Scuola

Cocchi: "Raccoglieremo le firme per abrogare queste regole"

Parla uno dei professori simbolo della protesta: "Ho discusso del disegno di legge con Renzi per un quarto d'ora, ognuno è rimasto delle sue idee, poi, quando è andato alla lavagna, gli ho rifatto il verso in video"

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ROMA. Giovanni Cocchi, maestro per vent'anni, prof di medie per i successivi quindici (al Guercino di Bologna). E' diventato il simbolo della protesta contro la riforma della scuola. "Ho discusso del disegno di legge con Renzi per un quarto d'ora, ognuno è rimasto delle sue idee, poi, quando è andato alla lavagna, gli ho rifatto il verso in video".

Perché Bologna e perché lei al centro della rivolta?
"Bologna ha la stessa tradizione forte della scuola italiana: affonda le radici nella Resistenza e nella Costituzione. Io sono riconosciuto perché sono solo un insegnante. Non sono iscritto a un sindacato e da sempre sono un elettore di sinistra deluso. Quando il Pd va al governo diventa irriconoscibile".

Per ora ha vinto Renzi con la sua Buona scuola. Come reagirete?
"Non è finita qui. D'istinto dico che da settembre la scuola italiana farà di tutto per non far passare la riforma. Non ci sarà collaborazione con i presidi e i loro staff, sulle scartoffie da firmare creeremo problemi. Ci dedicheremo a insegnare ai nostri ragazzi, quello è sacro".

E fuori?
"Raccoglieremo le firme per abrogare una legge che divide territorio da territorio, quartiere da quartiere e che nelle scuole ricche formerà la nuova classe dirigente e in quelle povere manodopera disponibile impossibilitata ad affrancarsi nella vita. Un ritorno indietro di decenni".
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