ROMA - Chiusa oggi da Palazzo Chigi la telenovela degli scatti di anzianità del personale della scuola. Una vicenda che nelle scorse settimane ha avuto ripercussioni politiche piuttosto pesanti con il neo-segretario del Pd Matteo Renzi che ha criticato senza troppi nascondimenti l'operato del premier Letta & co. Con un decreto-legge di questa mattina il governo ripristina gli scatti stipendiali per il 2014 e apre le condizioni per recuperare quelli del 2012 e 2013. Inoltre, gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro per gli scatti già pagati nel 2013, come già annunciato nei giorni scorsi dal governo.
"Il Consiglio dei ministri - si legge nel comunicato di Palazzo Chigi - ha approvato, su proposta del Presidente, Enrico Letta, e dei ministri dell'Istruzione università e ricerca, Maria Chiara Carrozza, dell'Economia e Finanze, Fabrizio Saccomanni, e della Pubblica amministrazione e Semplificazione, Gianpiero D'Alia, un decreto legge in materia di retribuzioni per il personale della Scuola che demanda ad un'apposita sessione negoziale il riconoscimento dell'anno 2012 ai fini della progressione stipendiale del personale della scuola (docente, educativo ed Ata)".
LEGGI LA STORIA
In altre parole, sindacati e Aran - l'Agenzia negoziale per i contratti pubblici - dovranno trovare la quadra per pagare ai circa 90mila docenti che hanno maturato lo scatto con il 2012. Nel frattempo, coloro che avevano già iniziato a percepire lo scatto nel 2013 e che hanno rischiato di doverlo restituire per effetto di un provvedimento "retroattivo" del governo Letta dello scorso settembre "verrà mantenuto il trattamento economico corrisposto nell'anno 2013". Coloro che hanno quindi percepito l'aumento dovrebbero continuare a ritrovarlo in busta-paga.
Per pagare lo scatto 2012 - percepito l'anno dopo - il governo suggerisce di adottare la stessa procedura "già utilizzata per gli anni precedenti al 2012", con tagli al Mof, il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, o utilizzando una parte dei risparmi derivanti dai tagli della Gelmini. Il budget che serve a finanziare le attività pomeridiane (il Mof) è già stato decurtato di quasi 400 milioni di euro per finanziare gli scatti del 2010 e del 2011 ed è al minimo storico. Ma non solo. Il decreto prevede che il recupero dei 150 euro non ci sarà. E i sindacati cantano vittoria.
"Il Consiglio dei ministri - si legge nel comunicato di Palazzo Chigi - ha approvato, su proposta del Presidente, Enrico Letta, e dei ministri dell'Istruzione università e ricerca, Maria Chiara Carrozza, dell'Economia e Finanze, Fabrizio Saccomanni, e della Pubblica amministrazione e Semplificazione, Gianpiero D'Alia, un decreto legge in materia di retribuzioni per il personale della Scuola che demanda ad un'apposita sessione negoziale il riconoscimento dell'anno 2012 ai fini della progressione stipendiale del personale della scuola (docente, educativo ed Ata)".
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In altre parole, sindacati e Aran - l'Agenzia negoziale per i contratti pubblici - dovranno trovare la quadra per pagare ai circa 90mila docenti che hanno maturato lo scatto con il 2012. Nel frattempo, coloro che avevano già iniziato a percepire lo scatto nel 2013 e che hanno rischiato di doverlo restituire per effetto di un provvedimento "retroattivo" del governo Letta dello scorso settembre "verrà mantenuto il trattamento economico corrisposto nell'anno 2013". Coloro che hanno quindi percepito l'aumento dovrebbero continuare a ritrovarlo in busta-paga.
Per pagare lo scatto 2012 - percepito l'anno dopo - il governo suggerisce di adottare la stessa procedura "già utilizzata per gli anni precedenti al 2012", con tagli al Mof, il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, o utilizzando una parte dei risparmi derivanti dai tagli della Gelmini. Il budget che serve a finanziare le attività pomeridiane (il Mof) è già stato decurtato di quasi 400 milioni di euro per finanziare gli scatti del 2010 e del 2011 ed è al minimo storico. Ma non solo. Il decreto prevede che il recupero dei 150 euro non ci sarà. E i sindacati cantano vittoria.