Contratto Lega-M5s: nella versione definitiva asili nido gratuiti solo "per famiglie italiane"
di CARMELO LEO
Nella bozza del 15 maggio c'era la proposta di riservarli anche ai figli di immigrati residenti nel nostro Paese da almeno 5 anni. Un dietrofront che si aggiunge alla lista delle modifiche dell'ultima ora al programma
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ROMA - Il passaggio dalla bozza alla versione definitiva del contratto di governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle ha comportato una serie di modifiche dell'ultim'ora. I due leader, Matteo Salvini e Luigi Di Maio si erano infatti riservati l'ultima parola su una serie di temi delicati, su cui neanche gli esperti presenti al tavolo tecnico avevano trovato una posizione unanime. Uno di questi temi è stato quello del rilancio economico delle famiglie, attraverso sgravi di vario tipo.
Uno dei propositi del nuovo esecutivo giallo-verde sarà infatti quello, come si legge sul programma, di "rifinanziare gli Enti locali dando priorità al welfare familiare". Un obiettivo da raggiungere non solo attraverso delle politiche ad hoc per gli anziani, le donne e le periferie. Ma anche introducendo tariffe agevolate o gratuite sull'iscrizione dei bambini agli asili nido.
A pagina 21 di una delle versioni della bozza di contratto, il capitolo "Politiche per la famiglia" faceva espressamente riferimento alla possibilità di erogare "servizi di asilo nido in forma gratuita a favore delle famiglie italiane e straniere residenti in italia da almeno 5 anni". Il punto però, come si nota nella foto sotto, era evidenziato in rosso: il segno che l'accordo raggiunto non era ancora quello definitivo.
C'è da scommettere che Salvini e Di Maio, insieme per limare gli ultimi dettagli del contratto, abbiano discusso a lungo del tema. Con il primo, che ha abituato il proprio elettorato a slogan come "prima gli italiani", a insistere perché il programma definitivo fosse privo di qualsiasi riferimento alle famiglie straniere.
La versione finale non ne fa infatti alcuna menzione: "Sostegno per servizi di asilo nido in forma gratuita a favore delle famiglie italiane", si legge nel paragrafo sul welfare familiare, scivolato a pagina 33.