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Caldo, il pianeta con la febbre

Pubblicata su Nature Communication la mappa delle ondate di calore a livello globale nel periodo dal 1950 al 2017. Aumentate in quasi ogni parte del mondo, sia in frequenza che in durata. Vediamo quali possono essere le conseguenze
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L’aumento delle ondate di calore è tra le conseguenze più anticipate di un mondo che continua a surriscaldarsi a un ritmo vertiginoso. I settori coinvolti vanno dalla produttività dei lavoratori (specialmente di chi lavora regolarmente all’esterno), all’aumento di energia elettrica dovuto ad un aumentato uso di condizionatori d’aria fino, purtroppo, all’aumento di mortalità associata al caldo. A dispetto dall’importanza di tale argomento, fino a poco fa non esisteva una mappa a livello globale delle onde di calore e che permettesse di analizzare le conseguenze a livello regionale. Tale mappa è stata di recente pubblicata in un articolo su Nature Communications mostrando come, a partire dagli anni ’50, le ondate di calore siano aumentate in quasi ogni parte del mondo, sia in frequenza che durata.

Il calore cumulativo

La ricerca ha anche prodotto una nuova metrica, chiamata calore cumulativo, che rivela esatta…
L’aumento delle ondate di calore è tra le conseguenze più anticipate di un mondo che continua a surriscaldarsi a un ritmo vertiginoso. I settori coinvolti vanno dalla produttività dei lavoratori (specialmente di chi lavora regolarmente all’esterno), all’aumento di energia elettrica dovuto ad un aumentato uso di condizionatori d’aria fino, purtroppo, all’aumento di mortalità associata al caldo. A dispetto dall’importanza di tale argomento, fino a poco fa non esisteva una mappa a livello globale delle onde di calore e che permettesse di analizzare le conseguenze a livello regionale. Tale mappa è stata di recente pubblicata in un articolo su Nature Communications mostrando come, a partire dagli anni ’50, le ondate di calore siano aumentate in quasi ogni parte del mondo, sia in frequenza che durata.

Il calore cumulativo

La ricerca ha anche prodotto una nuova metrica, chiamata calore cumulativo, che rivela esattamente la quantità di calore contenuta nelle singole ondate di calore durante le diverse stagioni. "Non solo abbiamo visto più ondate di calore e più lunghe in tutto il mondo negli ultimi 70 anni, ma questa tendenza è andata anche accelerando", ha dichiarato la dottoressa Sarah Perkins Kirkpatrick dell'ARC Center of Excellence for Climate Extremes e co-autrice dello studio. "Il calore cumulativo mostra un'accelerazione simile, aumentando in media a livello globale di 1° C - 4,5°C ogni decennio ma in alcuni luoghi, come il Medio Oriente e parti dell'Africa e del Sud America, la tendenza è fino a 10°C per decennio ", ha continuato. Nella peggiore stagione delle ondate di calore in Australia, si sono verificati 80°C di calore cumulativo in tutto il paese. In Russia e nel Mediterraneo, le loro stagioni estreme hanno raggiunto un calore cumulativo di 200°C o più.

L'intensità di calore

L'unica metrica che non ha visto un'accelerazione (e non una crescita, badate bene) è l'intensità dell'onda di calore, che dipende dalla temperatura media. Questo non perché le cose non siano peggiorate, ma perché a livello globale ci sono stati più giorni di ondate di calore e, al tempo stesso, le ondate di calore sono durate più a lungo. Solo l'Australia meridionale e piccole aree dell'Africa e del Sud America hanno mostrato un aumento dell'intensità media dell'ondata di calore. Lo studio si è anche concentrato sul potenziale impatto della variabilità naturale, mostrando che è necessario utilizzare serie temporali che sono più lunghe di un decennio affinché i risultati siano affidabili.

Gli effetti delle ondate

Per tale motivo si sono concentrati su un periodo che si estende per circa 70 anni, dal 1950 fino al 2017. I risultati hanno anche mostrato che il nostro caro mar Mediterraneo ha visto un aumento medio di circa due giorni per decennio nelle ondate di calore durante il periodo 1950-2017. Questo valore cresce fino a circa 7 giorni per decennio quando si considera il periodo che va dal 1980 al 2017. Regioni come l'Amazzonia, il Brasile nord-orientale, l'Asia occidentale e il Mediterraneo stanno vivendo rapidi cambiamenti nelle ondate di calore, mentre aree come l'Australia meridionale e l'Asia del Nord continuano a vedere cambiamenti ma a un ritmo più lento. A prescindere dal passo del cambiamento, lo studio mostra che le nazioni con ridotte infrastrutture saranno colpite più duramente dal caldo estremo. Nelle parole di Gordon: "Il drammatico cambiamento regione per regione delle ondate di calore a cui abbiamo assistito negli ultimi 70 anni e il rapido aumento del numero di questi eventi, sono indicatori inequivocabili che il riscaldamento globale è ora con noi e sta accelerando. Questa ricerca è la prova che dovrebbe convincere i nostri politici che è necessaria un'azione urgente se vogliamo prevenire i peggiori risultati del riscaldamento globale. Il tempo per l'inazione è finito". Stiamo freschi!