Scuola

L'armadio segreto scuote l'Università di Chieti

Nell'ateneo dilaniato da guerre di potere la Guardia di finanza ha sequestrato un mobile nascosto in un muro della stanza del prorettore. All'interno faldoni sigillati su denunce, contenziosi e avanzamenti di carriera

1 minuti di lettura
ROMA - Nell’Università più conflittuale d’Italia, la Chieti-Pescara con 28mila studenti pronti a ripartire e una serie davvero lunga di contenziosi tra vecchi e nuovi dirigenti, la guardia di finanza ha sequestrato un intero armadio, tombato in un muro del rettorato. Un mobile, sigillato in precedenza dalla Finanza, pieno di documenti e recentemente occultato con il cartongesso in una stanza adibita per lungo tempo a ospitare sporadiche riunioni e, con il cambio ai vertici, oggi destinata al prorettore. Siamo di fronte agli uffici del rettore e del direttore generale, altro particolare che fa comprendere chi possa aver deciso – in un recente passato – di costruire quella nicchia nel tentativo di consegnare all’oblio bilanci contestati, vertenze milionarie e atti già sequestrati dalla Procura.

E’ stato il nuovo prorettore, Augusta Consorti, durante le operazioni estive di trasformazione dell’arredo della stanza, a insospettirsi di fronte alla curvatura di una parete della stanza. I primi colpi hanno fatto saltare la corazza e si è intravisto l'armadio. Il rettore appena insediato, Sergio Caputi, ha chiesto allora l’intervento della finanza, che la mattina del 4 luglio ha abbattuto la parete in cartongesso, aperto l’armadio e sequestrato gli scheletri contenuti all’interno, ovvero faldoni sigillati e conservati con cura. Il rettore, quindi, ha avvisato anche i carabinieri. Che cosa c’è all’interno dei dossier? Gli investigatori, e lo stesso rettore, non parlano, ma si è appreso che i tre fascicoli più ponderosi riguardano i rapporti della vecchia dirigenza con il personale (richiami, sospensioni, denunce, avanzamenti di carriera), gli atti delle graduatorie a scorrimento veloce predisposti dall’ateneo (anche questi frutto di contestazioni e denunce in Procura) e tutto l’oneroso contenzioso dell’Università di Chieti-Pescara con il Cus Chieti, la sua società sportiva: la Banca Bper, su questo fronte, aveva chiesto l'immediato pagamento del mutuo da 23 milioni concesso e della fidejussione rilasciata dall’ateneo a garanzia della società sportiva.

La finanza sta cercando, innanzitutto, di comprendere quando è stata realizzata la nicchia, con quali lavori e se sono stati appaltati. Le indagini mettono al centro due “ere universitarie”: quella di Franco Cuccurullo, rettore dal 1997 al 2012 (con Marco Napoleone direttore generale, estromesso nel 2011) e soprattutto quella che va dal 2012 al 2017 con Carmine Di Ilio al vertice, caratterizzata dalla forte impronta del contestato dg Filippo Del Vecchio. Il primo dirigente lo scorso marzo era stato interdetto per sei mesi e ora – dopo una sentenza della Cassazione favorevole – chiede di essere reintegrato.

L’Università D’Annunzio era stata al centro dell’attenzione del ministero dell’Istruzione anche per la vicenda dei 411 falsi diplomi che avrebbero garantito 411 false lauree, questione poi rientrata.
I commenti dei lettori