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Pc e tablet, i grandi assenti
nelle università italiane

Una ricerca condotta nei principali atenei italiani su un campione di 600 ragazzi rivela un profondo malcontento relativo agli strumenti tecnologici messi a disposizione di docenti e studenti. Critica anche agli spazi: insufficienti e incapaci di stimolare

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ROMA - Aule senza pc e lavagne interattive, postazioni computer insufficienti per gli studenti, incapacità degli atenei di adattarsi alle nuove tecnologie e di sfruttarne le straordinarie potenzialità, inadeguatezza degli spazi: questo il quadro che emerge dalla ricerca "I cambiamenti in atto nel mondo universitario italiano" condotta da Future Concept Lab. L'indagine, effettuata nell'aprile 2013 e realizzata sia con interviste telefoniche che personali, ha coinvolto 600 giovani-adulti tra i 19 ed i 29 anni, tutti all'interno di un percorso scolastico terziario (università, dottorati, master, accademie...) presso importanti città (Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo).

I risultati di questa indagine rivelano un generale malcontento degli studenti circa la dotazione di tecnologie fornite dai rispettivi atenei. Addirittura il 90% di loro si dichiara non pienamente soddisfatto degli strumenti informatici messi a propria disposizione, data la mancanza di computer per i docenti durante le lezioni ed i pochi pc per gli studenti stessi. Un disagio che emerge in modo particolare nelle università del Centro Italia, dove le percentuali di insoddisfazione arrivano rispettivamente al 67% e 76% (contro il 60% e 58% del Nord e il 54% e 64,5% del Sud). Tra le principali criticità spiccano anche la scarsità di accesso a corsi online (81%) e lezioni in streaming (86,5%), oltre all'esiguo numero di lavagne digitali nelle aule (77%).

Le interviste a campione hanno, poi, evidenziato l'inadeguatezza degli spazi universitari, considerati simili a quelli di un ufficio (54%). Appena il 13% del totale li valuta capaci di stimolare la creatività e la condivisione. A salvarsi sono soltanto le connessioni wi-fi gratuite e i siti ufficiali di facoltà. Per il resto, i risultati dell'indagine rivelano per gli studenti un vero e proprio 'digital divide' tra il vissuto tecnologico all'interno dell'ambiente universitario e la vita personale, nella quale la tecnologia recita un ruolo di assoluta protagonista. L'85% del campione, infatti, possiede uno smartphone, l'89% un laptop, il 93% ha un profilo Facebook, mentre un terzo degli intervistati dichiara di non possedere, ma di desiderare, un tablet. I giovani universitari vedono nei nuovi strumenti digitali un'opportunità per migliorare e semplificare la vita e, guardando al futuro, sperano che il gap esistente in Italia venga colmato presto.

La tecnologia, considerata un supporto fondamentale all'educazione ed all'apprendimento, dovrà entrare a far parte anche della dimensione accademica per contribuire al superamento delle distanze e favorire la collaborazione tra università di paesi diversi. Per il 51% di coloro che studiano al Nord gli strumenti informatici di ultima generazione renderanno gli atenei sempre più simili a cinema multisala, mentre per gli studenti del Sud (62%) le università del futuro assumeranno le sembianze di centri di ricerca spaziale.

L'indagine è stata condotta per conto di Samsung, a supporto del progetto Samsung Young Design Award, patrocinato da ADI (Associazione per il Disegno Industriale) e giunto alla settima edizione. Quest'anno la manifestazione, non più riservata ai soli designer, ma aperta a tutti gli iscritti ad una università italiana e ai professionisti di età non superiore ai 30 anni, sfida i giovani creativi a presentare entro il 2 giugno i loro concept digitali sul tema "Una lezione per il Domani. Tecnologia per l'Educazione del Futuro". Il concorso, articolato in due fasi, si concluderà a settembre con la proclamazione dei tre vincitori, ai quali potrà aggiungersi un quarto riconoscimento, il prestigioso Gran Premio della Giuria di 15 mila euro.
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