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Università e orientamento, più lavoro ai laureati ma con la formazione giusta

Appuntamento alla Luiss di Roma con gli studenti delle lauree triennali di tutta Italia. Osce e Eurostat concordano: i laureati nel vecchio continente trovano lavoro più facilmente dei diplomati. Ma è fondamentale scegliere il percorso formativo giusto
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Intraprendere un percorso di studi universitario in linea con le proprie inclinazioni è importante, ma portarlo avanti con determinazione e con lo sguardo rivolto ai possibili sbocchi occupazionali, oggi, lo è ancora di più. La sfida dell'orientamento universitario si gioca su più tavoli: quello della formazione, certo, ma anche quello della dimensione internazionale del sapere, dove l'innovazione è considerata sempre più un volano per la crescita e la scintilla dell'autoimprenditorialità si accende spesso già nelle aule e nei laboratori d'ateneo. Il percorso accademico in alcuni casi può presentare delle difficoltà, imponendo sacrifici e rinunce ma, alla lunga, nella maggior parte dei casi paga, sia in termini occupazionali che meramente economici.

Ferme restando le difficoltà strutturali di accesso al mondo del lavoro, l'Eurostat evidenzia che l'investimento nell'alta formazione consente ai laureati di trova…
Intraprendere un percorso di studi universitario in linea con le proprie inclinazioni è importante, ma portarlo avanti con determinazione e con lo sguardo rivolto ai possibili sbocchi occupazionali, oggi, lo è ancora di più. La sfida dell'orientamento universitario si gioca su più tavoli: quello della formazione, certo, ma anche quello della dimensione internazionale del sapere, dove l'innovazione è considerata sempre più un volano per la crescita e la scintilla dell'autoimprenditorialità si accende spesso già nelle aule e nei laboratori d'ateneo. Il percorso accademico in alcuni casi può presentare delle difficoltà, imponendo sacrifici e rinunce ma, alla lunga, nella maggior parte dei casi paga, sia in termini occupazionali che meramente economici.

Ferme restando le difficoltà strutturali di accesso al mondo del lavoro, l'Eurostat evidenzia che l'investimento nell'alta formazione consente ai laureati di trovare più facilmente un'occupazione rispetto ai diplomati di scuola superiore: 84 per cento contro 73 per cento. Nella fascia di età 25-34 anni il differenziale retributivo è pari al 40 per cento a favore dei laureati rispetto ai diplomati. Una tendenza confermata anche dai dati Ocse che registrano un tasso di occupazione dei laureati europei dell'82 per cento, molto superiore rispetto a quello dei diplomati, pari al 67 per cento. In Italia la quota di laureati nella fascia di età 25-34 anni è solo del 22 per cento (rispetto a una media europea del 37 per cento, ndr) è il loro tasso di occupazione è del 79 per cento (contro il 71 per cento dei diplomati) con un differenziale retributivo di circa il 25 per cento a favore di chi ha conseguito un titolo accademico rispetto a chi ne è sprovvisto.

Nel suo recente rapporto Going for Growth, l'Ocse ha bacchettato il nostro Paese per la spesa per l'istruzione "scesa ben al di sotto della media" e per i numerosi cambi al vertice dell'Anvur, l'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca. Intanto il 4 febbraio scorso il ministro Stefania Giannini ha emanato l'Atto di indirizzo in merito alle priorità politiche del 2015 del Miur. Tra i 24 obiettivi strategici individuati ci sono la riprogrammazione dell'orientamento universitario per assicurare un miglior collegamento tra mondo del lavoro e ambito accademico, il sostegno ai percorsi d'internazionalizzazione degli atenei e ai processi di apertura internazionale degli Enti pubblici di ricerca, in linea con il programma "Horizon 2020".

Il ruolo dell'università, dunque, diventa oggi ancora più rilevante per poter dare maggiori opportunità occupazionali ai giovani laureati e le linee-guida per promuovere e rafforzare l'occupabilità sembrano essere tre: l'innovazione, l'internazionalizzazione e l'autoimprenditorialità, come dimostrano le esperienze sempre più diffuse di start-up nate da studenti ancora in formazione, senza dimenticare le imprese spin-off universitarie per lo sfruttamento economico dei risultati conseguiti da gruppi di ricerca di atenei pubblici e privati.

La necessità di proporre un sistema formativo al passo con i tempi è sottolineata dal direttore generale della Luiss Giovanni Lo Storto: "L'università ha un ruolo chiave nel promuovere l'innovazione. Questo significa offrire agli studenti un percorso didattico che coniughi in modo efficace una solida formazione con le sempre nuove esigenze reali del mercato del lavoro e che offra un'opportunità di crescita rotonda". Dati di cui hanno discusso nell'ateneo privato di Confindustria (nella sede di viale Romania 32, ndr), nel corso dell'incontro "Magistrali si diventa" rivolto agli studenti delle lauree triennali di tutta Italia: una giornata di orientamento con la possibilità di confronto diretto con professionisti, top manager, recruiter aziendali e professori con colloqui mirati su come costruire il proprio percorso professionale. Un'occasione utile anche a capire come prepararsi al meglio in vista del test d'ingresso per l'ammissione ai percorsi di laurea magistrale Luiss, che si terrà il 5 marzo prossimo presso l'Hotel Ergife di Roma.