Dopo 700 anni una donna guida la Sapienza
di Linda Laura Sabbadini , di Linda Laura SabbadiniL'elezione di Antonella Polimeni è una notizia da ricordare. Fa ben sperare per il futuro che non teme e sfida
Evviva. Quella di venerdì 13 novembre 2020 è una data da ricordare. All’Università La Sapienza di Roma, vince una donna alle elezioni a rettore: Antonella Polimeni, già Preside della facoltà di Medicina. Una vittoria netta, di grande valore, al primo turno, con una percentuale alta (60,7%) e soprattutto con una grande partecipazione al voto (74,5%).
Pensate, non succedeva dal 1303. Una delle più grandi università d’Europa è stata espugnata da una donna. Questa vittoria ha un grande significato. Voglia di apprendere, voglia di sperimentare, innovare, digitalizzare, internazionalizzare. Ascolto attivo e ricerca di pluralismo e biodiversità, così dice nel suo programma. Fa ben sperare per il futuro che non teme e sfida.
Prima di lei erano solo 6 le rettrici, meno del 10%. Ora sono 7 a fronte di 77 uomini. Ma che paese siamo con così poche rettrici? La maggioranza delle lauree è conseguita da…
Pensate, non succedeva dal 1303. Una delle più grandi università d’Europa è stata espugnata da una donna. Questa vittoria ha un grande significato. Voglia di apprendere, voglia di sperimentare, innovare, digitalizzare, internazionalizzare. Ascolto attivo e ricerca di pluralismo e biodiversità, così dice nel suo programma. Fa ben sperare per il futuro che non teme e sfida.
Prima di lei erano solo 6 le rettrici, meno del 10%. Ora sono 7 a fronte di 77 uomini. Ma che paese siamo con così poche rettrici? La maggioranza delle lauree è conseguita da…
Evviva. Quella di venerdì 13 novembre 2020 è una data da ricordare. All’Università La Sapienza di Roma, vince una donna alle elezioni a rettore: Antonella Polimeni, già Preside della facoltà di Medicina. Una vittoria netta, di grande valore, al primo turno, con una percentuale alta (60,7%) e soprattutto con una grande partecipazione al voto (74,5%).
Pensate, non succedeva dal 1303. Una delle più grandi università d’Europa è stata espugnata da una donna. Questa vittoria ha un grande significato. Voglia di apprendere, voglia di sperimentare, innovare, digitalizzare, internazionalizzare. Ascolto attivo e ricerca di pluralismo e biodiversità, così dice nel suo programma. Fa ben sperare per il futuro che non teme e sfida.
Prima di lei erano solo 6 le rettrici, meno del 10%. Ora sono 7 a fronte di 77 uomini. Ma che paese siamo con così poche rettrici? La maggioranza delle lauree è conseguita da donne da anni. Ma poche riescono a farsi largo nelle carriere universitarie e a raggiungere posizioni apicali, le commissioni sono in maggioranza di uomini. Le ordinarie sono circa una su cinque, e per candidarsi alla carica di rettore è un requisito indispensabile.
La situazione migliorerà, grazie alla presenza e alla crescita del numero e della rilevanza delle nuove rettrici? Indubbiamente si perché le più giovani saranno legittimate nelle loro ambizioni e avranno modelli a cui ispirarsi e rivolgersi. Sappiamo,infatti, quanto è importante che i soffitti di cristallo vengano infranti e che le donne vincenti cambino le regole e agiscano sulla mentalità per far sì che tutte le altre trovino il coraggio di scalare le stesse vette, con la consapevolezza che, una volta arrivate in cima, troveranno altre disposte ad appoggiarle e a condividere la propria esperienza.
Pensate, non succedeva dal 1303. Una delle più grandi università d’Europa è stata espugnata da una donna. Questa vittoria ha un grande significato. Voglia di apprendere, voglia di sperimentare, innovare, digitalizzare, internazionalizzare. Ascolto attivo e ricerca di pluralismo e biodiversità, così dice nel suo programma. Fa ben sperare per il futuro che non teme e sfida.
Prima di lei erano solo 6 le rettrici, meno del 10%. Ora sono 7 a fronte di 77 uomini. Ma che paese siamo con così poche rettrici? La maggioranza delle lauree è conseguita da donne da anni. Ma poche riescono a farsi largo nelle carriere universitarie e a raggiungere posizioni apicali, le commissioni sono in maggioranza di uomini. Le ordinarie sono circa una su cinque, e per candidarsi alla carica di rettore è un requisito indispensabile.
La situazione migliorerà, grazie alla presenza e alla crescita del numero e della rilevanza delle nuove rettrici? Indubbiamente si perché le più giovani saranno legittimate nelle loro ambizioni e avranno modelli a cui ispirarsi e rivolgersi. Sappiamo,infatti, quanto è importante che i soffitti di cristallo vengano infranti e che le donne vincenti cambino le regole e agiscano sulla mentalità per far sì che tutte le altre trovino il coraggio di scalare le stesse vette, con la consapevolezza che, una volta arrivate in cima, troveranno altre disposte ad appoggiarle e a condividere la propria esperienza.