Napoli, la carica degli ottomila ai test di Medicina
In totale i posti disponibili per Medicina e Odontoiatria sono poco più di diecimila (9.100 per la prima e 908 per la seconda). Nei prossimi giorni toccherà agli altri corsi di laurea. Domani, 6 settembre, è prevista la prova per Medicina veterinaria mentre, per giovedì 7, è fissata quella per le aspiranti matricole di Architettura. Il 13 settembre sono previsti i test per le Professioni sanitarie. A seguire, il 14 e il 15 via alle selezioni, rispettivamente, per Medicina e Chirurgia in inglese e per Scienze della formazione primaria.
· LE PROTESTE
La rete studentesca "Link - Coordinamento universitario" ha contestato lo svolgimento dei test di ingresso di medicina con presidi e flash mob davanti ai principali atenei italiani. A Roma i contestatori si sono riuniti davanti alla Sapienza. "Quest'anno Medicina ha visto un nuovo taglio - spiega il coordinatore Andrea Torti -, da 9224 a 9100 posti. La progressiva riduzione del numero dei posti è inaccettabile e va a ledere ulteriormente il diritto allo studio, già colpito da un test assolutamente iniquo". A riaccendere la polemica, puntuale ad ogni settembre, è stata quest'anno la sentenza con cui il Tar del Lazio ha bocciato il test a numero chiuso per le facoltà umanistiche alla Statale di MIlano.
Roma, test Medicina: flash mob contro il numero chiuso davanti alla Sapienza
Flash mob alla Sapienza di Roma questa mattina alle 7,30 contro i test di ingresso di Medicina. In tutta Italia si stanno per svolgere infatti le prove di ingresso e come ogni anno, non mancano le contestazioni. "Quest'anno Medicina ha visto un nuovo taglio da 9224 a 9100 posti- dichiara Andrea Torti, Coordinatore di Link Coordinamento Universitario - la progressiva riduzione del numero di posti per l'accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e' inaccettabile e va a ledere ulteriormente il diritto allo studio, gia' colpito da un test assolutamente iniquo." Per Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti, "e' inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi, i test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare e ridurre in numero i futuri studenti universitari. La sentenza di Milano sul numero chiuso a Studi Umanistici dimostra che la selezione all'ingresso e' ingiusta e va abolita, servono assunzioni e finanziamenti per garantire il diritto costituzionalmente sancito di accedere ai gradi piu' alti degli studi."
"I test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare e ridurre in numero i futuri studenti universitari - afferma Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti - e la sentenza di Milano sul numero chiuso a Studi umanistici dimostra che la selezione all'ingresso è ingiusta e va abolita. Servono assunzioni e finanziamenti per garantire il diritto costituzionalmente sancito di accedere ai gradi più alti degli studi".
Ai cori, agli slogan e agli striscioni contro il numero chiuso davanti alla Sapienza, a Roma, si sono aggiunti, in piazza Montecitorio, quelli degli specializzandi che, in camice bianco, hanno protestato "per l'attesa, da oltre un anno e mezzo, del bando per l'accreditamento delle scuole di specializzazione di medicina".
· GLI ATENEI
Studiare Medicina a Milano risulta più difficile che in altre città italiane. Ad accedere, nel capoluogo lombardo, sarà uno studente ogni dieci. In 3.229 aspiranti camici bianchi si sono contesi stamani, al Forum di Assago, affittato per l'occasione dall'Università Statale, 339 posti. Percentuale d'accesso simile a Torino, dove in 3.171 si sono giocati 350 slot. Si scende a uno su nove a Bologna, dove in 3.161 sono in lizza per 355 ammissioni.
Università, in tremila al Forum di Milano per i test di medicina. Spunta striscione contro il numero chiuso
Tremila e 229 candidati a contendersi 339 posti. La concorrenza tra gli aspiranti medici è agguerrita: vista l'affluenza, l'università Statale di Milano ha dovuto affittare il Forum di Assago per ospitare gli aspiranti camici bianchi che hanno deciso di partecipare al test d'ingresso. Nonostante quest'anno i posti disponibili fossero leggermente inferiori rispetto all'anno scorso (erano 350), le domande sono aumentate: 210 in più rispetto alle 3019 del test del 2016. Nella folla, tra gli studenti in attesa di entrare all'interno del Forum è spuntato anche uno striscione con la scritta: "#Effetto domino. Da Milano a Palermo via il numero chiuso. Aboliamo la 264/99". Il riferimento è alla recente sentenza del Tar Lazio che ha bocciato il numero chiuso nella facoltà di studi umanistici della Statale di Milano. Il provvedimento, spiegano Udu e Rete degli studenti, "rischia di creare un effetto domino in tutte le università italiane". Le due associazioni hanno distribuito agli aspiranti medici la "Guida al test sicuro" e si sono dette pronte a raccogliere ogni segnalazione di irregolarità. A misurarsi con il test al Forum, sono state soprattutto le donne: 7 candidati su 10 (68%) sono di sesso femminile, e sono tante le giovanissime. Tra queste ci sono anche due 17enni, le più giovani in assoluto. Il candidato più anziano ha 58 anni
· COSTI D'ISCRIZIONE
La data è unica, le domande identiche per tutti, uguali le modalità di svolgimento, la correzione è accentrata e simultanea, la graduatoria è una sola ed è valida per tutto il territorio nazionale. Eppure c'è chi ha speso 10 euro (alla Bicocca di Milano) e chi invece 100 (a Vercelli e alla Seconda Università di Napoli) per iscriversi al test. Secondo il calcolo di Skuola.net si tratta di un giro d'affari, quello che ruota intorno ai test, che supera i 3,5 milioni di euro. Si tratta di un copione che si ripete ogni anno. Per provare a completare le 100 crocette a Messina si sono spesi 90 euro, a Salerno 80, mentre 60 ne sono serviti a Bologna, Ferrara, Perugia, Pisa, Pavia e Siena. Soltanto 20 euro per iscriversi a Varese, penultima in questa particolare classifica solo dopo la Bicocca di Milano che ne richiede la metà. Per gli atenei privati i costi salgono intorno a una media di 145 euro, che diventano 170 per tentare di entrare al San Raffaele di Milano.
· I LAUREATI
I laureati in Medicina hanno quasi tutti frequentato il liceo scientifico (59 per cento) o classico (32 per cento). Secondo i dati forniti da AlmaLaurea gli studi vengono portati a termine, in media, intorno ai 27 anni e per farlo si impiegano 7,3 anni. Il voto medio di laurea è altissimo, 110 su 110. L'88 per cento dei medici, dopo la laurea, è impegnato in attività di formazione come tirocinio, scuola di specializzazione post-laurea o collaborazione volontaria. Entro il primo anno dal termine degli studi il 64 per cento dei nuovi medici ha un posto di lavoro e guadagna in media 1.530 euro al mese.