Sono 156 le specie scovate dai Kew Gardens di Londra. Oltre un terzo sono orchidee
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Tra le 156 nuove specie di piante scoperte quest'anno in tutto il mondo dai botanici dei Kew Gardens di Londra una è stata scovata online, senza bisogno di andare sul campo. Si tratta di un ibisco a fiore rosso che cresce nella macchia costiera della Tanzania meridionale. È stata rintracciata dopo una lunga ricerca sugli archivi digitali degli erbari coloniali e solo successivamente isolata nel suo habitat. Avrebbe un notevole potenziale nel mercato ornamentale perché resiste molto di più alla siccità del suo parente più stretto, e coltivato, l'Hibiscus schizopetalus. Ma nella lista pubblicata qualche giorno fa dai ricercatori dei Kew non ci sono solo esemplari da giardino. Al contrario, alcune di queste nuove specie in futuro potrebbero rivelarsi importanti per assicurare una fonte di reddito in più a comunità in difficoltà, nuove medicine o nell'alimentazione quotidiana.
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Tra le 156 nuove specie di piante scoperte quest'anno in tutto il mondo dai botanici dei Kew Gardens di Londra una è stata scovata online, senza bisogno di andare sul campo. Si tratta di un ibisco a fiore rosso che cresce nella macchia costiera della Tanzania meridionale. È stata rintracciata dopo una lunga ricerca sugli archivi digitali degli erbari coloniali e solo successivamente isolata nel suo habitat. Avrebbe un notevole potenziale nel mercato ornamentale perché resiste molto di più alla siccità del suo parente più stretto, e coltivato, l'Hibiscus schizopetalus. Ma nella lista pubblicata qualche giorno fa dai ricercatori dei Kew non ci sono solo esemplari da giardino. Al contrario, alcune di queste nuove specie in futuro potrebbero rivelarsi importanti per assicurare una fonte di reddito in più a comunità in difficoltà, nuove medicine o nell'alimentazione quotidiana. Aloe rakotonasoloi (Ph. RBG Kew)
Non tutte però sono nuove di zecca come nel caso di una campanella cugina della patata dolce del genere Ipomea. Da secoli è conosciuta alle popolazioni andine del Perù ma finora era rimasta invisibile agli scienziati. Questa pianta, che i locali chiamano semplicemente "yura", cresce in un ambiente dominato dai grandi cactus a oltre duemila metri di altitudine. Le sue radici, che di solito sono consumate crude, sono simili a tuberi di colore violaceo e possono superare i dieci centimetri di diametro. Secondo gli studiosi dei Royal Botanic Gardens è una coltura promettente anche se saranno necessarie ulteriori indagini per approfondirne il valore nutrizionale e le potenzialità agricole. Brazilian bromeliad (Ph. Gabriel Mendes Marcusso) Il primato delle orchidee baffute della Nuova Guinea
Oltre un terzo delle nuove specie scoperte nel 2020 dai Kew sono orchidee e quasi venti sono rampicanti endemiche della Nuova Guinea indonesiana, un territorio ancora inesplorato per i botanici e non solo. Un buon numero di questi fiori viene impollinato solo dalle mosche e sviluppa delle estremità dalla forma un po' sinistra che ricorda i baffi di un uomo. Molte di queste orchidee con le basette sono state identificate in natura una volta sola e, in alcuni casi, con un singolo esemplare. Difficile dire oggi se siano diffuse sull'isola o rare e in via di estinzione.
Ma se si parla di mancanza di grazia il primato spetta alla Gastrodia agnicellus, nominata l'orchidea più brutta del mondo e trovata nel Parco nazionale della montagna d'ambra in Madagascar. I suoi fiori sono piccoli, di colore marrone e piuttosto deformi. Ma hanno una particolarità perché sono sospesi da terra dai gambi piuttosto slanciati che crescono in altezza tenendo i frutti ben al di sopra del suolo della foresta in modo che i semi polverosi si possano disperdere meglio. Questa pianta, come altre della sua famiglia, non fa fotosintesi e dipende in tutto e per tutto da una serie di funghi sotterranei che entrano in simbiosi con le radici e le assicurano acqua e nutrienti. Bulbophyllum dologlossum (Ph. TM Reeve)
Tra le specie più insolite di quest'anno entra di diritto anche un arbusto che cresce nelle aree semidesertiche della Namibia meridionale e che ha richiesto dieci anni di studio e ricerche molecolari prima di essere riconosciuto come un nuova famiglia parente del cavolo con cui condivide il codice genetico. Lo hanno chiamato pianta-padella (Tiganophyton): è un nuovo genere con foglie dalla consistenza squamosa che prospera solo in saline naturali estremamente calde. Si sa che ne esistono meno di mille esemplari in soli tre ambienti all'interno di una piccola area con le temperature più alte della Namibia, circa 36 gradi, e meno di quindici centimetri di pioggia all'anno. Marsdenia chirindensis (Ph. Bart Wursten) Il mirtillo che cresce nella miniera d'oro
Nella lista dei nuovi campioni di resistenza a condizioni estreme c'è anche un parente stretto della pianta del mirtillo. Si chiama Diplycosia puradyatmikai e cresce solo a quasi cinquemila metri, sulle pendici del monte Jaya vicino a Grasberg, la più grande miniera d'oro del mondo. È un arbusto che si può arrivare a quasi due metri di altezza e il suo habitat è la foresta di alta quota dove convive con il rododendro. Mentre un solo esemplare è stato trovato di Marsdenia chirindensis, una pianta erbacea presente nelle riserva botanica di Chirinda a confine tra Zimbabwe e Mozambico. La nuova specie rientra nella famiglia delle Apocynaceae, un genere conosciuto per le sue proprietà officinali e che nella medicina tradizionale dell'Africa australe è utilizzato per curare le infezioni cutanee e i disturbi gastrici.
Ma nella lista delle nuove scoperte dei Kew non ci sono solo piante o fiori ma anche funghi. Quest'anno nel Regno Unito sono state nominate sei nuove specie velenose. Appartengono tutte al genere Cortinarius, una famiglia importante sotto il profilo ecologico perché affianca la crescita di alberi simbolo delle foreste temperate come la quercia, il faggio, la betulla e il pino. Uno di questi nuovi funghi, chiamato Cortinarius heatherae, è stato addirittura scoperto lungo il fiume che costeggia l'aeroporto di Heathrow.