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Le regole della famiglia felice

I risultati di uno studio che ha coinvolto oltre 40mila persone: per creare (e mantenere) una famiglia felice è indispensabile possedere anzitutto un alto grado di elasticità mentale. E poi le reazioni, i piccoli momenti, gli obiettivi. Ecco cosa bisogna sapere
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Pazienza? Empatia? Senso di protezione e di accudimento? No, o meglio non solo. Il tratto fondamentale per la creazione di una famiglia felice, stando a quanto emerge da uno studio appena concluso, che ha coinvolto oltre 40mila persone, è la flessibilità psicologica, ovvero la capacità di adattare plasticamente alle circostanze il proprio stato d’animo e il modo di interagire con gli altri. A scoprirlo è stata un’équipe di psicologi della University of Rochester, che ha condotto una meta-analisi, ovvero uno studio che mette insieme, compara e valuta le più importanti ricerche sul tema, poi pubblicata sulle pagine del Journal of Contextual Behavioral Science.

Valutati 174 studi scientifici

“Per spiegarlo semplicemente”, ha commentato Ronald Regge, uno degli autori del lavoro, “i risultati della nostra meta-analisi sottolineano che la consapevolezza e la flessibilità emotiva in situazioni difficili e impegna…
Pazienza? Empatia? Senso di protezione e di accudimento? No, o meglio non solo. Il tratto fondamentale per la creazione di una famiglia felice, stando a quanto emerge da uno studio appena concluso, che ha coinvolto oltre 40mila persone, è la flessibilità psicologica, ovvero la capacità di adattare plasticamente alle circostanze il proprio stato d’animo e il modo di interagire con gli altri. A scoprirlo è stata un’équipe di psicologi della University of Rochester, che ha condotto una meta-analisi, ovvero uno studio che mette insieme, compara e valuta le più importanti ricerche sul tema, poi pubblicata sulle pagine del Journal of Contextual Behavioral Science.

Valutati 174 studi scientifici

“Per spiegarlo semplicemente”, ha commentato Ronald Regge, uno degli autori del lavoro, “i risultati della nostra meta-analisi sottolineano che la consapevolezza e la flessibilità emotiva in situazioni difficili e impegnative non soltanto migliorano la vita delle persone, ma anche di chi sta loro attorno, rafforzando e arricchendo le loro relazioni più strette”, tra cui, ovviamente, quelle familiari. Gli scienziati, in particolare, hanno valutato ben 174 studi scientifici sul tema della relazione tra profilo psicologico e capacità di creare e mantenere solide relazioni familiari, per un totale di 43.952 persone coinvolte: incrociando i dati, si sono resi conto che quella che definiscono “flessibilità consapevole” è il tratto maggiormente correlato a dinamiche familiari e relazionali gratificanti, nonché a connessioni più salde tra gli individui.

Cosa bisogna fare

Quali siano le caratteristiche legate a questa flessibilità è presto detto. E anche poco sorprendente, se si pensa a una famiglia che funziona: essere aperti mentalmente, essere in grado di reagire positivamente e costruttivamente agli eventi avversi, possedere un’attenta consapevolezza dell’importanza dei momenti, anche spiccioli, della vita quotidiana. Altre abilità evidenziate dallo studio sono il saper vivere pensieri e sensazioni con il giusto equilibrio, senza esserne ossessionati, mantenere una prospettiva ampia e lungimirante anche nei momenti più difficili, non perdere mai di vista i propri obiettivi di vita. Insomma, per dirla da profani, cercare di essere delle belle persone.

L'importanza di essere presenti

Di converso, per meglio enfatizzare il concetto, gli autori definiscono anche l’“inflessibilità psicologica”, caratterizzata dall’evitamento di pensieri, esperienze e sensazioni sgradevoli, dall’eccessiva distrazione e inerzia nella vita quotidiana e dalla paura del giudizio altrui. I risultati della ricerca corroborano quelli di un altro studio condotto in passato dagli stessi autori, che avevano già mostrato come possedere un alto grado di consapevolezza ed essere capaci di mantenere “aperti” i canali di comunicazione producesse differenze significative in termini di durata e stabilità delle relazioni interpersonali. “I nostri risultati”, conclude Rogge, “suggeriscono che i partner che sono ‘presenti’, nel senso che hanno ben forte il senso di quello che stanno facendo di giusto e sbagliato nella propria relazione, sono destinati a rimanere in coppia più a lungo. In fondo, non sono poi tante le abilità necessarie a ridurre i divorzi: basterebbe forse solo convincere le persone a essere più attente al proprio comportamento qui e ora”. Facile a dirsi…