Scuola

Medicina, test annullati. Ecco ora cosa può accadere

2 minuti di lettura
E' il caos sulle specializzazioni mediche 2014. Il giorno dopo la scoperta del clamoroso errore commesso dal Cineca sui test di ammissione alle specializzazioni mediche consegna ai 12mila aspiranti camici bianchi un futuro quanto mai incerto. E al ministero dell'Istruzione una bella gatta da pelare, tra risorse economiche che potrebbero non bastare più e il rischio di una valanga di ricorsi che si preannunciano "quasi vinti" in partenza. Il papocchio creato alla prima uscita di una specializzazione medica nazionale voluta per contrastare lo strapotere dei baroni universitari è da dimenticare. Al punto da fare preferire quasi la vecchia selezione per singolo ateneo. L'idea venuta in mente al ministro Maria Chiara Carrozza e portata avanti dal suo successore di sdoganare le specializzazioni mediche dagli interessi localistici e dalle solite raccomandazioni che favorivano i soliti noti costituisce un vero passo avanti per il nostro Paese. Ma il suo esordio è stato un pasticcio.

Lo scenario che si apre dopo l'ammissione che le 30 domande "generaliste" comuni a due delle tre aree del concorso, che metteva in palio 5mila borse di studio, sono state per errore invertite è quanto mai incerto. Cosa accadrà a questo punto non lo sa nessuno perché, secondo gli studenti, la soluzione adottata a caldo dal ministero  -  di fare ripetere il prossimo 7 novembre il quiz con le sole trenta domande incriminate  -  non sembra la migliore e già gli avvocati stanno affilando le armi per centinaia di ricorsi ai giudici amministrativi. Vediamo perché.

Il meccanismo per assegnare la borsa di studio quinquennale, quest'anno, prevedeva una selezione nazionale basata su test a risposta multipla. Le aree sono tre: Medica, Chirurgica e dei Servizi clinici. Ogni candidato  -  già laureato in medicina  -  poteva partecipare alla selezione per due specializzazioni per area. In tutto sei. E molti aspiranti medici, per specializzarsi, sfruttano l'intero numero di opzioni.

La selezione si è svolta lo scorso 28 ottobre con una prima batteria di 70 quiz comuni a tutte le aree. Ed è proseguita il 29, 30 e 31 con altre 40 domande diverse per singola area strutturate in questo modo: 30 comuni alla singola area e 10 diverse per ogni scuola di specializzazione. Il Cineca  -  il consorzio interuniversitario, con sede a Bologna  -  si è accorto che nel codificare le 30 domande comuni alle singole aree ha invertito quelle relative alle aree Medica e dei Servizi clinici. E che per tutti coloro che hanno partecipato al test per scuole di specializzazione nelle due aree in questione dovranno ripetere i quiz. Ma non tutti, soltanto i trenta invertiti. Si tratta, secondo quanto comunicato dal Miur, del 92 per cento dei candidati: 11.242 su 12.168.

Ma le trenta domande in questione facevano parte di un complesso di 110 domande che decideva la sorte degli specializzandi. I quali, dopo avere terminato la prova informatizzata, avevano già l'idea del risultato, perché il terminale dava loro in tempo reale il punteggio ottenuto. E se questo era alto, la probabilità di essere ammessi era alta. Ma con l'errore del Cineca tutto viene rimesso in discussione. Secondo Gianluca Scuccimarra, portavoce dell'Unione degli universitari, l'unica soluzione che potrebbe adottare il governo per non andare incontro ad una valanga di ricorsi è quella di aumentare a 12mila le borse di studio. Ma occorrerebbe trovare circa 600/700 milioni di euro in più.

Un'altra soluzione sarebbe quella di ripetere l'intera selezione ma per rifare il bando con tutti i visti necessari potrebbero occorrere sei mesi e a febbraio potrebbe scattare l'altra selezione. A questa hanno partecipato tutti coloro che erano già laureati entro lo scorso 30 settembre. Gli studenti chiedono che venga eliminato l'imbuto presente nella legislazione italiana: in Italia si laureano in medicina ogni anno da 6 a 7mila giovani. Che poi, per la specializzazione, devono superare un altro test a numero chiuso. I 12mila di quest'anno rappresentano i giovani laureati più coloro che non ce l'hanno fatta ad entrare in una scuola di specializzazione negli anni scorsi. Senza questo titolo, non è possibile esercitare la professione se non nelle guardie mediche e con le sostituzioni dei medici di base in ferie. Ecco perché la concorrenza è agguerrita.
I commenti dei lettori