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La Didattica a distanza avanza al Nord, guida alle nuove regole regione per regione

(fotogramma)
Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Lazio e Umbria firmano ordinanze che introducono alle superiori la rotazione: metà studenti in classe e metà a a casa. In Alto Adige quota 30%. La Campania tiene chiusi elementari, medie e licei. Settecentomila ragazzi in meno in classe e sui bus
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ROMA - L'insegnamento a distanza si fa di nuovo regola, soprattutto al Nord. Sono sette le Regioni del Paese che, sulla scorta della chiusura di elementari, medie inferiori e superiori da parte di Vincenzo De Luca in Campania, e quindi delle indicazioni offerte dal cortile di Palazzo Chigi dal premier Giuseppe Conte, hanno scelto di portare la didattica in remoto - professori in aula con metà classe, l'altra metà che segue e interviene da casa - in licei, tecnici e professionali.

Ancora una volta - è già successo con le chiusure di marzo, con le due settimane di ripetizoni di settembre, con il calendario scolastico che solo sulla carta prevedeva l'avvio compatto il 14 settembre - l'impianto costruto dalla ministra Lucia Azzolina e codificato dal suo direttore generale Max Bruschi, "nulla cambia, se non in situazioni straordinarie", non regge. L'Italia delle scuole superiori torna, con saggia prudenza di fronte a contagi stanza…
ROMA - L'insegnamento a distanza si fa di nuovo regola, soprattutto al Nord. Sono sette le Regioni del Paese che, sulla scorta della chiusura di elementari, medie inferiori e superiori da parte di Vincenzo De Luca in Campania, e quindi delle indicazioni offerte dal cortile di Palazzo Chigi dal premier Giuseppe Conte, hanno scelto di portare la didattica in remoto - professori in aula con metà classe, l'altra metà che segue e interviene da casa - in licei, tecnici e professionali.

Ancora una volta - è già successo con le chiusure di marzo, con le due settimane di ripetizoni di settembre, con il calendario scolastico che solo sulla carta prevedeva l'avvio compatto il 14 settembre - l'impianto costruto dalla ministra Lucia Azzolina e codificato dal suo direttore generale Max Bruschi, "nulla cambia, se non in situazioni straordinarie", non regge. L'Italia delle scuole superiori torna, con saggia prudenza di fronte a contagi stanzaili sopra i 10.000 al giorno, a distanza. Per allargare gli spazi in classe e, soprattutto, togliere presenze e pressione ai trasporti pubblici.  

Il nuovo regime orario entra nel Nord-Ovest. Ieri sera in Piemonte il presidente Alberto Cirio ha firmato due nuove ordinanze dopo essersi confrontato con le Prefetture, i sindaci, i presidenti di Provincia, il mondo della scuola e le organizzazioni di categoria. La seconda prevede che da lunedì 26 ottobre, e fino a venerdì 13 novembre, le secondarie di secondo grado, siano statali, siano paritarie, "dovranno alternare la didattica digitale a quella in presenza per una quota non inferiore al 50 per cento in tutte le classi del ciclo, ad eccezione delle prime*. Cinquanta e cinquanta, dalla seconda alla quinta. "Questo ci consentirà di garantire la nostra priorità*, ha detto Cirio, "mantenere le scuole sempre aperte evitando che ogni settimana 75.000 ragazzi si affollino sui mezzi di trasporto con un notevole rischio di contagio. Questii ragazzi hanno più di 14 anni e possono restare in casa da soli, senza creare disagio al lavoro dei genitori”.

L’assessore all’Istruzione Elena Chiorino ha precisato: "Lasciamo in presenza chi frequenta il primo anno delle superiori e deve continuare ad apprendere con continuità il nuovo metodo di studio e sviluppare il senso di appartenenza al gruppo e di sintonia con gli insegnanti". Se la curva del Covid dovesse tornare a scendere, saranno riportati in classe anche gli studenti di quinta, destinati ad affrontare l'esame di Maturità. *Quello che possiamo fare oggi ci permette di non chiudere tra qualche settimana bar, ristoranti, parrucchiere, centri estetici e negozi”, ha concluso Cirio.

"Limitare ginnastica e canto"

Il provvedimento preso dalla Regione Liguria è analogo. Il presidente Giovanni Toti ha detto: “Da lunedì prossimo chiediamo alla Direzione regionale di passare alla didattica a distanza per tutti gli anni delle superiori a esclusione della prima e per almeno il 50 per cento degli studenti che frequentano quelle classi”. Toti ha dato un'indicazione aggiuntiva: “Abbiamo chiesto agli stessi istituti di ridurre le lezioni con maggiore rischio, come l’Educazione fisica, il canto o i laboratori promiscui che non garantiscono le distanze”.

La Valle d'Aosta è in regime di rotazione da lunedì scorso: venerdì 16 la sovrintendente agli Studi Marina Fey ha chiesto che, con un indice di contagio superiore a 1,5, le mascherine siano indossate anche al banco. Quest'ultima indicazione vale per medie e superiori.

In Lombardia, con Milano e Bergamo in testa, il ritorno alla rotazione cinquanta e cinquanta è partito questa mattina. La Regione lo ha chiesto venerdì scorso, prima del governo. I dirigent scolastici del capoluogo hanno incontrato in queste ore gli esperti di mobilità del Comune per provare a portare a regime gli orari degli spostamenti scolastici affinché non si incrocino con quelli dei lavoratori.

Il Veneto, che è stato il primo con il presidente Luca Zaia a sollevare la questione, andrà avanti dimagrendo le scuole con convinzione: studenti di 17, 18 e 19 anni per metà a casa, autobus più vuoti. Padova è partita per prima.

Nel Lazio arriverà a ore una nuova ordinanza che impone da lunedì la didattica a distanza al 50% in tutte le scuole superiori. Sempre in classe solo gli studenti del primo anno.   

In Alto Adige la giunta provinciale ha chiesto lezioni a distanza alle superiori per il 30 per cento degli studenti almeno, "con la possibilità di crescere nel trienno".

Ha dato la disponibilità a passare in regime di Dad il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Gli unici "no" all'insegnamento a distanza sono arrivati, ad oggi, dal Trentino e dall'Emilia Romagna.


"Bus al 60 per cento"

In Umbria la presidente della Regione, Donatella Tesei, lunedì sera ha ordinato: metà classi a casa per tutte le superiori, ci si alterna. E ha portato la capienza del trasporto pubblico dall'80 al 60 per cento.

Sono pronti alle variazioni l'Abruzzo e il Molise. Il presidente Donato Toma ha fatto sapere: "Ho detto all'Azzolina che noi conosciamo il territorio".

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, questa mattina ha inviato al ministero dell’Istruzione una lettera in cui chiede di “adottare immediatamente” forme “flessibili di attività didattica nelle scuole superiori” altrimenti saranno messi in atto a livello locale “provvedimenti emergenziali”.

La Campania mantiene chiuse scuole primarie e superiori di primo e secondo grado."Sarà l'Unità di crisi regionale a decidere se riaprire, lunedì 26, le elementari", ha detto De Luca. “Bisogna tenere conto dei contagi sviluppati sul territorio in ambito scolastico e dei relativi casi connessi a contatti stretti". La Campania ha diversi istituti in cui si è derogato, per impossibile applicazione, al metro di distanza e si è chiesto agli studenti di tenere la mascherina anche al banco.

Nelle sette regioni, più la Provincia dell'Alto Adige, che hanno già preso provvedimenti di legge, gli studenti delle superiori sono 1,4 milioni: significa che dal lunedì al venerdì ci saranno 700.000 ragazzi in meno a scuola e sugli autobus.