Il 23 Dicembre 2014 l'ENEA ha avviato la selezione interna per gli avanzamenti di carriera. Questa procedura dovrebbe valutare il merito scientifico-tecnologico del personale e dovrebbe costituire il fondamentale meccanismo di stimolo alla competitività e al prestigio dell'ente. Tuttavia, i criteri di selezione presentano almeno due aspetti sconcertanti e l'intera selezione assume i caratteri di una fredda certificazione dell'anzianità di servizio.
In primo luogo, considerando un età media dei neo-laureati di 24-25 anni, i requisiti minimi di età sono di 36 anni per diventare Primo Ricercatore e 53-54 anni per essere Dirigente di ricerca. Per intenderci, a 50 anni di si hanno i requisiti per essere Presidente della Repubblica ma non per essere Dirigente di Ricerca ENEA. Inoltre, la Commissione di valutatori ha a disposizione 100 punti per ciascun ricercatore, di cui 85 dipendono dall'anzianità di servizio (interno all'ENEA) e solo 15 servono a valutare i titoli. Facciamo un paio di esempi. Un ricercatore assunto in ENEA nel 1985 si troverebbe, indipendentemente dalla valutazione delle attività scientifiche/tecnologiche, con almeno 65 punti su 100. Invece un ricercatore assunto nel 2008, autore di pubblicazioni di grande impatto, brevetti, o con ruoli di rilievo in progetti internazionali, potrebbe ottenere al massimo 62 punti. Questa procedura più che accertare e valutare il "merito scientifico/tecnologico", valuta (e premia) l'età dei dipendenti.
Dobbiamo selezionare i migliori. Le selezioni basate sull'anzianità non ci aiutano a rendere più competitivi i nostri Enti di Ricerca.
Lettera firmata da un gruppo di ricercatori dell'Enea
Ed ecco la replica dell'Ente.
In merito alla lettera firmata da un gruppo di ricercatori dell'Enea, i fatti sono i seguenti.
"La procedura selettiva avviata nel dicembre scorso da ENEA è la formalizzazione operativa di accordi sottoscritti con la maggioranza delle Organizzazioni Sindacali rappresentative del comparto ricerca dal 2012 alla prima metà del 2014, nel corso dei quali da parte delle OOSS era stata fortemente sottolineata l'importanza di dare comunque un peso all'anzianità di servizio nel momento del passaggio del personale ENEA al Comparto degli Enti Pubblici di Ricerca e al relativo contratto.
La disposizione commissariale del 23 dicembre 2014 rappresenta quindi l'attuazione di intese sottoscritte nel passato. Non tenere fede agli accordi avrebbe esposto l'ENEA ad un sicuro contenzioso, sino a ricorsi giudiziari contro l'amministrazione per comportamento antisindacale.
Per il futuro, introdurre requisiti di accesso e criteri di valutazione innovativi per bandi improntati al merito scientifico/tecnologico, è certamente l'obiettivo al quale tendere in modo da far crescere e valorizzare le molte professionalità di cui l'ENEA dispone e rendere più competitiva l'Agenzia.
La volontà di andare verso logiche di premialità sarà evidenziata nel prossimo confronto con le Organizzazioni Sindacali anche in relazione all'utilizzo del "Fondo ENEA per le politiche di sviluppo del personale, per la produttività e per il trattamento accessorio".
Il Fondo, costituito dall'Agenzia e da contrattarsi con i Sindacati circa l'utilizzazione - in base alla normativa collettiva vigente - vede oggi inutilizzati importi significativi che potrebbero essere distribuiti per premialità qualora si raggiungesse un accordo improntato a criteri di attribuzione meritocratica.
Queste problematiche si inseriscono in quelle più ampie di tutto il comparto della ricerca che ad oggi soffre della scarsità, se non dell'assenza, di strumenti idonei -nell'ambito della contrattazione collettiva- per valutare e differenziare i diversi comportamenti lavorativi del personale. Strumenti che sono indispensabili se si vuole che il riconoscimento del merito e dell'impegno profuso entrino giustamente a far parte di questo settore.
Prof. Federico Testa
Commissario Enea
In primo luogo, considerando un età media dei neo-laureati di 24-25 anni, i requisiti minimi di età sono di 36 anni per diventare Primo Ricercatore e 53-54 anni per essere Dirigente di ricerca. Per intenderci, a 50 anni di si hanno i requisiti per essere Presidente della Repubblica ma non per essere Dirigente di Ricerca ENEA. Inoltre, la Commissione di valutatori ha a disposizione 100 punti per ciascun ricercatore, di cui 85 dipendono dall'anzianità di servizio (interno all'ENEA) e solo 15 servono a valutare i titoli. Facciamo un paio di esempi. Un ricercatore assunto in ENEA nel 1985 si troverebbe, indipendentemente dalla valutazione delle attività scientifiche/tecnologiche, con almeno 65 punti su 100. Invece un ricercatore assunto nel 2008, autore di pubblicazioni di grande impatto, brevetti, o con ruoli di rilievo in progetti internazionali, potrebbe ottenere al massimo 62 punti. Questa procedura più che accertare e valutare il "merito scientifico/tecnologico", valuta (e premia) l'età dei dipendenti.
Dobbiamo selezionare i migliori. Le selezioni basate sull'anzianità non ci aiutano a rendere più competitivi i nostri Enti di Ricerca.
Lettera firmata da un gruppo di ricercatori dell'Enea
Ed ecco la replica dell'Ente.
In merito alla lettera firmata da un gruppo di ricercatori dell'Enea, i fatti sono i seguenti.
"La procedura selettiva avviata nel dicembre scorso da ENEA è la formalizzazione operativa di accordi sottoscritti con la maggioranza delle Organizzazioni Sindacali rappresentative del comparto ricerca dal 2012 alla prima metà del 2014, nel corso dei quali da parte delle OOSS era stata fortemente sottolineata l'importanza di dare comunque un peso all'anzianità di servizio nel momento del passaggio del personale ENEA al Comparto degli Enti Pubblici di Ricerca e al relativo contratto.
La disposizione commissariale del 23 dicembre 2014 rappresenta quindi l'attuazione di intese sottoscritte nel passato. Non tenere fede agli accordi avrebbe esposto l'ENEA ad un sicuro contenzioso, sino a ricorsi giudiziari contro l'amministrazione per comportamento antisindacale.
Per il futuro, introdurre requisiti di accesso e criteri di valutazione innovativi per bandi improntati al merito scientifico/tecnologico, è certamente l'obiettivo al quale tendere in modo da far crescere e valorizzare le molte professionalità di cui l'ENEA dispone e rendere più competitiva l'Agenzia.
La volontà di andare verso logiche di premialità sarà evidenziata nel prossimo confronto con le Organizzazioni Sindacali anche in relazione all'utilizzo del "Fondo ENEA per le politiche di sviluppo del personale, per la produttività e per il trattamento accessorio".
Il Fondo, costituito dall'Agenzia e da contrattarsi con i Sindacati circa l'utilizzazione - in base alla normativa collettiva vigente - vede oggi inutilizzati importi significativi che potrebbero essere distribuiti per premialità qualora si raggiungesse un accordo improntato a criteri di attribuzione meritocratica.
Queste problematiche si inseriscono in quelle più ampie di tutto il comparto della ricerca che ad oggi soffre della scarsità, se non dell'assenza, di strumenti idonei -nell'ambito della contrattazione collettiva- per valutare e differenziare i diversi comportamenti lavorativi del personale. Strumenti che sono indispensabili se si vuole che il riconoscimento del merito e dell'impegno profuso entrino giustamente a far parte di questo settore.
Prof. Federico Testa
Commissario Enea