Assunzioni scuola: i #nuovidocenti si raccontano
Teresa Macrì, da Pinerolo a Catanzaro: "È difficile tornare in Calabria ma lì almeno ho i genitori"
"Ho scelto di mettere in cima alle mie preferenze le province calabresi perché mi erano più comode: a Vibo Valentia ci sono i miei genitori e ho pensato che avrebbero potuto darmi una mano. Ora il ministero mi propone di spostarmi a Catanzaro.
Però la mia vita è qui, a Pinerolo, e qui che voglio tornare", racconta Maria Teresa Macrì, 42 anni, insegnante tecnico-pratica di informatica che da 20 anni abita nella cittadina del Torinese. " Sono contentissima per aver raggiunto questo traguardo", precisa. Eppure la gioia è smorzata dall'incertezza sul futuro: "Mio marito Nicola lavora qui, fa l'operaio. Abbiamo un mutuo da pagare. I miei due figli sono già grandi, hanno i loro amici. Tornare in Calabria sarà durissima. Avrei preferito rimanere precaria finché non si fosse liberato un posto vicino a Pinerolo". Invece la procedura ideata dal ministero vuole farla tornare nella sua regione di origine: "È un disagio grande, che mi allontanerà dalla mia famiglia. Purtroppo però non ci hanno messo nelle condizioni di poter rifiutare", si sfoga Maria Teresa Macrì. L'ultima ancora di salvezza potrebbe essere una supplenza: "Per il mio insegnamento qui nel Torinese non sono ancora state distribuite le cattedre annuali". (s. p.)
Sonia Sarli. da Taranto ad Ascoli: "Per me è l'ultima spiaggia a 62 anni cambio vita"
Fra i precari condannati alla transumanza pur di occupare una cattedra di ruolo c'è Sonia Sarli, docente tarantina delle superiori. Il cervellone l'ha spedita ad Ascoli, a 500 chilometri da casa. "Dopo 15 anni di insegnamento nel sostegno mi aspettavo una conferma. Invece mi hanno affidato una disciplina che ho insegnato per 6 mesi di supplenza 10 anni fa, abbigliamento e moda, una materia complicata che prevede anche laboratorio. Bisogna essere competenti ed aggiornati". "Mi è letteralmente crollato il mondo addosso. Non sapevo più che fare. Mi son detta che è l'ultima spiaggia, che non posso rifiutare anche se l'idea di cambiare vita e città a 62 anni mi terrorizza. Mio marito ha cercato di farmi forza, mi ha detto che avrebbe chiesto un distacco temporaneo dal suo ufficio per seguirmi.
Avremmo lasciato a Taranto due figli grandi e mia suocera, che abita nel nostro stesso palazzo ed ha 92 anni".
Dopo una notte insonne di telefonate e messaggi con colleghe incredule Sonia ha deciso di accettare, "vado avanti costi quel che costi". Ieri mattina è andata al provveditorato e lì si è accesa una speranza. "Dicono che forse non dovrò trasferirmi. Basterà prendere una supplenza annuale qui e poi accetterò il ruolo l'anno successivo". (v. r.)
Benedicta Manfredi, da Milano a Catania: "Spedita da Nord a Sud per insegnare violino"
"Da Milano sono stata mandata a Catania, che era per me la 78° provincia in ordine di preferenza. Ho due figli piccoli iscritti a scuola a Milano, mio marito lavora a Bologna, abbiamo già due case, quest'ultima tappa è il colmo. Siamo qui tutti a rantolare dall'ansia dopo un'estate d'inferno". Benedicta Manfredi, 44 anni, musicista che insegna violino alle scuole medie, è stata destinata dal "cervellone" del ministero a una cattedra distante 1.300 chilometri da casa sua. E ora si dice "un po' arrabbiata per l'epilogo di questo piano scellerato". "Lo racconto ai vicini di casa e non ci credono - spiega l'insegnante - io non dormo da mesi pensando a questo momento. Poi a mezzanotte e mezza è arrivata l'e-mail, i miei figli ancora svegli accanto a me a guardare lo schermo del computer". Come molti suoi colleghi, Benedicta aspetta l'assegnazione delle supplenze annuali, sperando di poter restare a Milano o almeno rimandare di un anno la "trasferta" a Catania. "La nostra classe di concorso è particolare - spiega - il primo in graduatoria da Vicenza ha preso il posto a Cremona. Io aspetto la convocazione per le supplenze, se non arriva in tempo utile non so che fare". (e. c.)
Franca Ferroni, da Bologna senza destinazione: "Ho 55 anni e tre figli ma non mi ha voluto nessuno"
"Dopo tanto "battage" sui trasferimenti forzati, dopo tanta apprensione nel compilare la domanda di assunzione, alla fine non mi hanno preso. Sembrava che il problema fosse quello di spostarsi, ma la questione è stata posta male, quella battaglia era sbagliata. A me hanno scritto che hanno ricevuto la domanda, ma non ci sono posti disponibili, anche se ero in due graduatorie, quindi resto in "ballo" per la fase C. Ma rischio di non essere chiamata neanche lì. E allora di noi che dopo un precariato infinito non abbiamo neanche un posto non si occupa nessuno?". La professoressa Franca Ferroni, 55 anni e tre figli, insegnante di diritto, economia e finanze a Bologna, precaria da più di 15 anni, si trova di fronte a una doppia incognita. "Non so se sarò presa e nel caso, visto che ormai rientro nella fase C, non so cosa andrò a insegnare - dice - ma io non sto chiedendo l'elemosina, rivendico un mio diritto, in base alla sentenza della Corte Europea. Le mie colleghe nelle graduatorie ad esaurimento sono nella mia stessa situazione, siamo "appese" alla convocazione per le supplenze". Un appuntamento "clou" per tutti: quelli che non si vogliono trasferire e quelli che non hanno un posto. (e. c.)
Barbara La Barbera da Palermo ad Alessandria: "Mia figlia resterà a Palermo lasciarla sarà la prova più dura"
La sua Cecilia ha soltanto un mese di vita, ma a novembre dovrà lasciarla a Palermo per non perdere la cattedra di Italiano conquistata martedì notte nella provincia di Alessandria. Barbara La Barbera, 37 anni, da undici precaria della scuola, ha sperato fino all'ultimo momento in una supplenza annuale che potesse salvarla almeno per un anno dall'esodo al Nord. "A fine novembre si concluderà il periodo di riposo previsto per la maternità - racconta la professoressa siciliana - a quel punto dovrò fare le valigie e riorganizzare la mia vita. La mia bambina è troppo piccola per essere accudita da estranei ad Alessandria. Preferisco sapere che è al sicuro a Palermo con i miei cari e sacrificarmi viaggiando ogni fine settimana per vederla. Certo, mi perderò tante cose della sua crescita". Oltre a essere inserita da tempo nelle graduatorie a esaurimento, Barbara La Barbera è risultata idonea anche all'ultimo concorso del 2012. "Del mio stipendio non rimarrà nulla: fra viaggi per la Sicilia, affitto della casa e altre spese, sarà davvero difficile. Ma avere lontana Cecilia sarà di sicuro la prova più dura. (c. b.)