Scuola

"Cinque slogan per promuovere i libri"
il concorso è-book torna all'università

Le cinque migliori frasi da 50 caratteri vinceranno 2mila euro. Il primo è di Alessandro Bergonzoni: "Scelgo la mia facoltà mentale e le materie grigie". Oggi il 20% degli universitari studia su libri digitali

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Coniare uno slogan di 50 caratteri per la prossima campagna degli editori sul valore dei libri in facoltà. Un concorso d'idee dedicato agli studenti degli atenei italiani. Gli autori delle cinque frasi più belle, scelte da una giuria di esperti, saranno premiati con 2mila euro ciascuno: come contributo per pagarsi la retta universitaria o in buoni libro, anche in formato elettronico. In occasione del "Maggio dei Libri" torna la nuova edizione del concorso "è-book", promosso dall'Associazione italiana editori (Aie) con il coinvolgimento di tutto il mondo accademico - Conferenza dei rettori (Crui), Consiglio universitario nazionale (Cun), Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) - e con il supporto dell'Aicun (Associazione italiana dei comunicatori d'università).


Caccia allo slogan.
La gara, riservata agli studenti universitari dei vari livelli fino a 30 anni compiuti, è partita il 23 aprile scorso (Giornata mondiale del libro e del Diritto d'autore, ndr) e si concluderà il 23 maggio. Per partecipare è necessario collegarsi al portale dell'Aie, registrarsi e compilare un questionario sull'uso delle tecnologie legato allo studio; quindi scrivere il proprio slogan di cinquanta caratteri (spazi inclusi) - in italiano o, a scelta, anche in inglese, francese, tedesco, spagnolo - per valorizzare i testi accademici rispondendo idealmente alla frase "all'università i libri li compro perché...". I vincitori saranno resi noti il 14 giugno.


Retta, buoni e copyright. Una giuria, composta da editori, valuterà gli slogan più belli, creativi e originali. Gli autori dei cinque migliori riceveranno un contributo di 2mila euro ciascuno - a rimborso della retta universitaria - oppure, a scelta del vincitore, con un buono di pari valore per l'acquisto di libri o di ebook. I buoni, personali, potranno essere utilizzati in qualsiasi libreria italiana, incluse quelle online. A settembre l'Aie lancerà in tutte le università italiane una campagna di comunicazione per valorizzare i testi accademici utilizzando le frasi vincitrici. Partecipando al concorso "è-book" gli studenti conserveranno interamente i propri diritti d'autore sullo slogan creato (consentendo ad Aie di utilizzarlo solo ai fini della manifestazione, ndr).


"Opportunità per il futuro". La presidente del Gruppo accademico professionale di Aie Mirka Daniela Giacoletto Papas spiega il senso dell'iniziativa: "Questo concorso diventa un'occasione seria per coinvolgere gli studenti universitari e puntare i riflettori proprio sul loro futuro: libro, lettura, apprendimento sono gli strumenti per affrontare la vita, sono il vantaggio competitivo per posizionarsi nel mondo. Sono questi i temi su cui viene chiesta la loro partecipazione e il loro contributo attivo". Intanto, per lanciare il concorso, lo slogan numero 1 è stato realizzato dall'attore e autore teatrale Alessandro Bergonzoni: "Scelgo la mia facoltà mentale e le materie grigie".


Libri e tecnologie. Lo scorso anno i partecipanti al concorso sono stati 2.196 e dai loro questionari è emerso uno spaccato in chiaroscuro sulla presenza del libro nelle loro vite di studenti, con qualche luce in facoltà ma anche tante ombre fuori dall'ambito accademico: una realtà popolata di "lettori deboli". Per quanto riguarda lo studio i testi universitari cartacei sono ancora preferiti (81,4 per cento dei casi) mentre la quota di chi utilizza e-book si attesta al 19,9 per cento. La presenza dei ragazzi sui diversi social network è variabile: capillare quella su Facebook (86,9 per cento), forte quella su Twitter (40,8 per cento), marginale quella su Anobii (11,4 per cento), la principale piattaforma dedicata ai libri e alla lettura.  Come sottolineano i dati dell'Istat circa uno studente universitario su quattro (il 23,7 per cento) non legge neanche un libro "per sé", all'infuori di quelli obbligatori per lo studio; tra chi legge, il 48,1 per cento arriva al massimo a tre libri all'anno; i "lettori forti" - con più di un libro al mese - rappresentano soltanto l'8,9 per cento della popolazione studentesca universitaria.
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