Scuola

Miur: "Il preside può nominare un supplente bidello ma sotto la sua responsabilità"

La circolare del ministero dell'Istruzione ha fatto infuriare i sindacati, in particolare quando parla della possibilità di sostuire un lavoratore, pensionato o deceduto, a patto che "fosse davvero utile e necessario al funzionamento del servizio"
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"E' possibile nominare un supplente al posto di un bidello o un assistente amministrativo venuto a mancare improvvisamente?". Dev'essere stata questa la domanda che si sono posti alcuni presidi italiani ma che, di fronte all'assurdità del quesito, ha fatto andare su tutte le furie i sindacati. Quella che sembrava una risposta ovvia - visto che se nel bel mezzo dell'anno scolastico il posto del malcapitato che passa a miglior vita (o del pensionato che raggiunge l'agognato traguardo) rimane libero occorre procedere alla sostituzione con un supplente - ha richiesto un articolato intervento del ministero dell'Istruzione. Che consegna alle segreterie scolastiche una surreale risposta (la nota numero 10073): la sostituzione si può fare solo, ma solo in casi eccezionali e sotto la responsabilità del dirigente scolastico. Una interpretazione della normativa che non è piaciuta affatto ai rappresentanti dei lavoratori.

"Lascia sconcertati - dichiara Maddalena Gissi, a capo della Cisl scuola - la fatica con cui" il ministero "riconosce quello che il buon senso darebbe per scontato. A patto - e qui lo scrupolo del Ministero si fa quasi maniacale - che il pensionato, o il deceduto, fossero davvero utili e necessari al funzionamento del servizio". Per la Uil scuola si tratta di "una circolare inutile che ignora la realtà delle scuole" e per la Flc Cgil di un chiarimento "insufficiente" viste le condizioni in cui versano le scuole. La vicenda prende le mosse da una disposizione contenuta nella legge di Stabilità per il 2015 che vieta tassativamente ai presidi di nominare supplenti per il personale Ata - amministrativo, tecnico e ausiliario - per i primi sette giorni di assenza.

Ma, anche se il poveretto che muore si assenta per sempre, i presidi che si sono rivolti al Miur erano così terrorizzati dalle conseguenze personali da una nomina "ingiustificata" e dalle eventuali conseguenze erariali che hanno preferito cercare il conforto di viale Trastevere. La nota dello scorso 14 aprile recita infatti: "Solo quando ricorrano le ipotesi eccezionali di cui sopra (decesso e pensionamento, ndr) e sia irrimediabilmente compromesso il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche, potendosi configurare l'interruzione del pubblico servizio i dirigenti valuteranno caso per caso la possibilità di ricorrere alla nomina di un supplente". Ma non è detto che ciò avvenga. Perché il capo d'istituto dovrà effettuare la nomina "sotto la propria responsabilità e con adeguato provvedimento che motivi dettagliatamente le causa oggettive di impossibilità di funzionamento del pubblico servizio".
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