Scuola

Attacco informatico a sito Invalsi, denunciati 4 hacker

L'operazione della polizia postale dopo mesi di indagini. I giovani, denunciati per accesso abusivo a sistema informatico di pubblico interesse al termine dell'anno scolastico 2015-16, volevano acquisire il controllo del sito e impossessarsi dei dati contenuti nei database
 

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ROMA - Avevano attaccato il sito dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo (Invalsi), e puntavano a impossessarsi dei dati contenuti nel database. Per questo motivo quattro giovani hacker, residenti nelle provincie di Venezia, Torino, Firenze e Matera, sono stati denunciati dopo una lunga e approfondita indagine, condotta dalla polizia postale.

Il tutto è scaturito in seguito all'attacco informatico, eseguito al termine dell'anno scolastico appena concluso, ai danni del sito di Invalsi, istituto di ricerca che, sotto il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, ha raccolto, dal 1999, l'eredità del Centro Europeo dell'Educazione (Cede), i cui  compiti principali sono incentrati in gran parte sulla valutazione del sistema scolastico italiano e sulla preparazione annuale dei testi della prova scritta di nazionale volta a verificare i livelli di apprendimento conseguiti dagli studenti nell'esame di Stato al terzo anno della scuola secondaria di primo grado. I quattro giovani hacker sono stati denunciati per "accesso abusivo al sistema informatico di pubblico interesse". Gli investigatori della Polizia Postale li tenevano sotto controllo da mesi. E stamattina presto si sono presentati nelle loro case, le hanno perquisite e hanno sequestrato tutti i dispositivi che i quattro utilizzavano per compiere le attività illecite loro contestate. Computer, tablet e telefoni cellulari.

I quattro giovani - riferisce una nota della polizia postale - che sono stati denunciati per accesso abusivo al sistema informatico di pubblico interesse, al termine dell'anno scolastico 2015-16, avevano effettuato un attacco informatico del tipo "SQL injection" nel sito web Invalsi.it. L'obiettivo era quello di acquisire il controllo del sito e, di conseguenza, di impossessarsi illecitamente dei dati contenuti nei database della società, sfruttando le vulnerabilità tecniche degli stessi. L'hackeraggio era stato portato a termine grazie ad un file eseguibile di tipo "backdoor" che, usato da remoto, aveva consentito ai giovani di accedere al sistema informatico. "Le successive, complesse attività tecniche di analisi delle esigue tracce informatiche lasciate dagli hacker, che si sono sempre mossi molto cautamente sfruttando le opportunità di anonimizzazione offerte dal Darknet - spiega una nota della polizia postale - hanno consentito agli investigatori del Cnaipic di isolare gli indirizzi IP utilizzati e di arrivare agli hacker, attribuendo loro in maniera inequivocabile l'attività malevola condotta in danno dei sistemi di Invalsi".

L'operazione, coordinata dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche - Cnaipic. del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il supporto dei Compartimenti di Venezia, Torino, Firenze e Matera, arriva a poche ore dal lancio della campagna "Maturità al sicuro", attraverso la quale la Polizia Postale "intende debellare - precisa ancora il comunicato - il fenomeno delle 'bufale' e delle leggende metropolitane che ruotano intorno alle prove d'esame, per evitare che gli studenti, oltre a perdere del tempo prezioso, possano anche rimetterci del denaro alla ricerca della soffiata giusta.
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