ROMA. Più ragazzini promossi alle medie ma per legge. Il "divieto" di bocciare contenuto nel decreto sulla Valutazione del governo Renzi, più conosciuto come Buona scuola bis, ha sortito i suoi primi effetti sugli scrutini finali della scuola secondaria di primo grado. Proprio ieri, il ministero dell'Istruzione ha pubblicato gli esiti degli scrutini finali della scuola media e superiore dell'anno scolastico che si chiuderà il prossimo 31 agosto. E subito, dai numeri forniti dal ministero, salta all'occhio il calo consistente dei bocciati nei primi due anni della scuola secondaria di primo grado.
Dal 2,3 per cento del 2017, il dato è sceso per la prima volta da un decennio a questa parte al di sotto del 2 per cento: l'1,9 per la precisione. Facendo risparmiare l'esperienza della bocciatura a 4mila ragazzini e alle loro famiglie. In appena cinque anni gli insuccessi alla media si sono dimezzati. Studenti più bravi o docenti più disponibili? Sta di fatto, però, che la normativa ha reso sempre più difficile ai Consigli di classe, che decretano promozioni e bocciature, costringere uno studente a ripetere l'anno scolastico anche quando questo non è pronto per seguire le lezioni dell'anno successivo.
La norma Renzi ha previsto infatti che, alla scuola media, la regola generale è la promozione. "Le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva e all'esame conclusivo del primo ciclo", recita il decreto legislativo sulla Valutazione. E, esclusi i casi di gravi infrazioni disciplinari, la promozione scatta anche nei casi di "parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline".
Per comminare la bocciatura, tenendosi al riparo dai ricorsi dei genitori, il consiglio di classe deve motivare dettagliatamente la propria decisione. La tendenza degli ultimi anni è quella di evitare le costose, per le casse dello stato, bocciature a tutti i livelli di istruzione. Del resto, nei Piani di valutazione dei dirigenti scolastici compare anche l'indicatore sugli insuccessi: bocciature, abbandoni e, al superiore, rimandature a settembre. Più promossi e preside più bravo.
In appena cinque anni, alla scuola media, le bocciature nei primi due anni sono scese dal 3,8 per cento all'1,9. Con un risparmio di 20mila bocciati e 130 milioni di euro. Ma qualcuno, per questo che viene percepito come eccessivo "buonismo", storce il naso. Ricordando che nei test internazionali Ocse-Pisa i quindicenni italiani non figurano certo tra le nazioni più attrezzate e che prima o poi i nodi vengono al pettine.
Dal 2,3 per cento del 2017, il dato è sceso per la prima volta da un decennio a questa parte al di sotto del 2 per cento: l'1,9 per la precisione. Facendo risparmiare l'esperienza della bocciatura a 4mila ragazzini e alle loro famiglie. In appena cinque anni gli insuccessi alla media si sono dimezzati. Studenti più bravi o docenti più disponibili? Sta di fatto, però, che la normativa ha reso sempre più difficile ai Consigli di classe, che decretano promozioni e bocciature, costringere uno studente a ripetere l'anno scolastico anche quando questo non è pronto per seguire le lezioni dell'anno successivo.
La norma Renzi ha previsto infatti che, alla scuola media, la regola generale è la promozione. "Le alunne e gli alunni della scuola secondaria di primo grado sono ammessi alla classe successiva e all'esame conclusivo del primo ciclo", recita il decreto legislativo sulla Valutazione. E, esclusi i casi di gravi infrazioni disciplinari, la promozione scatta anche nei casi di "parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline".
Per comminare la bocciatura, tenendosi al riparo dai ricorsi dei genitori, il consiglio di classe deve motivare dettagliatamente la propria decisione. La tendenza degli ultimi anni è quella di evitare le costose, per le casse dello stato, bocciature a tutti i livelli di istruzione. Del resto, nei Piani di valutazione dei dirigenti scolastici compare anche l'indicatore sugli insuccessi: bocciature, abbandoni e, al superiore, rimandature a settembre. Più promossi e preside più bravo.
In appena cinque anni, alla scuola media, le bocciature nei primi due anni sono scese dal 3,8 per cento all'1,9. Con un risparmio di 20mila bocciati e 130 milioni di euro. Ma qualcuno, per questo che viene percepito come eccessivo "buonismo", storce il naso. Ricordando che nei test internazionali Ocse-Pisa i quindicenni italiani non figurano certo tra le nazioni più attrezzate e che prima o poi i nodi vengono al pettine.