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Il film 'Il mio amico in fondo al mare': un polpo simbolo dell'uomo che fa pace con la natura

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La storia del documentarista Craig Foster e il suo strano incontro è un messaggio di pace: è arrivato il momento di deporre le armi
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Il documentario che racconta la storia di una improbabile amicizia tra un cinquantenne in crisi e una femmina di polpo nelle gelide acque sudafricane è un messaggio di pace. Uno dei pochi, tra i tanti segnali di guerra che scandiscono il conflitto dichiarato dagli esseri umani alla Natura. La metafora apparentemente azzardata è stata utilizzata nel dicembre scorso dal Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in un drammatico appello contro l'emergenza climatica: "L'umanità sta dichiarando guerra alla natura. Questo è un suicidio. La natura reagirà - e lo sta già facendo con crescente forza e furia. La biodiversità sta crollando. Un milione di specie sono a rischio di estinzione. Gli ecosistemi stanno scomparendo davanti ai nostri occhi...". E di una umanità in guerra contro la Terra parla il libro-evento del momento, Second Nature del giornalista e saggista Nathaniel Rich, appena recensito dal Ne…
Il documentario che racconta la storia di una improbabile amicizia tra un cinquantenne in crisi e una femmina di polpo nelle gelide acque sudafricane è un messaggio di pace. Uno dei pochi, tra i tanti segnali di guerra che scandiscono il conflitto dichiarato dagli esseri umani alla Natura. La metafora apparentemente azzardata è stata utilizzata nel dicembre scorso dal Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in un drammatico appello contro l'emergenza climatica: "L'umanità sta dichiarando guerra alla natura. Questo è un suicidio. La natura reagirà - e lo sta già facendo con crescente forza e furia. La biodiversità sta crollando. Un milione di specie sono a rischio di estinzione. Gli ecosistemi stanno scomparendo davanti ai nostri occhi...". E di una umanità in guerra contro la Terra parla il libro-evento del momento, Second Nature del giornalista e saggista Nathaniel Rich, appena recensito dal New York Times. "La Natura è ormai quasi sconfitta", scrive Rich. "Ma sarà una vittoria che pagheremo a caro prezzo, con il collasso della nostra civiltà".



Per fortuna ci sono piccole grandi storie, come quella di Craig Foster e della piovra sua compagna di giochi acquatici, che lasciano un margine di speranza. Foster racconta di aver imparato tantissimo da quel mollusco solitario, non a caso il titolo originale del documentario è My Octopus Teacher: per centinaia di giorni le ha fatto visita, osservandola cacciare, difendersi con astuzia dagli squali pigiama, quasi danzare in mezzo a un banco di pesci. "Mi ha insegnato che noi umani siamo parte di questo mondo, non dei visitatori".



Ma forse non è necessario avere una casa a strapiombo sull'oceano, ai confini meridionali del mondo, e affrontare con pinne e boccaglio le onde dell'Atlantico per far pace con la Natura. Anche in un Paese antropizzato come il nostro, persino nelle nostre città, ci si può imbattere in piante e animali capaci di insegnarci quale dovrebbe essere il nostro posto tra loro. Da qualche secolo abbiamo invece deciso di essere "contro" di loro. E gli effetti, dalla pandemia all'emergenza climatica, non hanno tardato a manifestarsi. Anche per questo è giunto il momento di deporre le armi.