ROMA - Da metà settembre, con l'avvio dell'anno scolastico, le scuole superiori apriranno il pomeriggio. Ci sono 187 milioni di euro, Fondi Pon, quindi del ministero dell'Istruzione, e in questi giorni si stanno distribuendo alle segreterie di 4.633 istituti, tutti pubblici. Un numero considerevole, il 64 per cento delle medie inferiori del Paese e il 36 delle superiori. Con questa liquidità si consentirà l'apertura dei plessi oltre le ore 14 - come da programma e da promesse della Legge 107 - per svolgervi all'interno attività extra.
Per il progetto "Scuole al centro" ogni istituto ha indicato le priorità. Nelle classi pomeridiane si faranno - con orari e modi gestiti da ogni singolo istituto - soprattutto tre cose: sport (il 28 per cento dei progetti), teatro e musica. In percentuale inferiore si è scelto di irrobustire la lingua inglese e le discipline digitali. Il monte ore totale è pari a un milione, 215 ore per istituto è la media (ma, appunto, ogni dirigente scolastico ha già indicato il tempo che impiegherà secondo possibilità economiche e disponibilità di personale).
"Abbiamo aperto le scuole perché è giusto far fare esperienze vere", ha detto il sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi parlando da un istituto nautico di Catania. "Daremo vita ad alternanza, apprendistato, laboratori, competenze, inclusione e contrasto alla dispersione". A Catania, precisamente, i progetti finanziati sono stati 150 e il Nautico "Duca degli Abruzzi" ha iniziato le attività extra già quest'estate, uno dei pochi in Italia. Scuola di vela e di pesca. Il dieci per cento degli istituti partecipanti aprirà l'esperimento nell'estate 2018, tutti gli altri il prossimo settembre. La Campania ha il maggior numero di scuole coinvolte: 860. Poi la Sicilia: 692 progetti finanziati. In Puglia 569 istituti hanno aderito e in Lombardia 380. Duecentoventun scuole si trovano nelle aree colpite dal sisma: 84 nelle Marche e altre 84 in Umbria, 47 in Abruzzo, 6 nel Lazio. In tutto il Paese saranno coinvolti 700mila studenti e 33mila genitori.
La scorsa estate l'apertura pomeridiana aveva riguardato 400 istituti di Roma, Milano, Napoli e Palermo, un piccolo investimento che avrebbe dovuto essere moltiplicato per quindici per settembre 2016. Ma il 16 settembre si riuscì solo a pubblicare il bando dal lungo titolo: "Progetti di inclusione sociale e lotta al disagio nonché per garantire l'apertura delle scuole oltre l'orario scolastico soprattutto nelle aree a rischio e in quelle periferiche". Il 30 gennaio scorso si è insediata la commissione per valutare i progetti presentati. Nell'assegnazione dei punteggi - oltre al progetto - hanno contato i dati Invalsi, il tasso di abbandono scolastico, lo svantaggio sociale del territorio di appartenenza. Dei 187 milioni totali, 74,7 milioni sono andati alle scuole delle regioni più sviluppate, dove si è registrato un tasso di adesione all'avviso del 37 per cento, 9,5 milioni sono stati assegnati agli istituti delle regioni in transizione (tasso di adesione del 41per cento) e 102,9 milioni alle regioni in ritardo di sviluppo (tasso di adesione oltre l'81 per cento).
Per il progetto "Scuole al centro" ogni istituto ha indicato le priorità. Nelle classi pomeridiane si faranno - con orari e modi gestiti da ogni singolo istituto - soprattutto tre cose: sport (il 28 per cento dei progetti), teatro e musica. In percentuale inferiore si è scelto di irrobustire la lingua inglese e le discipline digitali. Il monte ore totale è pari a un milione, 215 ore per istituto è la media (ma, appunto, ogni dirigente scolastico ha già indicato il tempo che impiegherà secondo possibilità economiche e disponibilità di personale).
"Abbiamo aperto le scuole perché è giusto far fare esperienze vere", ha detto il sottosegretario all'Istruzione Gabriele Toccafondi parlando da un istituto nautico di Catania. "Daremo vita ad alternanza, apprendistato, laboratori, competenze, inclusione e contrasto alla dispersione". A Catania, precisamente, i progetti finanziati sono stati 150 e il Nautico "Duca degli Abruzzi" ha iniziato le attività extra già quest'estate, uno dei pochi in Italia. Scuola di vela e di pesca. Il dieci per cento degli istituti partecipanti aprirà l'esperimento nell'estate 2018, tutti gli altri il prossimo settembre. La Campania ha il maggior numero di scuole coinvolte: 860. Poi la Sicilia: 692 progetti finanziati. In Puglia 569 istituti hanno aderito e in Lombardia 380. Duecentoventun scuole si trovano nelle aree colpite dal sisma: 84 nelle Marche e altre 84 in Umbria, 47 in Abruzzo, 6 nel Lazio. In tutto il Paese saranno coinvolti 700mila studenti e 33mila genitori.
La scorsa estate l'apertura pomeridiana aveva riguardato 400 istituti di Roma, Milano, Napoli e Palermo, un piccolo investimento che avrebbe dovuto essere moltiplicato per quindici per settembre 2016. Ma il 16 settembre si riuscì solo a pubblicare il bando dal lungo titolo: "Progetti di inclusione sociale e lotta al disagio nonché per garantire l'apertura delle scuole oltre l'orario scolastico soprattutto nelle aree a rischio e in quelle periferiche". Il 30 gennaio scorso si è insediata la commissione per valutare i progetti presentati. Nell'assegnazione dei punteggi - oltre al progetto - hanno contato i dati Invalsi, il tasso di abbandono scolastico, lo svantaggio sociale del territorio di appartenenza. Dei 187 milioni totali, 74,7 milioni sono andati alle scuole delle regioni più sviluppate, dove si è registrato un tasso di adesione all'avviso del 37 per cento, 9,5 milioni sono stati assegnati agli istituti delle regioni in transizione (tasso di adesione del 41per cento) e 102,9 milioni alle regioni in ritardo di sviluppo (tasso di adesione oltre l'81 per cento).