Scuola

Scuole a pezzi, i lettori raccontano le lezioni "con l'ombrello in classe"

Dal Lazio, alla Toscana alla Calabria, viaggio nell'Italia degli istituti da riaggiustare partendo dalle foto inviate a Repubblica.it e con le testimonianze dei loro autori di VALERIA TEODONIO
 

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Data ultimazione lavori: 2 aprile 2002. Dice questo il cartello affisso sulla facciata di una scuola elementare del centro di Napoli, la Emondo De Amicis. Ma in realtà, qui, i lavori non sono mai neanche iniziati. Erano necessari per ristrutturare la palestra, pericolante e totalmente inagibile. E sarebbero dovuti finire 12 anni fa.

Una storia che sembra la sintesi perfetta di tutti i racconti che ci hanno fatto i lettori di Repubblica.it sulle scuole italiane. Racconti e fotografie che arrivano da ogni parte del Paese. E che parlano di migliaia di istituti abbandonati, fatiscenti, mai ristrutturati.

LE GALLERIE FOTOGRAFICHE DEI LETTORI 1 /2

VIDEOREPORTAGE Settecamini, la scuola fuorilegge

A Settecamini, alle porte di Roma, c'è una scuola elementare che ha tutto o quasi non a norma di legge: la Antonio Nuzzo. E' una piccola costruzione degli anni Venti. Mai ristrutturata. "In questo edificio nulla è in regola - spiega Salvatore D'Eri, dell'associazione di genitori 'Forno Casale' - l'impianto elettrico è vecchissimo, ci sono fili scoperti, abbondante muffa vicino agli interruttori, i corridioi sono larghi non più di 80 centimetri. E infiltrazioni d'acqua ovunque". A Cassino non va meglio. "C'è una crepa strutturale nell'edificio, tra la facciata e il tetto - racconta Lucio Secondino, papà di un bimbo della materna di via Arno - Ci sono i ferri a vista. Per ora i vigili del fuoco ci hanno rassicurato, ma non stiamo tranquilli. Un genitore ha anche donato al Comune il materiale edile per la ritrutturazione, ma per ora non è stato fatto nulla. E le maestre sono costrette a lasciare i secchi nei corridoi, perché tutte le volte che c'è un temporale piove dal soffitto".

Decine i disagi che ci segnalano da Roma: Patrizia, mamma di un piccolo alunno della Rodari di largo Volumnia, ha inviato le foto dei cartelli che tappezzano la scuola. Si legge: "Attenzione, vetri non di sicurezza", "Rischio di caduta per pavimentazione non conforme". Pavimento su cui scivolano anche le maestre, assicurano alcuni genitori dell'istituto. "Ci sono finestre rotte da anni - aggiunge Patrizia - il pavimento ha dei dossi pericolosissimi. La direttrice cerca di tutelarsi mettendo quegli avvisi, ma bisognerebbe intervenire. Nessuno, però, dice niente. Hanno tutti paura che la scuola venga chiusa". Sempre a Roma, nel quartiere di Torre Angela, i bambini della Poseidone 66, ex Dario Pagano, camminano con lo sguardo rivolto al cielo, perché i cornicioni della facciata sono pericolanti. "Abbiamo dovuto mettere le transenne - racconta F. M., padre di due allievi della media - inoltre mancano banchi e sedie. Alcuni ragazzi sono costretti a usare le sedie della scuola elementare. Noi genitori abbiamo anche chiesto alla preside di poter entrare per fare un po' di pulizia, almeno per dare un'imbiancata ai muri. L'acqua piovana si è infiltrata nei soffitti". Piove anche in molte aule dell'istituto comprensivo di via Tedeschi, sempre a Roma. "Ci sono almeno cinque aule chiuse - denuncia Carlo Moretti, insegnante di educazione fisica - i bagni sono tutti da rifare, la palestra è fatiscente, il pavimento si sta sollevando, ci sono macchie di umidità, diversi pannelli del soffitto si sono staccati e potrebbero diventare pericolosi". Alla Don Gioacchino Rei, quartiere Quadraro, ci sono infiltrazioni d'acqua in molte aule. "Nei bagni dei maschietti non ci sono le porte - denuncia Claudio Lombi, del comitato Quadraro Vecchio - e nell'androne le mattonelle del pavimento sono state riattaccate con lo scotch".

E la lista continua: vicino a Lucca, all'agrario Busdraghi di Mutigliano, ci sono fili scoperti, muri scrostati, davanzali rotti, porte abbandonate. Nelle foto arrivate dal liceo Russell di Milano infiltrazioni d'acqua e pezzi di soffitti nelle classi. Sempre a Milano, nella foto inviata da una lettrice, pozzanghere nella palestra della Jacopo Barozzi. Giovanna Cevavalla, mamma di un alunno, racconta: "Si tratta di un edificio che ha compiuto i cento anni. E la manutenzione è a dir poco sporadica. I bagni sono in uno stato penoso, il tetto sarebbe da sistemare e non ci sono scale di sicurezza. Un'evacuazione sarebbe impossibile".

Degrado anche nella scuola A. Pisano di Avesa, a Verona: nella foto inviata da Davide Bonetti muri e bagni fatiscenti. A Tropea, disagi per gli alunni della elementare Giovanni Paolo II: nel 2009 due dei tre padiglioni vennero dichiarati inagibili. "Da allora non hanno più riaperto - si sfoga un'insegnante - con conseguenti problemi di sovraffollamento per i ragazzi". E altre segnalazioni arrivano da Siena, Piacenza, Palermo, Agrigento. Nel liceo Gian Tommaso Giordani, a Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia, le foto raccontano di muri che cadono a pezzi. A parlare è uno studente, Enzo Colangelo, 17 anni, rappresentante d'istituto: "Quando la notte piove, la mattina seguente in classe troviamo delle pozze d'acqua. E in segreteria didattica è ancora peggio: il personale è costretto a lavorare con un ombrello aperto nella stanza". 
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