E' caos nelle università sulla presentazione del nuovo Iseeu, l'indicatore della situazione economica equivalente per l'università che permette di avere sconti sulle tasse e borse di studio. Secondo le associazioni degli studenti universitari il nuovo strumento messo a punto dal governo per rendere più trasparente la situazione reddituale dei cittadini sta penalizzando soprattutto le persone più deboli. Una visione che, secondo i Caf, è un po' troppo catastrofista, per quanto anche i centri di assistenza fiscale dove ogni anno si recano milioni di italiani segnalino qualche problematicità. Tanto è vero che, di qui a 10 giorni, sono previsti una raffica di incontri con l'Associazione nazionale degli organismi per lo studio universitario (Andisu), le rappresentanze studentesche e lo stesso Ministero del Lavoro, a cui toccherà apportare dei correttivi se lo riterrà necessario.
Gli studenti: "Sembreremo tutti più ricchi". Non è ancora un periodo caldo nelle università su tasse e borse di studio, ma è proprio in questo giorni che il nuovo Iseeu sta subendo il primo test. In diverse università chi deve pagare la seconda rata può presentare ora il proprio indicatore di ricchezza se non lo ha già fatto a settembre. Ma a questo punto i redditi verranno calcolati in base al Regolamento 159 entrato in vigore a febbraio del 2014, che dopo 15 anni ha completamente riformato l'Isee. Obiettivo: rendere tutto più chiaro. Dentro l'Isee adesso ci sono tutti i redditi disponibili. Ma proprio tutti: tanto che, secondo le critiche, rende formalmente più ricchi togliendo le agevolazioni ai veri poveri. Quello degli studenti universitari è uno dei capitoli dolenti. Secondo il Coordinamento universitario Link il nuovo Isee per l'università - che si chiama Iseeu - sta diventando un boomerang: "Siamo i primi a voler combattere chi imbroglia - dice Alberto Campailla, protavoce di Link - ma è assurdo considerare la borsa di studio un reddito. Non vorremmo che con una giusta riforma si stia cercando di tagliare la spesa pubblica facendo pagare i più svantaggiati". Ma quali sono i concreti pericoli contenuti nel nuovo Iseeu? "La prima cosa è che una borsa di studio diventa reddito. Non per ottenere la borsa stessa, in quel caso infatti non va considerata, tuttavia il problema rimane per le tasse universitarie, perché in quel caso la borsa di studio conta. Gli atenei dovrebbero rivedere le aliquote: stiamo dialogando con alcuni, ma per ora nessuno lo ha fatto - spiega Caterina Chiocchetta, che per Link sta seguendo questa vicenda - Inoltre lo studente borsista diventa un soggetto con reddito nel nucleo famigliare e c'è la concreta possibilità che questo vada a scapito delle agevolazioni che la famiglia ottiene: pensiamo allo sconto sulle bollette per gli indigenti. E non solo - continua Chiocchetta - contestiamo anche il fatto che il reddito da lavoro dei fratelli adesso venga conteggiato per intero mentre prima era ridotto del 50%. Come anche la previsione che vengano considerati i redditi del genitore divorziato che non versa alimenti". "Il nodo vero - conclude Alberto Campailla - è che il ministero del Lavoro non ha fatto una sperimentazione preliminare, cosicché adesso è molto difficile capire i reali impatti".
I Caf: "E' uno strumento che offre opportunità". I primi ad aver lanciato l'allarme sul funzionamento del nuovo Isee erano stati i Caf, che a gennaio parlavano di una potenziale riduzione della platea degli aventi diritti a servizi e prestazioni del 20%. Adesso l'allarme si è ridimensionato, anche perché uno degli elementi più contestati del regolamento - quello che considerava reddito anche le provvidenze per le disabilità - è stato bocciato dal Tar del Lazio, e ora si sta aspettando di capire come il Ministero del Lavoro risponderà a quella sentenza. "Ci sono alcune problematicità nel nuovo Isee, ma per capire i reali effetti bisognerà vederlo all'opera - dice Dino Giornetti portavoce della Consulta nazionale dei Caf - tuttavia è sbagliato avere una visione catastrofista: si tratta di uno strumento certamente più trasparente dove buona parte dei dati sono controllati preventivamente grazie alle banche dati di Inps e Agenzia delle Entrate e che prevede delle franchigie, ovvero degli sconti, in grado di annullare in molti casi il peso dei nuovi redditi inseriti". Secondo Giornetti , ad esempio, la categoria degli studenti non è la più sfavorita: "Aspettiamo di vedere i dati reali - spiega - ma secondo le nostre proiezioni uno studente borsista che vive con i genitori entrambi dipendenti in una casa in affitto, potrebbe avere un Iseeu più favorevole. Poi è vero che potrebbero esserci delle casistiche più penalizzate, ma si tratta di situazioni percentualmente poco significative: per esempio una famiglia in cui ci siano due fratelli borsisti ed entrambi lavoratori. Comunque, si tratterebbe di un innalzamento che potrebbe non comportare una esclusione dalle agevolazioni". Per il momento, dice Giornetti, il problema con l'Iseeu è più che altro di natura tecnica: "Stiamo avendo problemi con gli studenti stranieri, che non riescono a inserire i redditi dei loro genitori residenti all'estero perché ovviamente non sono muniti di Codice fiscale italiano. E nei moduli non si può più inserire chi non ha un Codice fiscale, ma entro pochi giorni anche questo problema di natura tecnica verrà risolto dai Ministeri competenti"
L'Andisu è preoccupata. Diversa la percezione nelle stanze delle Aziende per il diritto allo studio, che erogano borse di studio, gestiscono mense e studentati per gli studenti svantaggiati ma meritevoli che frequentano le università. Proprio in queste settimane si cominciano a costruire i bandi che erranno pubblicati tra giugno e luglio e in alcuni casi, come in Puglia, già è stato approvato un innalzamento del reddito per accedere alle borse di studio. "Per ora le nostre sono stime superficiali. Ma la percezione è che il nuovo Iseeu comporterà una contrazione delle domande e di conseguenza del numero degli idonei", dice Carmelo Ursino, Commisario straordinario di Laziodisu e vicepresidente dell'Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario. Che, aldilà della polemica sull'Iseeu, denuncia una generale restrizione delle risorse a favore del diritto allo studio: "Non è un segreto che i soldi a disposizione del diritto allo studio sono sempre di meno, per il combinato disposto di diversi fattori: il Fondo integrativo nazionale inserito nel patto di stabilità, la titolarità in mano alle Regioni che a loro volta subiscono tagli. Ormai la gestione delle nostre aziende è molto complicata, sarebbe necessaria una revisione profonda di questo fondamentale pezzo del welfare". Di sicuro le domande rivolte a Laziodisu aumentano, anche se di poco: se nel 2013 erano 23 mila, nel 2014 sono salite a 25 mila.
Gli studenti: "Sembreremo tutti più ricchi". Non è ancora un periodo caldo nelle università su tasse e borse di studio, ma è proprio in questo giorni che il nuovo Iseeu sta subendo il primo test. In diverse università chi deve pagare la seconda rata può presentare ora il proprio indicatore di ricchezza se non lo ha già fatto a settembre. Ma a questo punto i redditi verranno calcolati in base al Regolamento 159 entrato in vigore a febbraio del 2014, che dopo 15 anni ha completamente riformato l'Isee. Obiettivo: rendere tutto più chiaro. Dentro l'Isee adesso ci sono tutti i redditi disponibili. Ma proprio tutti: tanto che, secondo le critiche, rende formalmente più ricchi togliendo le agevolazioni ai veri poveri. Quello degli studenti universitari è uno dei capitoli dolenti. Secondo il Coordinamento universitario Link il nuovo Isee per l'università - che si chiama Iseeu - sta diventando un boomerang: "Siamo i primi a voler combattere chi imbroglia - dice Alberto Campailla, protavoce di Link - ma è assurdo considerare la borsa di studio un reddito. Non vorremmo che con una giusta riforma si stia cercando di tagliare la spesa pubblica facendo pagare i più svantaggiati". Ma quali sono i concreti pericoli contenuti nel nuovo Iseeu? "La prima cosa è che una borsa di studio diventa reddito. Non per ottenere la borsa stessa, in quel caso infatti non va considerata, tuttavia il problema rimane per le tasse universitarie, perché in quel caso la borsa di studio conta. Gli atenei dovrebbero rivedere le aliquote: stiamo dialogando con alcuni, ma per ora nessuno lo ha fatto - spiega Caterina Chiocchetta, che per Link sta seguendo questa vicenda - Inoltre lo studente borsista diventa un soggetto con reddito nel nucleo famigliare e c'è la concreta possibilità che questo vada a scapito delle agevolazioni che la famiglia ottiene: pensiamo allo sconto sulle bollette per gli indigenti. E non solo - continua Chiocchetta - contestiamo anche il fatto che il reddito da lavoro dei fratelli adesso venga conteggiato per intero mentre prima era ridotto del 50%. Come anche la previsione che vengano considerati i redditi del genitore divorziato che non versa alimenti". "Il nodo vero - conclude Alberto Campailla - è che il ministero del Lavoro non ha fatto una sperimentazione preliminare, cosicché adesso è molto difficile capire i reali impatti".
I Caf: "E' uno strumento che offre opportunità". I primi ad aver lanciato l'allarme sul funzionamento del nuovo Isee erano stati i Caf, che a gennaio parlavano di una potenziale riduzione della platea degli aventi diritti a servizi e prestazioni del 20%. Adesso l'allarme si è ridimensionato, anche perché uno degli elementi più contestati del regolamento - quello che considerava reddito anche le provvidenze per le disabilità - è stato bocciato dal Tar del Lazio, e ora si sta aspettando di capire come il Ministero del Lavoro risponderà a quella sentenza. "Ci sono alcune problematicità nel nuovo Isee, ma per capire i reali effetti bisognerà vederlo all'opera - dice Dino Giornetti portavoce della Consulta nazionale dei Caf - tuttavia è sbagliato avere una visione catastrofista: si tratta di uno strumento certamente più trasparente dove buona parte dei dati sono controllati preventivamente grazie alle banche dati di Inps e Agenzia delle Entrate e che prevede delle franchigie, ovvero degli sconti, in grado di annullare in molti casi il peso dei nuovi redditi inseriti". Secondo Giornetti , ad esempio, la categoria degli studenti non è la più sfavorita: "Aspettiamo di vedere i dati reali - spiega - ma secondo le nostre proiezioni uno studente borsista che vive con i genitori entrambi dipendenti in una casa in affitto, potrebbe avere un Iseeu più favorevole. Poi è vero che potrebbero esserci delle casistiche più penalizzate, ma si tratta di situazioni percentualmente poco significative: per esempio una famiglia in cui ci siano due fratelli borsisti ed entrambi lavoratori. Comunque, si tratterebbe di un innalzamento che potrebbe non comportare una esclusione dalle agevolazioni". Per il momento, dice Giornetti, il problema con l'Iseeu è più che altro di natura tecnica: "Stiamo avendo problemi con gli studenti stranieri, che non riescono a inserire i redditi dei loro genitori residenti all'estero perché ovviamente non sono muniti di Codice fiscale italiano. E nei moduli non si può più inserire chi non ha un Codice fiscale, ma entro pochi giorni anche questo problema di natura tecnica verrà risolto dai Ministeri competenti"
L'Andisu è preoccupata. Diversa la percezione nelle stanze delle Aziende per il diritto allo studio, che erogano borse di studio, gestiscono mense e studentati per gli studenti svantaggiati ma meritevoli che frequentano le università. Proprio in queste settimane si cominciano a costruire i bandi che erranno pubblicati tra giugno e luglio e in alcuni casi, come in Puglia, già è stato approvato un innalzamento del reddito per accedere alle borse di studio. "Per ora le nostre sono stime superficiali. Ma la percezione è che il nuovo Iseeu comporterà una contrazione delle domande e di conseguenza del numero degli idonei", dice Carmelo Ursino, Commisario straordinario di Laziodisu e vicepresidente dell'Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario. Che, aldilà della polemica sull'Iseeu, denuncia una generale restrizione delle risorse a favore del diritto allo studio: "Non è un segreto che i soldi a disposizione del diritto allo studio sono sempre di meno, per il combinato disposto di diversi fattori: il Fondo integrativo nazionale inserito nel patto di stabilità, la titolarità in mano alle Regioni che a loro volta subiscono tagli. Ormai la gestione delle nostre aziende è molto complicata, sarebbe necessaria una revisione profonda di questo fondamentale pezzo del welfare". Di sicuro le domande rivolte a Laziodisu aumentano, anche se di poco: se nel 2013 erano 23 mila, nel 2014 sono salite a 25 mila.