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 Asilo in casa a Milano 

Bambini dimenticati: ma con turni tra i genitori, auditorium in salotto e laboratori in garage arrivano gli asili fai da te

A Milano, a Bologna, a Firenze gruppi di famiglie si sono già organizzati, ma l'iniziativa si sta diffondendo in tutta Italia. "Abbiamo fatto di necessità virtù e restituito il sorriso ai nostri figli", racconta uno dei promotori. "Il centro estivo non può essere una soluzione"
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Un calendario con i giorni cerchiati in giallo, rosso e blu per stabilire i turni tra genitori. Il salotto trasformato in auditorium dove leggere le fiabe, il garage in laboratorio di scienze e il parco sotto casa in bosco delle meraviglie in cui avventurarsi e giocare a nascondino. Bastano questi semplici ingredienti e l'asilo nido "clandestino" è servito. 
 
I bambini sono i grandi esclusi dal piano sulla ripartenza stilato dal governo e se ristoranti, piscine, spiagge e discoteche hanno riaperto pur con le dovute limitazioni di sicurezza, i servizi per l'infanzia sono rimasti bloccati. Sui banchi non si tornerà prima di settembre e i bimbi nella fascia di età tra gli 0 e i 6 anni potranno al massimo ripiegare su centri estivi dai posti contati e dai costi spesso proibitivi. Allora alcune mamme e papà, per permettere ai figli di tornare a socializzare e per gestire il rientro al lavoro senza gravare sui nonni, si sono organizza…
Un calendario con i giorni cerchiati in giallo, rosso e blu per stabilire i turni tra genitori. Il salotto trasformato in auditorium dove leggere le fiabe, il garage in laboratorio di scienze e il parco sotto casa in bosco delle meraviglie in cui avventurarsi e giocare a nascondino. Bastano questi semplici ingredienti e l'asilo nido "clandestino" è servito. 
 
I bambini sono i grandi esclusi dal piano sulla ripartenza stilato dal governo e se ristoranti, piscine, spiagge e discoteche hanno riaperto pur con le dovute limitazioni di sicurezza, i servizi per l'infanzia sono rimasti bloccati. Sui banchi non si tornerà prima di settembre e i bimbi nella fascia di età tra gli 0 e i 6 anni potranno al massimo ripiegare su centri estivi dai posti contati e dai costi spesso proibitivi. Allora alcune mamme e papà, per permettere ai figli di tornare a socializzare e per gestire il rientro al lavoro senza gravare sui nonni, si sono organizzati con la 'scuola fai da te'.
 
 Un gruppo di bambini a Firenze 

A Milano cinque famiglie del quartiere della Barona, a sud della città, hanno deciso di mettere insieme le forze e tenere i bambini a turno, organizzando attività dal lunedì al venerdì, dalle dieci di mattina alle quattro del pomeriggio, per lo più nei giardini e negli spazi all'aperto. "Abbiamo fatto di necessità virtù e ci siamo inventati una formula che ha restituito il sorriso ai nostri figli, duramente provati dai lunghi mesi del lockdown - spiega Umberto Biscaglia, uno dei papà che ha dato vita all'iniziativa -. La regola è che ogni giorno ci devono essere almeno due genitori (non si tratta mai di marito e moglie, ma di papà e mamme di nuclei familiari diversi) che si occupano di stare insieme a sei o sette bimbi, finalmente liberi di tornare a confrontarsi". Dai disegni ispirati alla natura ai percorsi con i birilli ai giri in bicicletta: l'idea è di lasciarli liberi di esprimere la propria creatività: "Mia figlia ha fatto amicizia con una bimba che non conosceva e consolidato altri rapporti e questo è già un arricchimento immenso - aggiunge Umberto -. Vederla a casa triste e annoiata è stata una ferita per noi, mentre ora ogni sera prima di andare a letto mi chiede se domani incontreremo i suoi compagni". L'asilo dei genitori è però anche diventato un modo per mettere alle mamme e papà di tornare a lavorare: "Così ci aiutiamo a vicenda con le altre famiglie e abbiamo anche ritrovato un po' del tempo libero perduto. Questa potrebbe essere una straordinaria risorsa di cui far tesoro da riproporre anche in futuro".
 
A Bologna Matilde Pescali, che ha tre figli ed è libera professionista, si è sentita persa finché la mamma di una compagna di classe del figlio che frequenta le elementari si è offerta volontaria per mettere in piedi una scuola a domicilio. "I bimbi erano stanchi della didattica a distanza, continuamente deconcentrati - afferma -. Allora questa signora, che è anche insegnante, ha deciso di accogliere in casa per tre giorni alla settimana, dalle nove alle quattro del pomeriggio, un gruppetto di cinque bambini per fare i compiti e ripassare le lezioni". Per mia figlia di 4 anni la reclusione è stata ancor più traumatica, i nonni abitano lontani in un'altra città così abbiamo fatto rete con due famiglie che vivono a pochi passi da noi e ci siamo alternati così da far stare i nostri piccoli in compagnia. Il centro estivo non può rappresentare una soluzione anche perché i privati chiedono 220 euro a bambino per appena cinque giorni e la convenzione con il Comune non partirà prima del 29 giugno, con pochissimi posti a disposizione. Domani scenderemo in piazza con il comitato 'Priorità alla Scuola' perché non è possibile che i nostri figli contino così poco per il governo e siano stati completamente ignorati".
 Laboratorio in soggiorno a Firenze 

Anche a Firenze l'asilo fatto in casa è stata la risposta per molte famiglie. "Mia figlia dopo i primi mesi di lockdown ha cominciato a soffrire molto, tanto che a fine serata scoppiava a piangere e si lamentava chiedendo di vedere gli amici - ricorda Monia Scala -. Noi abbiamo continuato ad aspettare fiduciosi, ci sembrava impossibile che tutto intorno a noi riaprisse tranne le scuole. Alla fine, però, ci siamo ingegnati da soli mettendo a disposizione il nostro salotto, così come hanno fatto altri genitori". Ogni giorno, dal lunedì al venerdì dalle nove alle tre e mezza del pomeriggio, pranzo compreso, i bimbi (dai tre ai sette anni di età) si sono ritrovati nelle diverse case. Zaino in spalla con dentro i libri e le matite per colorare, andavano dai compagni proprio come se fossero usciti da casa per raggiungere la scuola: "È una bella esperienza, che li ha coinvolti molto e li ha abituati gradualmente a ristabilire i contatti con gli amici - sostiene Monia -. Si sono divertiti a fare gli origami, dipingere, leggere fiabe, cucinare e fare esercizi di prescrittura. Un giorno sono venute anche le loro maestre vere e, per un attimo, è stato come tornare alla normalità".