ROMA - Questa volta, niente Capodanno della scuola: i precari non dovranno attendere la nomina in piena notte. E per i supplenti di seconda fascia è ormai pronto un concorso da 64mila posti. Il ministero dell'Istruzione ha comunicato ieri ai sindacati che le proposte di assunzione per la fase C arriveranno, sempre per email, alle 16 di martedì 10 novembre. Per accettare ci sarà tempo fino alle 15,59 del 20 novembre. E da quel giorno scatteranno le assunzioni vere e proprie: i provveditorati agli studi organizzeranno le convocazioni per la scelta delle scuole e finalmente 55mila tra precari iscritti nelle graduatorie ad esaurimento (quelli che hanno presentato domanda di assunzione entro lo scorso 14 agosto) e idonei del concorso 2012 si presenteranno a scuola per potenziare l'organico dell'autonomia.
Gli uffici scolastici regionali hanno comunicato da tempo i contingenti di immissioni in ruolo per provincia, grado di istruzione e classe di concorso. In realtà, è stato un ufficio del ministero a inviare alle singole regioni i posti da assegnare, per evitare il più possibile che si ripetesse l'esodo di supplenti da Sud a Nord e viceversa della fase B, quando vennero assunti poco più di 8mila e 500 precari. Per questa ragione, i trasferimenti di regione dovrebbero limitarsi al minimo. Anche perché delle 55mila cattedre disponibili circa 20mila potrebbero rimanere vacanti per mancanza di aspiranti. Intanto, il bando per il concorso da bandire entro il primo dicembre prossimo ha preso forma. Il sottosegretario Davide Faraone ha annunciato anche come verranno ripartiti i 63mila e 700 posti che si contenderanno circa 166mila precari già abilitati.
"Il concorso - spiega Faraone - sarà l'unica via di accesso alla professione. E, nel prossimo, saranno coinvolti tutti quei settori rimasti finora scoperti: saranno 6.800 i posti per la scuola dell'infanzia, 15.900 quelli per la primaria, 13.800 quelli previsti per le medie, 16.300, infine, i posti disponibili per la secondaria di secondo grado. Matematica, lingue e italiano le discipline più richieste dalle scuole". A cui si aggiungeranno altri 10.900 cattedre di sostegno. Per accedere al concorso, occorrerà essere abilitati. In lizza circa 166mila precari d'istituto: laureati in Scienze della formazione primaria (secondo il vecchio ordinamento) che hanno conseguito la laurea dopo il 2010/2011, diplomati magistrali, "congelati" Ssis e coloro che hanno acquisito l'abilitazione attraverso i Tfa (i tirocini formativi attivi) e i Pas (i percorsi abilitanti speciali).
E, come ha raccomandato il parlamento durante l'approvazione della Buona scuola, non dovrebbe esserci la lotteria del test di accesso. In linea generale, per il concorso che si svolgerà per ambiti regionali sarà evitato l'odioso test di scrematura fino a un rapporto posti-candidati di uno a quattro. Si sta lavorando per evitare il quizzone all'elementare e alla materna, dove gli aspiranti potrebbero essere parecchi. Due le prove da affrontare: lo scritto, che dovrebbe essere computer-based, cioè svolto al computer, e la prova orale con simulazione di una lezione. Le prove dovrebbero accertare, più che le competenze disciplinari, quelle didattiche e pedagogiche. Al termine delle due prove, verranno ammessi al massimo un numero di idonei pari al numero dei posti incrementato del 10 per cento. Che verranno assunti nei primi due anni.
L'ultima novità, rispetto al passato, sarà quella che il vincitore di concorso non sceglierà la scuola dove prendere servizio ma l'ambito territoriale - che avrà dimensione sub-provinciale - dal quale i dirigente scolastico attingerà per coprire i posti vacanti della propria scuola. "Avevamo detto con la Buona Scuola assumeremo 160mila docenti, tutti i docenti di cui le scuole hanno bisogno per realizzare in autonomia il loro progetto formativo. E pochi - dichiara Faraone - avevano creduto riuscissimo nell'impresa. Un'impresa titanica che nessun governo finora aveva mai tentato. Non ci crederete, ma siamo stati prudenti. Tra il 2015 e il 2018 entreranno in ruolo circa 180mila insegnanti, forze giovani che daranno una marcia in più alla scuola italiana".
Gli uffici scolastici regionali hanno comunicato da tempo i contingenti di immissioni in ruolo per provincia, grado di istruzione e classe di concorso. In realtà, è stato un ufficio del ministero a inviare alle singole regioni i posti da assegnare, per evitare il più possibile che si ripetesse l'esodo di supplenti da Sud a Nord e viceversa della fase B, quando vennero assunti poco più di 8mila e 500 precari. Per questa ragione, i trasferimenti di regione dovrebbero limitarsi al minimo. Anche perché delle 55mila cattedre disponibili circa 20mila potrebbero rimanere vacanti per mancanza di aspiranti. Intanto, il bando per il concorso da bandire entro il primo dicembre prossimo ha preso forma. Il sottosegretario Davide Faraone ha annunciato anche come verranno ripartiti i 63mila e 700 posti che si contenderanno circa 166mila precari già abilitati.
"Il concorso - spiega Faraone - sarà l'unica via di accesso alla professione. E, nel prossimo, saranno coinvolti tutti quei settori rimasti finora scoperti: saranno 6.800 i posti per la scuola dell'infanzia, 15.900 quelli per la primaria, 13.800 quelli previsti per le medie, 16.300, infine, i posti disponibili per la secondaria di secondo grado. Matematica, lingue e italiano le discipline più richieste dalle scuole". A cui si aggiungeranno altri 10.900 cattedre di sostegno. Per accedere al concorso, occorrerà essere abilitati. In lizza circa 166mila precari d'istituto: laureati in Scienze della formazione primaria (secondo il vecchio ordinamento) che hanno conseguito la laurea dopo il 2010/2011, diplomati magistrali, "congelati" Ssis e coloro che hanno acquisito l'abilitazione attraverso i Tfa (i tirocini formativi attivi) e i Pas (i percorsi abilitanti speciali).
E, come ha raccomandato il parlamento durante l'approvazione della Buona scuola, non dovrebbe esserci la lotteria del test di accesso. In linea generale, per il concorso che si svolgerà per ambiti regionali sarà evitato l'odioso test di scrematura fino a un rapporto posti-candidati di uno a quattro. Si sta lavorando per evitare il quizzone all'elementare e alla materna, dove gli aspiranti potrebbero essere parecchi. Due le prove da affrontare: lo scritto, che dovrebbe essere computer-based, cioè svolto al computer, e la prova orale con simulazione di una lezione. Le prove dovrebbero accertare, più che le competenze disciplinari, quelle didattiche e pedagogiche. Al termine delle due prove, verranno ammessi al massimo un numero di idonei pari al numero dei posti incrementato del 10 per cento. Che verranno assunti nei primi due anni.
L'ultima novità, rispetto al passato, sarà quella che il vincitore di concorso non sceglierà la scuola dove prendere servizio ma l'ambito territoriale - che avrà dimensione sub-provinciale - dal quale i dirigente scolastico attingerà per coprire i posti vacanti della propria scuola. "Avevamo detto con la Buona Scuola assumeremo 160mila docenti, tutti i docenti di cui le scuole hanno bisogno per realizzare in autonomia il loro progetto formativo. E pochi - dichiara Faraone - avevano creduto riuscissimo nell'impresa. Un'impresa titanica che nessun governo finora aveva mai tentato. Non ci crederete, ma siamo stati prudenti. Tra il 2015 e il 2018 entreranno in ruolo circa 180mila insegnanti, forze giovani che daranno una marcia in più alla scuola italiana".