Scuola

Studenti in piazza contro La Buona Scuola

In tutta Italia cortei di protesta contro il ddl del governo Renzi, ma senza grande adesione. Lancio di lacrimogeni e uno studente fermato a Milano. Nella Capitale flash mob davanti al Miur.

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ROMA -  Gli studenti tornano in piazza nel giorno in cui il Governo presenterà in Consiglio dei Ministri il ddl per tradurre in via legislativa le linee guida de La Buona Scuola. Non con un'adesione di massa, almeno nei cortei.
Le motivazioni delle manifestazioni in tutta Italia sono state annunciate con un blitz studentesco messo a segno nella notte davanti al Miur, dove è stato esposto uno striscione per dire 'stop' alla riforma del governo e per supportare la LIP e le proposte dell'Altrascuola. "Le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni confermano la giustezza degli ultimi mesi di agitazione contro la proposta del Governo sulla scuola: noi non faremo passi indietro!" dice Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti. "Nonostante le mobilitazioni e la scarsissima partecipazione degli studenti alla consultazione, vogliono calarci dall'alto una riforma che in buona parte risponde alle esigenze dell'impresa e dei poteri forti del Paese. A confermarlo vi sono le nuove agevolazioni previste per chi sceglie le scuole private e il bonus fiscale per gli investimenti privati nella scuola pubblica. Non è stato messo al centro chi vive la scuola pubblica ogni, in primis gli studenti".

Gli organizzatori parlano di 50mila persone per 40 manifestazioni. Corteo e qualche tafferuglio  a Milano:  la protesta è partita da piazza Cairoli. Durante la manifestazione c'è stato un lancio di lacrimogeni. A dare il via agli scontri, il lancio di oggetti e bottiglie con vernice rossa all'indirizzo degli agenti e dei mezzi di polizia a presidio della Regione. Non c'è stato però alcun 'contatto fisico' diretto tra agenti e studenti.  Uno studente è stato fermato dalla polizia. Lo hanno reso noto gli stessi manifestanti, precisando che si tratta di un ragazzo iscritto al liceo Carducci. Lo studente, ha confermato la polizia, è stato portato in questura per accertamenti. A corteo concluso gli studenti hanno annunciato il fermo con un megafono invitando tutti i partecipanti ad una riunione nel pomeriggio per decidere eventuali altre iniziative di protesta. Poco prima all'Expo Gate di largo Cairoli alcuni studenti hanno lanciato uova. I ragazzi lamentano scuole fatiscenti, strumentazione non adeguata al corso di studi intrapreso. "Ad esempio, io faccio l'artistico e non abbiamo i computer per fare grafica e hanno speso tanti soldi per il wifi che non funziona", spiega la studentessa. I manifestanti hanno parole dure anche per Regione Lombardia, colpevole, a detta loro, di "non finanziare le attività necessarie agli studenti" e di "non ascoltare la nostra voce. Noi siamo disponibili a un dialogo". 
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Dura, nei confronti dei ragazzi,  la critica del segretario della Lega, Matteo Salvini, che su Twitter scrive: "A Milano lancio di sassi, vernice e fumogeni contro Polizia. Non chiamiamoli 'studenti', quelli sono delinquenti".
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A Roma il corteo è partito da piazza della Repubblica. In testa gli studenti hanno portato uno striscione sul quale si legge: '12 marzo, una generazione che non si arrende'. Su un altro striscione è scritto: 'Contro la scuola di classe'. Il corteo ha attraversato via Cavour, via dei Fori Imperiali per arrivare a pazza Santi Apostoli, a pochi metri di distanza dalla sede della Commissione europea. A organizzare la manifestazione è l'Unione degli studenti, che chiede l'approvazione della legge di iniziativa popolare riguardante la scuola del 2006: "Chiediamo che venga ritirata la riforma del governo che vuole accentrare i poteri nella dirigenza scolastica", ha spiegato Ascanio, uno dei leader dell'associazione. La protesta, ha sottolineato uno degli organizzatori della manifestazione parlando al megafono prima della partenza, "è anche contro l'austerity dell'Unione europea che ha condotto l'intero popolo greco alla fame. C'è quindi un enorme lavoro da fare - ha continuato - e la nostra generazione se ne deve prendere carico, soprattutto per quanto riguarda la precarietà, che è il cancro dei nostri tempi".  Una barca di cartone ha navigato in Via dei Fori Imperiali in favore della Lip, Legge di iniziativa popolare. "È meglio questa legge piuttosto che l'idea della buona scuola del governo Renzi - dicono gli studenti - abbiamo deciso di portare in piazza il simbolo di questa legge del 2005 che è la barca per far scrivere a ogni ragazzo quale è la propria idea di scuola. Non siamo mai stati interpellati sulle varie riforme e anche quest'ultima volta è stata fatta una finta consultazione".

Davanti al Miur, il flash mob con studenti vestiti da clown: "Siamo qui davanti al ministero della Pubblica istruzione vestiti da clown per rivendicare una scuola che sia buona per davvero e non le pagliacciate che sono uscite in queste settimane sui giornali", dice Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi. "Rifiutiamo l'idea - continua il portavoce - che più autonomia significhi dare più potere ai "presidi-sindaci" perché l'autonomia ha senso se serve a trasformare la scuola in una comunità che si auto-governa, con la partecipazione attiva di chi la vive. Rifiutiamo l'idea che libertà di scelta educativa significhi fare un regalo alle lobby dei diplomifici privati invece che garantire il diritto allo studio a tutte e tutti. Rifiutiamo l'idea che la scuola pubblica possa funzionare solo grazie a investimenti privati diretti".

A Torino i ragazzi hanno lanciato matite colorate contro la sede del Miur. Il corteo è poi proseguito senza creare tensioni.  Ad aprire il serpentone uno striscione con la scritta 'Stop buona scuola, un passo indietro'.

Si è conclusa senza incidenti la manifestazione studentesca a Genova. Ad aprire il corteo, organizzato dall'Unione degli Studenti, due striscioni con scritto: "Non staremo fermi a guardare" e "non un passo indietro per un'istruzione gratuita". Arrivati davanti alla prefettura, i manifestanti, un centinaio in tutto, hanno formato una catena umana per protestare simbolicamente contro i provvedimenti dell'esecutivo. L'iniziativa di protesta è partita da piazza Caricamento e si è conclusa con un'assemblea pubblica davanti al liceo Cassini, in via Orti Sauli, dove nella notte un gruppo di giovani del Blocco Studentesco, organizzazione di estrema destra, ha scritto sui muri alcune frasi inneggianti il fascismo. Nel corso della mattinata si sono registrati disagi al traffico in tutto il centro cittadino.

Studenti in piazza anche a Napoli: i manifestanti inneggiano slogan come "La scuola è nostra e non di chi la giostra" e "ridateci la scuola".  "La scuola deve restare pubblica - dice uno dei ragazzi - invece questa riforma ci nega i diritti". "Siamo in piazza - spiega un altro studente -per contestare la privatizzazione della nostra scuola". Gli insegnanti rivendicano il diritto all'assunzione e "non una elargizione da parte del Governo".





 
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