Tra Miur e sindacati l'idillio sembra già finito. Si è arenato il tavolo tecnico che dovrà definire i dettagli dell'assegnazione dei docenti alle scuole in base alle competenze: la novità introdotta e alla Buona scuola, che partirà a settembre. I tecnici del ministero e i rappresentanti dei lavoratori avrebbero dovuto fissare le regole, dopo l'accordo politico raggiunto la notte tra il 6 e il 7 luglio. Ma al momento della discussione di merito, secondo i sindacati, viale Trastevere avrebbe "cambiato le carte in tavola", anche in base allo stesso accordo proposto dal Miur ai sindacati il 7 mattina. Così con qualche perplessità e tra lo stupore degli interessati, i rappresentanti sindacali si sono alzati dal tavolo chiedendo una nuova verifica politica prima di procedere con gli aspetti più squisitamente tecnici.
Tre i motivi del contendere. Secondo l'accordo raggiunto in sede di confronto politico col sottosegretario Davide Faraone, i docenti sarebbero stati scelti dai dirigenti scolastici ma in base ai requisiti posseduti (almeno 4 su una base di dieci/venti, ancora da definire) e tra coloro che avessero prodotto domanda per quella scuola. A questo punto, in presenza di più docenti con i medesimi requisiti entrerebbe in ballo la graduatoria e i capo d'istituto si troverebbe costretto a scegliere il più anziano. Una modalità per evitare l'eccessiva libertà dei dirigenti scolastici nel reclutare il personale dagli ambiti territoriali e l'eventuale arbitrio. Ma quest'ultimo vincolo - la scelta tra coloro che avessero prodotto istanza per una determinata scuola - nell'accordo di ieri scompariva, consentendo al preside di scegliere anche tra coloro che non avevano prodotto domanda.
Un secondo motivo di contrasto è stato quello relativo ai docenti che non presentavano domanda per nessuna scuola. L'accordo del 6 scorso prevedeva che tra questi ultimi l'assegnazione delle scuole sarebbe avvenuto in base all'anzianità di servizio: i più anziani avrebbero potuto scegliere tra le scuole disponibili dell'ambito prima dei meno anziani, partendo da un comune o una scuola scelti dallo stesso docente per viciniorietà. Anche questo punto dell'accordo non compariva più ieri mattina, lasciando l'assegnazione delle scuole tra coloro che non avessero espresso preferenze agli Uffici scolastici regionali. Alcuni sindacalisti hanno letto nel dietrofront una volontà punitiva nei confronti dei docenti che non avessero presentato domanda.
L'ultimo punto contestato non è stato neppure discusso: la definizione dei requisiti tra i quali i dirigenti scolastici avrebbero dovuto indicare la quaterna decisiva per insegnare nella propria scuola. Per esempio: docente con conoscenza dell'inglese e del francese, con esperienza di alunni Bes e con maturato impegno nei test Invalsi. Perché fanno notare i rappresentanti dei lavoratori in pochi giorni è fiorito un vero e proprio mercato di corsi che in uno o pochissimi giorni rilasciano certificazioni sui più disparati aspetti della vita scolastica, ovviamente a pagamento. Ma prima che si affrontasse la questione, i sindacati si sono alzati dal tavolo e adesso per riprendere la discussione attendono una nuova convocazione da parte del sottosegretario Faraone.
Tre i motivi del contendere. Secondo l'accordo raggiunto in sede di confronto politico col sottosegretario Davide Faraone, i docenti sarebbero stati scelti dai dirigenti scolastici ma in base ai requisiti posseduti (almeno 4 su una base di dieci/venti, ancora da definire) e tra coloro che avessero prodotto domanda per quella scuola. A questo punto, in presenza di più docenti con i medesimi requisiti entrerebbe in ballo la graduatoria e i capo d'istituto si troverebbe costretto a scegliere il più anziano. Una modalità per evitare l'eccessiva libertà dei dirigenti scolastici nel reclutare il personale dagli ambiti territoriali e l'eventuale arbitrio. Ma quest'ultimo vincolo - la scelta tra coloro che avessero prodotto istanza per una determinata scuola - nell'accordo di ieri scompariva, consentendo al preside di scegliere anche tra coloro che non avevano prodotto domanda.
Un secondo motivo di contrasto è stato quello relativo ai docenti che non presentavano domanda per nessuna scuola. L'accordo del 6 scorso prevedeva che tra questi ultimi l'assegnazione delle scuole sarebbe avvenuto in base all'anzianità di servizio: i più anziani avrebbero potuto scegliere tra le scuole disponibili dell'ambito prima dei meno anziani, partendo da un comune o una scuola scelti dallo stesso docente per viciniorietà. Anche questo punto dell'accordo non compariva più ieri mattina, lasciando l'assegnazione delle scuole tra coloro che non avessero espresso preferenze agli Uffici scolastici regionali. Alcuni sindacalisti hanno letto nel dietrofront una volontà punitiva nei confronti dei docenti che non avessero presentato domanda.
L'ultimo punto contestato non è stato neppure discusso: la definizione dei requisiti tra i quali i dirigenti scolastici avrebbero dovuto indicare la quaterna decisiva per insegnare nella propria scuola. Per esempio: docente con conoscenza dell'inglese e del francese, con esperienza di alunni Bes e con maturato impegno nei test Invalsi. Perché fanno notare i rappresentanti dei lavoratori in pochi giorni è fiorito un vero e proprio mercato di corsi che in uno o pochissimi giorni rilasciano certificazioni sui più disparati aspetti della vita scolastica, ovviamente a pagamento. Ma prima che si affrontasse la questione, i sindacati si sono alzati dal tavolo e adesso per riprendere la discussione attendono una nuova convocazione da parte del sottosegretario Faraone.