metodo alla portata di tutti, diventato ormai uno standard anche nelle campagne di citizen science, è il transetto. La superficie da controllare viene suddivisa in quadrati ideali di cinque metri per lato che devono essere ispezionati uno alla volta, in base all’estensione del giardino, contando il numero di esemplari presenti e riconoscendone la specie. Il censimento dovrebbe essere eseguito per una settimana di seguito e, nel caso dell’Italia, in tutte le quattro stagioni. Non c’è da stupirsi che in questo campionamento risultino del tutto assenti i mammiferi che, soprattutto alle nostre latitudini, hanno abitudini per lo più notturne.

L'installazione di una fototrappola

Non è necessario indebitarsi per comprare una fototrappola professionale ma sarà sufficiente una comune webcam o una o più telecamere posizionate nei corridoi del giardino per scoprire le traiettorie nascoste di animali come il tasso, la martora, la lepre e i caprioli solo per citarne i più comuni presenti lungo tutto lo stivale. I muretti a secco sono l’ambiente preferito dai rettili e se poi non si vuole rinunciare al canto delle rane, che eliminano anche un po’ di zanzare nella stagione estiva, è sufficiente creare un piccolo stagno di un metro quadro.