Scuola

Scuola, Francesca Puglisi: cosa cambia con la riforma

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Da Francesca Puglisi, responsabile scuola nella segreteria del Pd, riceviamo e pubblichiamo

"Egregio Direttore,
tra la protesta di una parte dei precari e le rivendicazioni sindacali, forse rischiamo di perdere di vista il vero motivo per cui il Governo Renzi ha deciso di investire 3 miliardi all'anno nella scuola, realizzando un Piano Straordinario di assunzioni di oltre 100 mila insegnanti, 50.000 in più rispetto a quanti stanno lavorando oggi.

Vogliamo che la scuola torni ad essere la più potente leva contro le disuguaglianze, combattendo la dispersione scolastica degli studenti e accompagnando tutti, non uno di meno, al successo formativo e scolastico.
Cosa cambia dunque per i nostri figli con la buona scuola?

Partiamo dalla scuola primaria: torna l'insegnante specialista di inglese che la Gelmini aveva cancellato, perché sappiamo che se le lingue non si apprendono in età precoce, diventa poi molto difficile recuperare. Per la prima volta viene inserito l'insegnante di musica, perché provare ad esprimere le emozioni con la musica, aiuterà ad amarla e anche senza l'ambizione di diventare musicisti, nel Paese della lirica è importante consentire ai nostri ragazzi di avere una educazione di base. Oggi l'educazione motoria è affidata alle maestre, la buona scuola introduce lo specialista che ha il compito di combattere la piaga dell'obesità infantile.
Questi insegnanti potranno essere impegnati per aumentare il tempo scuola o per restituire ossigeno alle ore di compresenza, per recuperare gli svantaggi.

Nelle scuole medie, la buona scuola assicura il potenziamento delle competenze linguistiche: in particolare l'italiano per gli studenti stranieri e l'inglese per tutti. Nella Buona Scuola viene dato più spazio all'educazione ai corretti stili di vita e si guarda al futuro investendo nello sviluppo delle competenze digitali degli studenti, pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media. Novanta milioni di euro saranno investiti per laboratori territoriali aperti anche il pomeriggio, e per collegare le aule alla rete offrendo anche il supporto di un educatore digitale a disposizione delle scuole per innovare la didattica.

Nella scuola secondaria vengono potenziate le materie umanistiche come la storia dell'arte, che dai precedenti governi era stata tagliata anche dagli Istituti tecnici per il turismo e la musica, ma anche il diritto e l'economia crescere cittadini consapevoli. Con il Curriculum dello studente i ragazzi delle scuole superiori dopo il primo biennio potranno aggiungere ad un nucleo di discipline obbligatorie, materie opzionali per coltivare inclinazioni e talenti e iniziare a costruire a scuola la strada per la propria vita. Ed è meglio rendersi conto quando sei ancora a scuola, se ciò che ti affascina, poi davvero può diventare la passione che metti per sempre nel tuo lavoro. Le materie opzionali scelte faranno parte della valutazione finale dell'Esame di Stato.

Non possiamo restare con le mani in mano a guardare il 44% dei giovani disoccupati. Non bastano le politiche industriali o le riforme del mercato del lavoro che abbiamo già messo in campo. Occorre anche allineare i bisogni formativi del nostro tessuto produttivo con il sistema formativo. Per questo l'Alternanza scuola-lavoro, almeno 400 ore nell'ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei, fatta non solo in azienda, ma anche in enti pubblici e Istituzioni culturali, può far entrare nelle scuole la cultura del lavoro, può aiutare i ragazzi ad orientarsi e a migliorare la loro occupabilità. A Bolzano, dove il sistema duale è già realtà, il tasso di disoccupazione giovanile è inferiore della metà. Come proposto dalle organizzazioni studentesche, ci sarà la carta dei diritti e dei doveri dei ragazzi e le ragazze, in alternanza.
Continueremo ad ascoltare tutti in queste ore e a tenere vivo il dialogo in vista dell'esame del disegno di legge in Aula alla Camera e al Senato.

Voglio ricordare però che in passato il muro che si era alzato nelle scuole contro un'altra riforma, quella di Luigi Berlinguer, a lungo rimpianta, aprì la strada nella scuola alla Moratti e ai tagli di Tremonti, chiudendo il dibattito sulle vere necessità formative dei ragazzi, in una rassegnata discussione sui rotoli di carta igienica mancanti. Crediamo che investire 200 milioni per premiare il merito e l'impegno degli insegnanti, affidando ai dirigenti la responsabilità delle scelte, secondo criteri definiti da un nucleo di valutazione composto da docenti, uno studente e un genitore, sia molto più di sinistra che voler lasciare il nostro Paese, ad essere l'unico in Europa ad avere come unico criterio per l'avanzamento stipendiale l'anzianità di servizio, che comunque continuerà ad essere riconosciuta. La sinistra è cambiamento, non può essere conservazione. E il cambiamento del Paese, ha bisogno della scuola".
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