Scuola

Università, Carrozza: "Concorsi da moralizzare.
Medici ci indichino come formare i ragazzi"

Il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, torna sul caso del concorso di cardiologia truccato svelato da Repubblica: "È inacettabile, dovrebbero essere i docenti ad aiutare i giovani". La critica del ministro alle facoltà di Medicina: "Da lì mi arrivano le segnalazioni. A Matematica queste cose non succedono"

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"Va moralizzato il tema dei concorsi: servono concorsi nazionali con commissioni nazionali e responsabilità diretta dei commissari". Il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, torna sulle polemiche dei giorni scorsi sul concorso universitario di cardiologia alla Sapienza, i cui vincitori secondo un 'medico deluso' che ha denunciato il caso, erano decisi da tempo. "È inaccettabile - ha detto il ministro - che un docente dica di un ricercatore 'mi accompagnava a casa', dovrebbe caso mai essere il contrario e cioè che sia il professore ad aiutare il giovane".

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Un problema, quello dei concorsi truccati, che interessa soprattutto le facoltà di medicina: "Da lì mi arrivano le maggiori doglianze sui concorsi - sostiene il ministro -. A Matematica, ad esempio queste cose non succedono". Il ministro vede l'unica strada accessibile nella istituzione di commissioni nazionali: "Uno dei problemi dei concorsi - riflette - è il livello di responsabilità: tanto più sono intermediati, e non si risponde a nessuno, tanto più si opera con superficialità. Penso di chiamare  i presidenti dei corsi di laurea in Medicina e i rettori delle più grandi università di Medicina per avere una risposta: hanno ceduto al ministero questa responsabilità come se fosse una questione di tipo amministrativo-burocratico, ma questo non è un problema del ministro, il mondo dei medici deve dare indicazioni su come si formano i medici".

Più chiare invece le idee sul percorso per accedere all'insegnametno: "Il primo pilastro dovrà essere la formazione, poi ci dovrà essere una pista unica che porta al concorso - ha dichiarato il ministro - è importante stabilire prima il numero di professori di cui abbiamo bisogno, per non formarne di più che poi non possono entrare in ruolo".
Sull'ingresso dei prof il ministro sta quindi lavorando: "Ho trovato stratificazioni di normative - ha concluso - ma ho capito anche che sono state illuse molte persone che si ritrovano un titolo che non possono spendere".

Il ministro ha poi risposto al governatore dell'Abruzzo, Gianni Chiodi, che si era detto favorevole alla chiusura degli atenei di Bari, Messina e Urbino: "Rifiuto lo slogan che chiudere sia un valore: va chiuso qualcosa per aprire qualcos'altro, abbiamo bisogno di tante università. Piuttosto servono Piani strategici a livello regionale".



 
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