ROMA - Genitori e studenti sul piede guerra contro il bonus-maturità. Il test d'ingresso a Medicina e Odontoiatria - il più combattuto per via dell'esiguo numero di posti, poco più di 10mila, e per l'elevato numero di candidati, oltre 84mila - si avvicina e la fibrillazione per l'entità del bonus-maturità che rischia di fare saltare tutti i pronostici e di rivoluzionare la graduatoria nazionale che uscirà dal test cresce ora per ora. La data fatidica è lunedì 9 settembre. Oggi si sono svolti i test di Veterinaria, che prevedono lo stesso meccanismo del bonus, e domani sarà la volta di quelli per le professioni sanitarie: ostetrico, infermiere logopedista.
Ma il bonus, così per come è stato concepito, sta facendo letteralmente impazzire genitori e studenti. Gioacchino, papà di Massimo, non riesce a darsi pace. Suo figlio tenterà di entrare ad Odontoiatria ma non potrà contare su nessun bonus perché il suo voto di diploma - 90 centesimi in quinta C - non supera l'80° percentile che per la sua commissione è pari a 97. Con lo stesso voto, ma in quinta F, si riesce ad ottenere un bonus di 4 punti. "E' semplicemente assurdo - sbotta Gioacchino - Ma chi ha inventato questo meccanismo?".
Storie e rabbia che si ripetono in altre città italiane. Carlo, padre di Francesca, studentessa del liceo Classico Domenico Cotugno de L'Aquila, a distanza di oltre mille chilometri mostra la stessa incredulità del genitore di Palermo. "Mia figlia si trova in una situazione paradossale e un po' umiliante: ha conseguito la maturità con 93 centesimi ma non prenderà neanche 1 punto bonus-maturità a causa del percentile assegnato alla sua commissione, pari a 98. Mia figlia non merita di dover rinunciare alla sua aspirazione avendo studiato tanto per tutti gli anni della scuola".
Ma la storia davvero emblematica è quella di Sara, studentessa di Padova che tenterà Medicina a 33 anni. Il suo diploma con 81 centesimi non le assegnerà il punticino previsto dalla tabella ministeriale perché nella sua provincia - avendo conseguito il diploma in anni precedenti all'attuale si prendono in considerazione i percentili provinciali - l'80° percentile relativo al liceo artistico è pari a 85. Ma la cosa curiosa è che lei ha già dimostrato di potere ben figurare all'università e sia il test, sia il bonus potrebbero essere aboliti.
Mi sono laureata in Biologia a Padova con 110 e lode e dopo ho conseguito la specializzazione - la laurea magistrale biennale - in Patologia chimica con 70 e lode". Ma la cosa incredibile è che proprio a quest'ultima facoltà si possono iscrivere soltanto biologi e appunto medici. Cosa deve dimostrare ancora Sara per essere ammessa a Medicina? "Intanto - spiega la stessa ragazza - lunedì tenterò il test di Medicina". E Mattia che si è diplomato con 100 in quinta C al liceo classico Benedetto Marzolla di Brindisi ma non avrà nessun bonus per entrare a Medicina.
Il motivo è semplice: nella sua commissione l'80° percentile è pari a 101 (100 e lode). Mentre un suo compagno della sezione A partirà con un vantaggio di 9 punti di bonus. La norma messa a punto dal ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza prevede il bonus - che si sommerà al risultato del test di Medicina e delle altre facoltà a numero programmato nazionale - prevede un punteggio premio - variabile da 1 a 10 - per coloro che si sono diplomati quest'anno con almeno 80 centesimi e, contemporaneamente, abbiano superato l'80° percentile della distribuzione dei voti di maturità della commissione in cui si sono svolti gli esami.
"Il sistema del bonus-università - dichiara Alberto Campailla, portavoce Nazionale di Link - Coordinamento universitario - continuerà ad essere foriero di disparità, poiché a parità di voto gli studenti della stessa scuola potrebbero vedersi attribuire punteggi diversi in relazione alla commissione in cui si è sostenuto l'esame. Anche per questo ribadiamo la nostra profonda contrarietà all'introduzione del meccanismo dei bonus di maturità e ci mobiliteremo per tutto il mese di settembre in occasione delle prove di accesso".
"E' evidente come il bonus-maturità sia andato ad aggravare un già di per sé ingiusto test d'ingresso. Con questa nuova variabile - dichiara Michele Orezzi, Coordinatore nazionale dell'Unione degli Universitari - le classifiche finali dei test saranno completamente stravolte e quindi falsate. Lo ripetiamo da mesi: bastava un consiglio dei Ministri per abolirlo, ora è tardi e le conseguenze saranno come sempre sulla pelle degli studenti. Ora è il tempo dei ricorsi: metteremo in campo tutti gli strumenti legali del caso per tutelare gli studenti che hanno fatto il test e sono rimasti vittima di una qualsiasi ingiustizia".