✕

Il segreto per addestare un cane? Tante carezze

Uno studio su Plos One ha esaminato il comportamento di alcuni esemplari addestrati secondo metodi diversi. E promuove quelli più “dolci”
2 minuti di lettura
Qual è il modo migliore per addestrare un cane? Meglio gratificarlo quando si comporta come voluto o meglio punirlo quando non fa ciò che dovrebbe? La letteratura scientifica si è occupata anche di questo e mescolando alle esperienze e ai pareri su quanto osservato sul campo, l'idea era che punire Fido non portasse a dei grandi benefici e soprattutto compromettesse il benessere dell'animale. A ribadirlo è oggi uno studio pubblicato su Plos One che, confrontando il comportamento e le risposte dei cani a diversi metodi di addestramento in diversi contesti, conferma: gli animali stanno meglio e sono meno stressati quando addestrati con metodi più dolci.
 
Il risultato è frutto di un'analisi dettagliata del comportamento di una novantina di cani di compagnia addestrati secondo metodi diversi presso alcuni centri in Portogallo. Alcuni venivano addestrati utilizzando stimoli avversivi quando facevano ciò che non avrebbero dov…
Qual è il modo migliore per addestrare un cane? Meglio gratificarlo quando si comporta come voluto o meglio punirlo quando non fa ciò che dovrebbe? La letteratura scientifica si è occupata anche di questo e mescolando alle esperienze e ai pareri su quanto osservato sul campo, l'idea era che punire Fido non portasse a dei grandi benefici e soprattutto compromettesse il benessere dell'animale. A ribadirlo è oggi uno studio pubblicato su Plos One che, confrontando il comportamento e le risposte dei cani a diversi metodi di addestramento in diversi contesti, conferma: gli animali stanno meglio e sono meno stressati quando addestrati con metodi più dolci.
 
Il risultato è frutto di un'analisi dettagliata del comportamento di una novantina di cani di compagnia addestrati secondo metodi diversi presso alcuni centri in Portogallo. Alcuni venivano addestrati utilizzando stimoli avversivi quando facevano ciò che non avrebbero dovuto (per esempio tirando il guinzaglio o sgridandoli), altri invece venivano ricompensati con un premio (come del cibo ma anche delle carezze) per essere stimolati a comportarsi ancora come desiderato. Classicamente ci si riferisce, rispettivamente, a metodi di addestramento che usano punizioni positive e rinforzi positivi. Altri animali ancora venivano addestrati con schemi misti, usando sia stimoli avversivi che rinforzi positivi. L'idea dei ricercatori era di capire quanto diverse sfumature dei vari metodi di addestramento influenzassero il benessere e il comportamento degli animali, tanto nei contesti in cui venivano addestrati che fuori. Per farlo hanno registrato i cani, così da poter poi osservare nel dettaglio i loro comportamenti, classificandoli seguendo una sorta di codice comportamentale: per esempio, raccontano, leccarsi le labbra, muovere le orecchie avanti e indietro, ansimare possono essere comportamenti associati a uno stato di tensione, mentre salivazione, urinare subito dopo l'azione dell'addestratore possono essere sintomi di stress, o ancora l'accovacciarsi e l'indietreggiare indizi di qualcosa che il cane vorrebbe evitare. Gli scienziati hanno anche effettuato delle analisi sui campioni di saliva presi dagli animali, per misurare i livelli del cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress.
 
I risultati? Gli animali addestrati con metodi più dolci, ma anche misti, stanno meglio di quelli addestrati con stimoli avversivi. Per dirla in altro modo, le carezze son meglio delle urla: sia durante gli addestramenti che fuori, in altri contesti, tutti gli indizi raccolti fanno pensare che il benessere degli animali sia maggiore quando addestrati con rinforzi positivi rispetto a quando bacchettati. Quelli infatti che venivano educati con stimoli avversivi, scrivono i ricercatori, apparivano più tesi, più ansimanti e più stressati, come suggerivano i livelli di cortisolo, più elevati rispetto agli animali addestrati con ricompense. Questi atteggiamenti sembravano inoltre mantenersi anche fuori dai contesti di addestramento, con gli animali “puniti” che mostrano atteggiamenti generalmente più pessimistici di quelli “premiati”, scrivono i ricercatori. Come se reputassero la ricompensa per un un determinato comportamento meno probabile.
 
“Quanto osservato mostra che i metodi di addestramento avversivi, specialmente se utilizzati spesso, compromettono il benessere dei cani da compagnia, sia nei contesti di addestramento che fuori”, concludono i ricercatori guidati da Ana Catarina Vieira de Castro dell'Università di Porto.
Infatti alcune sfumature di comportamento, aggiungono gli esperti, si osservavano anche quando gli schemi di addestramento sono misti, un po' punitivi, un po' incentivanti: se non si osservavano per esempio differenze fuori dai contesti educativi, durante l'allenamento gli animali addestrati con metodi avversivi mostravano segni di minor benessere rispetto al gruppo addestrato con programmi misti. Come a dire, prima di bacchettare Fido o strattonare il guinzaglio pensateci.