Hai 54 anni? Stai cominciando a diventare vecchio
di Sandro Iannaccone , di Sandro IannacconeUna ricerca norvegese mostra che è questa l'età in cui (in media) si tende a perdere la grinta e la perseveranza che si avevano fino a un anno prima. Ma è possibile rallentare il declino. Ecco come fare
Fino a che età si può continuare a usare la (terribile) espressione di “sentirsi giovani dentro”? La scienza ha appena dato una risposta: stando a uno studio appena pubblicato sulla rivista New Ideas in Psychology da parte di un ricercatore del dipartimento di psicologia della Norwegian University of Science and Technology di Trondheim, il giro di boa in occasione del quale perdiamo tempra, grinta e perseveranza avverrebbe alla soglia dei 54 anni. Superati i quali tenderemmo, per l’appunto, a diventare più pigri, perdendo di vista i nostri obiettivi e rinunciando a perseguirli, e cinici rispetto alla possibilità che metterci in gioco continui a valere la candela.
Per scoprirlo, l’autore del lavoro, Hermundur Sigmundsson, ha reclutato 917 uomini e donne norvegesi di età compresa tra 14 e 77 anni e li ha divisi in diversi sottogruppi a seconda della loro età e del loro genere. Ha poi chiesto loro di rispondere a un quest…
Per scoprirlo, l’autore del lavoro, Hermundur Sigmundsson, ha reclutato 917 uomini e donne norvegesi di età compresa tra 14 e 77 anni e li ha divisi in diversi sottogruppi a seconda della loro età e del loro genere. Ha poi chiesto loro di rispondere a un quest…
Fino a che età si può continuare a usare la (terribile) espressione di “sentirsi giovani dentro”? La scienza ha appena dato una risposta: stando a uno studio appena pubblicato sulla rivista New Ideas in Psychology da parte di un ricercatore del dipartimento di psicologia della Norwegian University of Science and Technology di Trondheim, il giro di boa in occasione del quale perdiamo tempra, grinta e perseveranza avverrebbe alla soglia dei 54 anni. Superati i quali tenderemmo, per l’appunto, a diventare più pigri, perdendo di vista i nostri obiettivi e rinunciando a perseguirli, e cinici rispetto alla possibilità che metterci in gioco continui a valere la candela.
Per scoprirlo, l’autore del lavoro, Hermundur Sigmundsson, ha reclutato 917 uomini e donne norvegesi di età compresa tra 14 e 77 anni e li ha divisi in diversi sottogruppi a seconda della loro età e del loro genere. Ha poi chiesto loro di rispondere a un questionario per valutare tre componenti psicologiche: la “passione” rispetto a un tema o una particolare attività (uno sport, per esempio, o il fai-da-te, o la cucina), la grinta e la mentalità. «La passione determina la direzione in cui punta la “freccia” della nostra mente», ha spiegato lo psicologo, «ciò che ci rende entusiasti e ciò che ci sforziamo di ottenere e migliorare. La grinta, invece, determina quanto impegno siamo disposti a spendere per arrivare a ciò che vogliamo. Una mentalità positiva, infine, fa sì che ci convinciamo che i nostri sforzi ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. La coesistenza di questi tre ingredienti è condizione necessaria per la realizzazione personale».
L’obiettivo della ricerca era di capire se (e come) i tre fattori cambiassero nel tempo, con l’invecchiamento: incrociando i dati raccolti, Sigmundsson ha scoperto che la correlazione tra passione, grinta e mentalità rimane pressoché inalterata tra 14 e 53 anni. Dopodiché, qualcosa cambia: in particolare, svanisce la connessione tra passione e grinta, il che vuol dire che a 54 anni (in media) l’inerzia prende il sopravvento, e diventa molto più difficile continuare a sforzarsi per soddisfare le proprie passioni. Ovvero, per spiegarlo con le parole dell’autore: «Invecchiando, le persone tendono ad appassionarsi sempre meno alle cose, a meno che non trovino qualcosa a cui sono veramente interessate. Il fenomeno può essere letto in due direzioni: dopo i 54 anni, si possono continuare ad avere grandi passioni, ma non si ha più la grinta per perseguirle; oppure il contrario. Per metterla in termini matematici, passione e grinta smettono di essere correlate».
E, a quanto pare, vale lo stesso anche per il terzo fattore, quello della mentalità: diventando grandi potremmo ancora essere persone appassionate, ma contemporaneamente tenderemmo a perdere la fiducia nella nostra capacità di raggiungere gli obiettivi che abbiamo a cuore. «Anche la correlazione tra grinta e mentalità positiva», aggiunge ancora lo scienziato, «tende a svanire all’aumentare dell’età. La forza di volontà e la convinzione di poter migliorare giorno dopo giorno diventano man mano più scollegate».
Assodato tutto questo, possiamo fare qualcosa per rallentare il declino? Certamente, dice l’autore del lavoro. E i consigli sono i soliti, quelli dettati dal buonsenso: riconoscere il momento in cui ci stiamo adagiando e metterci in moto con nuove attività e nuovi interessi, per ravvivare il fuoco interiore prima che si spenga. «Cercate nuovi interessi e sviluppate quelli che già avete. Riconoscete e ricordate la correlazione importante tra passione, grinta e mentalità positiva. Allenatevi a farlo, e cercate compagni che vi ispirino e vi aiutino». Tenendo sempre a mente il mantra di use it or lose it: usalo, o lo perderai.
Per scoprirlo, l’autore del lavoro, Hermundur Sigmundsson, ha reclutato 917 uomini e donne norvegesi di età compresa tra 14 e 77 anni e li ha divisi in diversi sottogruppi a seconda della loro età e del loro genere. Ha poi chiesto loro di rispondere a un questionario per valutare tre componenti psicologiche: la “passione” rispetto a un tema o una particolare attività (uno sport, per esempio, o il fai-da-te, o la cucina), la grinta e la mentalità. «La passione determina la direzione in cui punta la “freccia” della nostra mente», ha spiegato lo psicologo, «ciò che ci rende entusiasti e ciò che ci sforziamo di ottenere e migliorare. La grinta, invece, determina quanto impegno siamo disposti a spendere per arrivare a ciò che vogliamo. Una mentalità positiva, infine, fa sì che ci convinciamo che i nostri sforzi ci permetteranno di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. La coesistenza di questi tre ingredienti è condizione necessaria per la realizzazione personale».
L’obiettivo della ricerca era di capire se (e come) i tre fattori cambiassero nel tempo, con l’invecchiamento: incrociando i dati raccolti, Sigmundsson ha scoperto che la correlazione tra passione, grinta e mentalità rimane pressoché inalterata tra 14 e 53 anni. Dopodiché, qualcosa cambia: in particolare, svanisce la connessione tra passione e grinta, il che vuol dire che a 54 anni (in media) l’inerzia prende il sopravvento, e diventa molto più difficile continuare a sforzarsi per soddisfare le proprie passioni. Ovvero, per spiegarlo con le parole dell’autore: «Invecchiando, le persone tendono ad appassionarsi sempre meno alle cose, a meno che non trovino qualcosa a cui sono veramente interessate. Il fenomeno può essere letto in due direzioni: dopo i 54 anni, si possono continuare ad avere grandi passioni, ma non si ha più la grinta per perseguirle; oppure il contrario. Per metterla in termini matematici, passione e grinta smettono di essere correlate».
E, a quanto pare, vale lo stesso anche per il terzo fattore, quello della mentalità: diventando grandi potremmo ancora essere persone appassionate, ma contemporaneamente tenderemmo a perdere la fiducia nella nostra capacità di raggiungere gli obiettivi che abbiamo a cuore. «Anche la correlazione tra grinta e mentalità positiva», aggiunge ancora lo scienziato, «tende a svanire all’aumentare dell’età. La forza di volontà e la convinzione di poter migliorare giorno dopo giorno diventano man mano più scollegate».
Assodato tutto questo, possiamo fare qualcosa per rallentare il declino? Certamente, dice l’autore del lavoro. E i consigli sono i soliti, quelli dettati dal buonsenso: riconoscere il momento in cui ci stiamo adagiando e metterci in moto con nuove attività e nuovi interessi, per ravvivare il fuoco interiore prima che si spenga. «Cercate nuovi interessi e sviluppate quelli che già avete. Riconoscete e ricordate la correlazione importante tra passione, grinta e mentalità positiva. Allenatevi a farlo, e cercate compagni che vi ispirino e vi aiutino». Tenendo sempre a mente il mantra di use it or lose it: usalo, o lo perderai.