I primi dati danno ragione all’Invalsi: il pericolo di un clamoroso flop per la prima uscita del test in modalità CBT (Computer-based) è scongiurato. L’istituto di via Ippolito Nievo ieri pomeriggio ha comunicato i dati delle classi campione, quelle che servono per sviluppare i primi risultati sulle competenze in Italiano, Matematica e (da quest’anno) in Inglese (Lettura e Ascolto) dei studenti alle prese con l’ultimo anno della scuola media. E a cinque giorni dalla conclusione della procedura, che si concluderà sabato 21 aprile, il numero degli studenti che ha svolto le quattro prove si aggira attorno al 95 per cento. Un successo che va oltre le aspettative degli stessi vertici dell’Invalsi viste le preoccupazioni della vigilia sulle attrezzature non modernissime di parecchie scuole del Belpaese.
“E’ andata meglio delle previsioni – spiega Paolo Mazzoli, presidente dell’Istituto nazionale di valutazione – Certo, non è stata una passeggiata: ogni giorno abbiamo dovuto fronteggiare molte richieste di assistenza tecnica e oltre cento telefonate da tutta Italia. Ma possiamo dire che, per la statistica, non ci sono ormai problemi”. La quantità di prove svolte dagli studenti in procinto di cimentarsi con gli esami conclusivi del primo ciclo, oltre 574mila, sono in tutto un milione e 900mila: l’83 per cento dei due milioni e 300 mila attese. E manca ancora una manciata di giorni. “Continueremo a fare svolgere le prove, con sessioni di recupero, anche dopo il 21 aprile a quegli studenti che non hanno potuto sostenerle”, conferma Mazzoli.
Perché da quest’anno avere svolto i quattro test non avrà nessun impatto sul voto finale ma sarà requisito indispensabile per sedersi davanti alla commissione. E quindi dovranno timbrare il cartellino tutti gli studenti che intendono andare agli esami. Non uno di meno. Per confezionare la prima prova al computer nella storia dei test più contestati della scuola italiana, i tecnici dell’Invalsi hanno avuto meno di un anno a disposizione: dieci mesi e mezzo. In cui, oltre alle prove al computer, se n’è aggiunta un’altra: le due di Inglese Lettura e Ascolto. E il milione e 900mila prove già vidimate sono equamente distribuite in tutto il territorio nazionale. “Soltanto 7/8 scuole resteranno fuori dalle prove alla fine dell’intera procedura, ma ci siamo organizzati – conclude il presidente dell’Invalsi – con un furgoncino e poteremo computer e attrezzature sul posto per svolgere le prove”.
Salvo Intravaia
“E’ andata meglio delle previsioni – spiega Paolo Mazzoli, presidente dell’Istituto nazionale di valutazione – Certo, non è stata una passeggiata: ogni giorno abbiamo dovuto fronteggiare molte richieste di assistenza tecnica e oltre cento telefonate da tutta Italia. Ma possiamo dire che, per la statistica, non ci sono ormai problemi”. La quantità di prove svolte dagli studenti in procinto di cimentarsi con gli esami conclusivi del primo ciclo, oltre 574mila, sono in tutto un milione e 900mila: l’83 per cento dei due milioni e 300 mila attese. E manca ancora una manciata di giorni. “Continueremo a fare svolgere le prove, con sessioni di recupero, anche dopo il 21 aprile a quegli studenti che non hanno potuto sostenerle”, conferma Mazzoli.
Perché da quest’anno avere svolto i quattro test non avrà nessun impatto sul voto finale ma sarà requisito indispensabile per sedersi davanti alla commissione. E quindi dovranno timbrare il cartellino tutti gli studenti che intendono andare agli esami. Non uno di meno. Per confezionare la prima prova al computer nella storia dei test più contestati della scuola italiana, i tecnici dell’Invalsi hanno avuto meno di un anno a disposizione: dieci mesi e mezzo. In cui, oltre alle prove al computer, se n’è aggiunta un’altra: le due di Inglese Lettura e Ascolto. E il milione e 900mila prove già vidimate sono equamente distribuite in tutto il territorio nazionale. “Soltanto 7/8 scuole resteranno fuori dalle prove alla fine dell’intera procedura, ma ci siamo organizzati – conclude il presidente dell’Invalsi – con un furgoncino e poteremo computer e attrezzature sul posto per svolgere le prove”.
Salvo Intravaia