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"Libro razzista? Polemica incomprensibile. L'obiettivo è far capire ai ragazzi che ogni territorio è differente"

Intervista a Diego Baldissin, uno degli autori del manuale di geografia per le scuole medie "Terra dei Popoli". "Il testo non vuole affermare che il Nord è bello e il Sud è brutto"

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Diego Baldissin è uno degli autori del manuale scolastico di geografia Terra dei Popoli che ha creato parecchie polemiche per la descrizione che fa delle varie popolazioni italiane.

Non è discriminatorio dire che i sorrentini non hanno una mentalità imprenditoriale? Nel libro lei e gli altri autori lo dite anche a proposito dei molisani, mentre sui campani osservate che "sfruttano poco la loro economia".
"Certamente si tratta di stereotipi, di generalizzazioni. Ma francamente non capisco la polemica che si è scatenata: l'obiettivo del libro non è certo dire che il Nord è bello e il Sud è brutto".

Qual è dunque l'obiettivo?
"Abbiamo scritto questo libro per aiutare i ragazzi a ragionare sul fatto che ogni territorio è differente, e ogni popolo è originale. Questo mi sembra didatticamente molto interessante".

Non pensa che un ragazzo di 11 anni leggendo queste cose potrebbe pensare che i Meridionali non sono in grado di fare impresa e i Settentrionali invece sì?  Non era il caso di spiegare certi eventi storici, ad esempio la cosiddetta "piemontesizzazione" dopo l'Unità d'Italia?
"Ma questo non è un libro di storia, è un libro di geografia. Non ci si può aspettare che spieghi dei meccanismi così complessi, la nostra intenzione era di unire un ragionamento di tipo economico a fenomeni fisici e antropici".

Lei è un insegnante: adotta il suo libro?
"Lo uso da due anni e devo dire che mi trovo molto bene".

E come fa quando arriva a dover spiegare qual è la caratteristica del sorrentino?
"Finora non ho mai usato quella parte, ho fatto fare ai ragazzi delle ricerche sulle caratteristiche del territorio e della popolazione in cui viviamo, che poi è esattamente l'invito che viene fatto in quella parte del libro. E' proprio questo che non riesco a capire di questa polemica: ci si sta concentrando su dei particolari che in tutto il libro prendono solo poche righe. E non si considera la quantità di materiale che viene messa a disposizione dell'insegnante per lavorare. Il libro è solo uno strumento nelle mani del professore, sta a lui scegliere quali parti siano più utili al suo lavoro".
 
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