La pausa Covid è finita, lo smog è tornato come prima
di GIACOMO TALIGNANIUna ricerca del Crea (Center for research on energy and clean air) ha esaminato le condizioni, a livello di inquinamento, di dodici grandi città del mondo tra cui Roma. Lo studio indica che le misure di contenimento adottate per la pandemia hanno permesso di evitare 15mila morti. Ma ora si torna indietro
Sei mesi dopo siamo punto e a capo. Tanto è durato l'effetto del lockdown in termini di salute per noi e l'ambiente: finiti gli isolamenti e i divieti, l'inquinamento dopo i bassi livelli di fine inverno legati al traffico diminuito a causa dei lockdown in tutto il mondo sta ora tornando ai livelli pre-covid.
Una ricerca del Crea (Center for research on energy and clean air) ha esaminato le condizioni, a livello di inquinamento, di dodici grandi città del mondo tra cui Roma. Lo studio indica che le misure di contenimento adottate per la pandemia, grazie a meno auto in circolazione e una generale diminuzione degli inquinanti, hanno permesso di evitare 15mila morti, visti i tassi odierni di mortalità legata allo smog nel mondo.
Finite le misure contenitive però, i livelli di inquinamento stanno ora crescendo. Già meno di due settimane dopo l'inizio del lockdown nelle città prese in esame, dall'Asia a…
Una ricerca del Crea (Center for research on energy and clean air) ha esaminato le condizioni, a livello di inquinamento, di dodici grandi città del mondo tra cui Roma. Lo studio indica che le misure di contenimento adottate per la pandemia, grazie a meno auto in circolazione e una generale diminuzione degli inquinanti, hanno permesso di evitare 15mila morti, visti i tassi odierni di mortalità legata allo smog nel mondo.
Finite le misure contenitive però, i livelli di inquinamento stanno ora crescendo. Già meno di due settimane dopo l'inizio del lockdown nelle città prese in esame, dall'Asia a…
Sei mesi dopo siamo punto e a capo. Tanto è durato l'effetto del lockdown in termini di salute per noi e l'ambiente: finiti gli isolamenti e i divieti, l'inquinamento dopo i bassi livelli di fine inverno legati al traffico diminuito a causa dei lockdown in tutto il mondo sta ora tornando ai livelli pre-covid.
Una ricerca del Crea (Center for research on energy and clean air) ha esaminato le condizioni, a livello di inquinamento, di dodici grandi città del mondo tra cui Roma. Lo studio indica che le misure di contenimento adottate per la pandemia, grazie a meno auto in circolazione e una generale diminuzione degli inquinanti, hanno permesso di evitare 15mila morti, visti i tassi odierni di mortalità legata allo smog nel mondo.
Finite le misure contenitive però, i livelli di inquinamento stanno ora crescendo. Già meno di due settimane dopo l'inizio del lockdown nelle città prese in esame, dall'Asia all'Europa, il livello di diossido di azoto era sceso per esempio del 27% rispetto alla media dello stesso periodo (tra il 2017 e il 2019): quando però dopo aprile sono iniziate le riaperture i livelli sono tornati a crescere raggiungendo, nell'agosto appena passato, livelli simili a quelli del febbraio scorso.
Anche Traffix Index, monitoraggio globale del traffico, rivela come l'aumento della circolazione di veicoli stia ora raggiungendo i livelli pre-pandemia. Inoltre, ad aggravare la situazione, a causa del Covid sembra esserci in diverse città del mondo una certa diffidenza nell'uso dei mezzi pubblici che sta implementando quello dei mezzi privati, aumentando così il traffico su strada.
In Europa il 27% delle emissioni inquinanti arriva dal traffico legato ai trasporti, di cui il 45% dalle auto. Le varie forme di inquinamento atmosferico, secondo l'Oms, nel mondo sono la causa ogni anno di 4,5 milioni di morti premature, con 600mila bambini colpiti da infezioni respiratorie acute. Il blocco delle auto legato al lockdown, secondo la ricerca del Crea, ha permesso dunque in questi mesi di evitare migliaia di morti: 4600 a Delhi, 1227 a Londra, oppure 1486 a Parigi. A Roma, secondo lo studio, sono 1259 le morti evitate. Questi dati, elaborati grazie a un modello che tiene conto delle attività umane e delle condizioni atmosferiche e meteorologiche, e che osserva livelli di biossido di azoto e di particolato (pm 2,5 diminuite in media del 5%), raccontano dunque sia i possibili effetti positivi diretti per i cittadini di decine di città del mondo, sia i rischi che si correranno con un ritorno a livelli precedenti.
Nel Nord d'Italia che ospita la Pianura padana, una delle aree più inquinate d'Europa, il lockdown tra febbraio e i primi mesi primaverili aveva permesso per esempio una diminuzione del 10% di diossido di azoto: valori che ora stanno gradualmente tornando ai livelli pre-covid. I primi esempi di questa oscillazione, prima con un calo e poi con un sostanziale ritorno ai livelli precedenti, era stata osservata già lo scorso giugno in Cina: il primo paese a sperimentare il lockdown è stato infatti anche il primo a tornare sui valori negativi della qualità dell'aria pre-pandemia. Negli Stati Uniti, dove in città fortemente inquinate come Los Angeles si sono osservati sostanziali cambiamenti nella qualità dell'aria, in altre zone è stato invece osservato come nonostante i blocchi, i livelli per esempio di ozono e di smog siano diminuiti di pochissimo anche a fronte una riduzione del traffico del 40%.
Viste le differenti condizioni delle metropoli internazionali e con diversi studi in corso, è ancora presto per tracciare un bilancio definitivo sia sugli effetti del lockdown sia sulla situazione di determinate città, ma i livelli di smog sono oggi osservati speciali per capire l'incidenza delle misure contenitive anche in futuro.
Nel ricordare cosa possiamo fare per invertire la rotta, Greenpeace ha da poco diffuso un report di Climact e NewClimate Institute in cui sottolinea come "mentre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) provenienti da altri settori hanno subito un rallentamento o un calo, le emissioni dei trasporti Ue sono continuate a salire".
Per combattere contro l'inquinamento da traffico, l'associazione ambientalista chiede dunque una "elettrificazione rapida, aumento di efficienza dei trasporti con investimenti nelle ferrovie e mezzi pubblici, aumento di piste ciclabili e alternative sostenibili" oltre alla "riduzione dei mezzi alimentati a diesel"- In particolare, chiosa Greenpeace, "i governi dovranno inserire nei piani nazioniali di resilienza e ripresa post Covid-19 un'attenzione specifica ai trasporti proprio per tentare di arginare i livelli di inquinamento che tornano a salire.
Una ricerca del Crea (Center for research on energy and clean air) ha esaminato le condizioni, a livello di inquinamento, di dodici grandi città del mondo tra cui Roma. Lo studio indica che le misure di contenimento adottate per la pandemia, grazie a meno auto in circolazione e una generale diminuzione degli inquinanti, hanno permesso di evitare 15mila morti, visti i tassi odierni di mortalità legata allo smog nel mondo.
Finite le misure contenitive però, i livelli di inquinamento stanno ora crescendo. Già meno di due settimane dopo l'inizio del lockdown nelle città prese in esame, dall'Asia all'Europa, il livello di diossido di azoto era sceso per esempio del 27% rispetto alla media dello stesso periodo (tra il 2017 e il 2019): quando però dopo aprile sono iniziate le riaperture i livelli sono tornati a crescere raggiungendo, nell'agosto appena passato, livelli simili a quelli del febbraio scorso.
Anche Traffix Index, monitoraggio globale del traffico, rivela come l'aumento della circolazione di veicoli stia ora raggiungendo i livelli pre-pandemia. Inoltre, ad aggravare la situazione, a causa del Covid sembra esserci in diverse città del mondo una certa diffidenza nell'uso dei mezzi pubblici che sta implementando quello dei mezzi privati, aumentando così il traffico su strada.
In Europa il 27% delle emissioni inquinanti arriva dal traffico legato ai trasporti, di cui il 45% dalle auto. Le varie forme di inquinamento atmosferico, secondo l'Oms, nel mondo sono la causa ogni anno di 4,5 milioni di morti premature, con 600mila bambini colpiti da infezioni respiratorie acute. Il blocco delle auto legato al lockdown, secondo la ricerca del Crea, ha permesso dunque in questi mesi di evitare migliaia di morti: 4600 a Delhi, 1227 a Londra, oppure 1486 a Parigi. A Roma, secondo lo studio, sono 1259 le morti evitate. Questi dati, elaborati grazie a un modello che tiene conto delle attività umane e delle condizioni atmosferiche e meteorologiche, e che osserva livelli di biossido di azoto e di particolato (pm 2,5 diminuite in media del 5%), raccontano dunque sia i possibili effetti positivi diretti per i cittadini di decine di città del mondo, sia i rischi che si correranno con un ritorno a livelli precedenti.
Nel Nord d'Italia che ospita la Pianura padana, una delle aree più inquinate d'Europa, il lockdown tra febbraio e i primi mesi primaverili aveva permesso per esempio una diminuzione del 10% di diossido di azoto: valori che ora stanno gradualmente tornando ai livelli pre-covid. I primi esempi di questa oscillazione, prima con un calo e poi con un sostanziale ritorno ai livelli precedenti, era stata osservata già lo scorso giugno in Cina: il primo paese a sperimentare il lockdown è stato infatti anche il primo a tornare sui valori negativi della qualità dell'aria pre-pandemia. Negli Stati Uniti, dove in città fortemente inquinate come Los Angeles si sono osservati sostanziali cambiamenti nella qualità dell'aria, in altre zone è stato invece osservato come nonostante i blocchi, i livelli per esempio di ozono e di smog siano diminuiti di pochissimo anche a fronte una riduzione del traffico del 40%.
Viste le differenti condizioni delle metropoli internazionali e con diversi studi in corso, è ancora presto per tracciare un bilancio definitivo sia sugli effetti del lockdown sia sulla situazione di determinate città, ma i livelli di smog sono oggi osservati speciali per capire l'incidenza delle misure contenitive anche in futuro.
Nel ricordare cosa possiamo fare per invertire la rotta, Greenpeace ha da poco diffuso un report di Climact e NewClimate Institute in cui sottolinea come "mentre le emissioni di gas a effetto serra (GHG) provenienti da altri settori hanno subito un rallentamento o un calo, le emissioni dei trasporti Ue sono continuate a salire".
Per combattere contro l'inquinamento da traffico, l'associazione ambientalista chiede dunque una "elettrificazione rapida, aumento di efficienza dei trasporti con investimenti nelle ferrovie e mezzi pubblici, aumento di piste ciclabili e alternative sostenibili" oltre alla "riduzione dei mezzi alimentati a diesel"- In particolare, chiosa Greenpeace, "i governi dovranno inserire nei piani nazioniali di resilienza e ripresa post Covid-19 un'attenzione specifica ai trasporti proprio per tentare di arginare i livelli di inquinamento che tornano a salire.