I veri narcisisti sono insicuri
di Annalisa Bonfranceschi , di Annalisa BonfranceschiLo sostiene una ricerca che ha analizzato nel dettaglio atteggiamenti e comportamenti narcisistici legati all'insicurezza. I dettagli sulla rivista Personality and Individual Differences
Cosa si nasconde dietro un comportamento narcisistico? Auto-celebrarsi e compiacersi sono sempre e davvero uno specchietto di un reale apprezzamento di come si è, di un sentirsi in qualche modo superiori? Tutt'altro, racconta oggi un team di ricercatori sulle pagine della rivista Personality and Individual Differences. A scavar bene, scrivono, il narcisismo è piuttosto lo specchietto di una sensazione di insicurezza, il tentativo di compensare con un comportamento ostentatore una sensazione di inadeguatezza.
L'idea del team di Pascal Wallisch della New York University era quella di comprendere meglio le varie sfaccettature del narcisismo, un disordine di personalità tradizionalmente suddiviso in narcisismo grandioso e vulnerabile. Il primo, scrivono gli autori, è caratterizzato da una grande autostima e un grande senso di importanza, con alcuni tratti che ricordano la psicopatia, il secondo al contrario si associa a bassa autostima e particolare se…
L'idea del team di Pascal Wallisch della New York University era quella di comprendere meglio le varie sfaccettature del narcisismo, un disordine di personalità tradizionalmente suddiviso in narcisismo grandioso e vulnerabile. Il primo, scrivono gli autori, è caratterizzato da una grande autostima e un grande senso di importanza, con alcuni tratti che ricordano la psicopatia, il secondo al contrario si associa a bassa autostima e particolare se…
Cosa si nasconde dietro un comportamento narcisistico? Auto-celebrarsi e compiacersi sono sempre e davvero uno specchietto di un reale apprezzamento di come si è, di un sentirsi in qualche modo superiori? Tutt'altro, racconta oggi un team di ricercatori sulle pagine della rivista Personality and Individual Differences. A scavar bene, scrivono, il narcisismo è piuttosto lo specchietto di una sensazione di insicurezza, il tentativo di compensare con un comportamento ostentatore una sensazione di inadeguatezza.
L'idea del team di Pascal Wallisch della New York University era quella di comprendere meglio le varie sfaccettature del narcisismo, un disordine di personalità tradizionalmente suddiviso in narcisismo grandioso e vulnerabile. Il primo, scrivono gli autori, è caratterizzato da una grande autostima e un grande senso di importanza, con alcuni tratti che ricordano la psicopatia, il secondo al contrario si associa a bassa autostima e particolare sensibilità alle critiche. Non è chiaro quanto questi due aspetti di narcisismo siano dovute a delle vere e proprie tendenze o siano delle strategie per compensare altri aspetti del proprio modo di essere, continuano gli autori.
Per cercare di capirlo meglio, Wallisch e colleghi hanno cercato di valutare direttamente le tendenze all'auto-elevazione in un gruppo di 270 giovani, che hanno risposto a una serie di domande. I ricercatori hanno usato diverse scale, alcune già esistenti in letteratura, altre messe a punto da loro stessi, per misurare l'autostima, identificare tratti psicopatici, la tendenza a un comportamento socialmente desiderabile e all'apprezzamento, ma anche all'insicurezza. I ricercatori hanno poi sottoposto i partecipanti anche a una serie di dilemmi morali, nei quali erano chiamati a fare scelte di tipo utilitaristico o personale (ovvero salvare per esempio quante più persone possibili o se stessi e i propri cari da un incidente) e a esprimersi su quanto si sentivano in colpa per queste. Per farsi un'idea, aspetti sondati dai vari questionali su cui i partecipanti erano chiamati a esprimersi erano: “sono piuttosto soddisfatto di me sesso”; “preferiresti ricevere un riconoscimento per un lavoro di cui non sei orgoglioso o lavorare per qualcosa che ti rende orgoglioso ma non viene riconosciuto”; “mi preoccupo di ciò che le persone pensano di me”, e così via.
Analizzando i risultati, quello che i ricercatori hanno osservato è che il narcisismo è parente stretto dell'insicurezza, al punto che uno dei messaggi chiave rilanciati dal loro studio dice: “Il narcisismo non è amore di sé, è disprezzo di sé sotto mentite spoglie”. Più del dettaglio la distinzione tra narcisismo vulnerabile e grandioso non è del tutto corretta, e il vero narcisismo sarebbe solo il primo, sostengono gli autori. Gi scienziati hanno usato delle scale specifiche per identificare quelli che loro identificano come comportamenti narcisistici genuini, che rimandano a sensazioni di insicurezza e vulnerabilità, tanto che continuano. “Il narcisismo è meglio compreso come un adattamento compensatorio per superare e mascherare la bassa autostima, invece che un genuino senso di grandiosità e grandezza”. E parimenti manifestazioni di quello identificato come narcisismo grandioso sarebbero manifestazioni di psicopatia. Tutto questo al netto di alcuni limiti - come l'uso di nuovi strumenti di indagine ancora da validare e la mancanza di comprensione circa l'origine dei comportamenti di insicurezza, per esempio - che solo con studi successivi potranno essere superati, concludono gli autori.
L'idea del team di Pascal Wallisch della New York University era quella di comprendere meglio le varie sfaccettature del narcisismo, un disordine di personalità tradizionalmente suddiviso in narcisismo grandioso e vulnerabile. Il primo, scrivono gli autori, è caratterizzato da una grande autostima e un grande senso di importanza, con alcuni tratti che ricordano la psicopatia, il secondo al contrario si associa a bassa autostima e particolare sensibilità alle critiche. Non è chiaro quanto questi due aspetti di narcisismo siano dovute a delle vere e proprie tendenze o siano delle strategie per compensare altri aspetti del proprio modo di essere, continuano gli autori.
Per cercare di capirlo meglio, Wallisch e colleghi hanno cercato di valutare direttamente le tendenze all'auto-elevazione in un gruppo di 270 giovani, che hanno risposto a una serie di domande. I ricercatori hanno usato diverse scale, alcune già esistenti in letteratura, altre messe a punto da loro stessi, per misurare l'autostima, identificare tratti psicopatici, la tendenza a un comportamento socialmente desiderabile e all'apprezzamento, ma anche all'insicurezza. I ricercatori hanno poi sottoposto i partecipanti anche a una serie di dilemmi morali, nei quali erano chiamati a fare scelte di tipo utilitaristico o personale (ovvero salvare per esempio quante più persone possibili o se stessi e i propri cari da un incidente) e a esprimersi su quanto si sentivano in colpa per queste. Per farsi un'idea, aspetti sondati dai vari questionali su cui i partecipanti erano chiamati a esprimersi erano: “sono piuttosto soddisfatto di me sesso”; “preferiresti ricevere un riconoscimento per un lavoro di cui non sei orgoglioso o lavorare per qualcosa che ti rende orgoglioso ma non viene riconosciuto”; “mi preoccupo di ciò che le persone pensano di me”, e così via.
Analizzando i risultati, quello che i ricercatori hanno osservato è che il narcisismo è parente stretto dell'insicurezza, al punto che uno dei messaggi chiave rilanciati dal loro studio dice: “Il narcisismo non è amore di sé, è disprezzo di sé sotto mentite spoglie”. Più del dettaglio la distinzione tra narcisismo vulnerabile e grandioso non è del tutto corretta, e il vero narcisismo sarebbe solo il primo, sostengono gli autori. Gi scienziati hanno usato delle scale specifiche per identificare quelli che loro identificano come comportamenti narcisistici genuini, che rimandano a sensazioni di insicurezza e vulnerabilità, tanto che continuano. “Il narcisismo è meglio compreso come un adattamento compensatorio per superare e mascherare la bassa autostima, invece che un genuino senso di grandiosità e grandezza”. E parimenti manifestazioni di quello identificato come narcisismo grandioso sarebbero manifestazioni di psicopatia. Tutto questo al netto di alcuni limiti - come l'uso di nuovi strumenti di indagine ancora da validare e la mancanza di comprensione circa l'origine dei comportamenti di insicurezza, per esempio - che solo con studi successivi potranno essere superati, concludono gli autori.