Se arriva un sms e avverte: c'è un orso alla tua porta
di GIACOMO TALIGNANIUn sistema di intelligenza artificiale, WildEyes, è in grado di riconoscere gli animali predatori e di avvertirci della presenza tramite un semplice messaggio. Proteggendoci e proteggendoli. Vediamo come funziona
Un occhio artificiale per salvare la vita a noi e a loro. La convivenza fra animali selvatici e uomo, in varie parti del globo, è un tema che richiede sempre più impegno e soluzioni: come possiamo ad esempio in Italia permettere la convivenza fra allevatori e lupi o orsi che si avventurano nelle predazioni? Come, dall'Asia all'Africa, i contadini possono proteggersi per esempio dalle incursioni (talvolta mortali) di grandi elefanti oppure leoni?
Su questi interrogativi, ogni Paese discute da anni per trovare una mediazione fra la vita selvatica e le normali esigenze degli animali e quella dell'uomo che con urbanizzazione e allevamenti si è appropriato di ambienti e spazi naturali.
Su questi interrogativi, ogni Paese discute da anni per trovare una mediazione fra la vita selvatica e le normali esigenze degli animali e quella dell'uomo che con urbanizzazione e allevamenti si è appropriato di ambienti e spazi naturali.
I test in Africa
Una nuova possibile soluzione passa dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale. L'organizzazione non governativa ambientale RESOLVE, insieme a Intel e lo sviluppatore di software CVEDIA, da anni sta lavorando a un sistema chiamato "…
Un occhio artificiale per salvare la vita a noi e a loro. La convivenza fra animali selvatici e uomo, in varie parti del globo, è un tema che richiede sempre più impegno e soluzioni: come possiamo ad esempio in Italia permettere la convivenza fra allevatori e lupi o orsi che si avventurano nelle predazioni? Come, dall'Asia all'Africa, i contadini possono proteggersi per esempio dalle incursioni (talvolta mortali) di grandi elefanti oppure leoni?
Su questi interrogativi, ogni Paese discute da anni per trovare una mediazione fra la vita selvatica e le normali esigenze degli animali e quella dell'uomo che con urbanizzazione e allevamenti si è appropriato di ambienti e spazi naturali.
E' un sistema che - ora sperimentato in alcune zone dell'Asia e dell'Africa - potrebbe evitare per esempio l'abbattimento di orsi e lupi spesso invocato quando questi animali predano o fanno razzia all'interno di fattorie e case. Grazie a un dispositivo basato su telecamere e intelligenza artificiale questo piccolo occhio invisibile - un oggetto che si può piazzare su un albero oppure su una staccionata o ovunque possa essere utile - è in grado di riconoscere i predatori grazie a un software basato su modelli 3D e di avvertire, con un semplice messaggio sul telefonino, del pericolo imminente.
Dopo un iniziale problema di costi, la nuova tecnologia si sta ora assestando su prezzi accessibili (intorno ai 300 euro) e nelle aree italiane più soggette alle predazioni di lupi e orsi, dal Trentino all'Abruzzo, potrebbe presto diventare una efficace arma di protezione.
Al momento è usata in vari progetti in Africa, come per esempio nella riserva di Grumeti in Tanzania: qui il sistema ha allertato i ranger sulla posizione dei bracconieri, permettendo l'arresto di 30 criminali e il sequestro di oltre 500 kg di carne selvatica. In Asia il dispositivo sta cercando invece di impedire agli elefanti di razziare terreni agricoli e fare incursioni nei campi. Nell'Himalaya lo si sta invece testando nel tentativo di individuare leopardi delle nevi, orsi e lupi che predano il bestiame.
La forza di questa intelligenza artificiale, spiegano i creatori, sta nel fatto che attraverso gli algoritmi che si basano su simulazioni e modelli 3D il sistema è in grado di individuare e distinguere subito i predatori in azione, "senza la necessità di rivedere manualmente le immagini registrate" e scongiurando rischi di confusione per esempio legati alla vegetazione in movimento o altri fattori che potrebbero falsare il giudizio sul rischio della situazione. In sostanza, si candida come un occhio aperto e vigile per aiutarci a proteggerci e conservare la nostra preziosa biodiversità.
Su questi interrogativi, ogni Paese discute da anni per trovare una mediazione fra la vita selvatica e le normali esigenze degli animali e quella dell'uomo che con urbanizzazione e allevamenti si è appropriato di ambienti e spazi naturali.
I test in Africa
Una nuova possibile soluzione passa dallo sviluppo dell'intelligenza artificiale. L'organizzazione non governativa ambientale RESOLVE, insieme a Intel e lo sviluppatore di software CVEDIA, da anni sta lavorando a un sistema chiamato "WildEyes" che permette, grazie a minuscole telecamere, di riconoscere qualsiasi predatore - che sia un animale o un uomo, come ad esempio i bracconieri - che si avvicina troppo ad allevamenti, coltivazioni, zone dove pascola il bestiame, aree residenziali o riserve protette.E' un sistema che - ora sperimentato in alcune zone dell'Asia e dell'Africa - potrebbe evitare per esempio l'abbattimento di orsi e lupi spesso invocato quando questi animali predano o fanno razzia all'interno di fattorie e case. Grazie a un dispositivo basato su telecamere e intelligenza artificiale questo piccolo occhio invisibile - un oggetto che si può piazzare su un albero oppure su una staccionata o ovunque possa essere utile - è in grado di riconoscere i predatori grazie a un software basato su modelli 3D e di avvertire, con un semplice messaggio sul telefonino, del pericolo imminente.
L'algoritmo segnalatore
Immaginiamoci un orso - come è avvenuto a più riprese per esempio con M49, il plantigrado che in Trentino è stato catturato dopo diverse predazioni - che si avvicina nella notte a una fattoria o un recinto con il bestiame. L'animale portandosi a ridosso dell'area sorvegliata dal sistema WildEyes fa scattare il rilevatore di movimento e attiva il sistema del dispositivo, dotato di due sensori per diverse condizioni di illuminazione e con una durata della batteria di 18 mesi. A quel punto l'algoritmo individua di quale possibile predatore si tratti e, includendo una foto, tramite GSM, radio a lungo raggio o reti satellitari invia le informazioni al numero di telefono associato. Un sistema che permette di proteggere al tempo stesso predatori, animali da allevamento, ma anche gli stessi animali in via d'estinzione, magari - come accade per elefanti e rinoceronti - vittima dei bracconieri.Tecnologia per la conservazione
Quella sviluppata, fa sapere RESOLVE Europe, è una "tecnologia per la conservazione", che include - con lo stesso meccanismo - sistemi di intelligenza artificiale dedicati all'anti bracconaggio o per prevenire il disboscamento illegale.Dopo un iniziale problema di costi, la nuova tecnologia si sta ora assestando su prezzi accessibili (intorno ai 300 euro) e nelle aree italiane più soggette alle predazioni di lupi e orsi, dal Trentino all'Abruzzo, potrebbe presto diventare una efficace arma di protezione.
Al momento è usata in vari progetti in Africa, come per esempio nella riserva di Grumeti in Tanzania: qui il sistema ha allertato i ranger sulla posizione dei bracconieri, permettendo l'arresto di 30 criminali e il sequestro di oltre 500 kg di carne selvatica. In Asia il dispositivo sta cercando invece di impedire agli elefanti di razziare terreni agricoli e fare incursioni nei campi. Nell'Himalaya lo si sta invece testando nel tentativo di individuare leopardi delle nevi, orsi e lupi che predano il bestiame.
La forza di questa intelligenza artificiale, spiegano i creatori, sta nel fatto che attraverso gli algoritmi che si basano su simulazioni e modelli 3D il sistema è in grado di individuare e distinguere subito i predatori in azione, "senza la necessità di rivedere manualmente le immagini registrate" e scongiurando rischi di confusione per esempio legati alla vegetazione in movimento o altri fattori che potrebbero falsare il giudizio sul rischio della situazione. In sostanza, si candida come un occhio aperto e vigile per aiutarci a proteggerci e conservare la nostra preziosa biodiversità.