Scuola, i numeri dei docenti e dei bidelli vaccinati non tornano
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoROMA - Quel buco di 222.000 maestri e professori, bidelli e segretarie scolastiche da vaccinare non c'è. I numeri nella disponibilità del commissario alla lotta anti-Covid, Francesco Paolo Figliuolo, non sono corretti: serve rifare un controllo con i codici fiscali e le professioni a fianco e "il governo scoprirà, per esempio, che in Liguria e in Sicilia l'ottanta per cento ha ricevuto la prima dose".
Già. "Nella vaccinazione dei docenti siamo più avanti di quello che vi risulta", dicono Giovanni Toti e Nello Musumeci a Mario Draghi. Diversi maestri e professori, è la tesi, peraltro sostenuta da tempo dall'Associazione nazionale presidi, con la fine della corsia preferenziale, decretata l'11 aprile scorso, si sono presentati comunque agli hub, solo che non sono stati inseriti nella categoria "docenti". Piuttosto in quella di "over 40", "over 50", "allergici", "ul…
ROMA - Quel buco di 222.000 maestri e professori, bidelli e segretarie scolastiche da vaccinare non c'è. I numeri nella disponibilità del commissario alla lotta anti-Covid, Francesco Paolo Figliuolo, non sono corretti: serve rifare un controllo con i codici fiscali e le professioni a fianco e "il governo scoprirà, per esempio, che in Liguria e in Sicilia l'ottanta per cento ha ricevuto la prima dose".
Già. "Nella vaccinazione dei docenti siamo più avanti di quello che vi risulta", dicono Giovanni Toti e Nello Musumeci a Mario Draghi. Diversi maestri e professori, è la tesi, peraltro sostenuta da tempo dall'Associazione nazionale presidi, con la fine della corsia preferenziale, decretata l'11 aprile scorso, si sono presentati comunque agli hub, solo che non sono stati inseriti nella categoria "docenti". Piuttosto in quella di "over 40", "over 50", "allergici", "ultra-fragili".
Che sui numeri della campagna scolastica ci fosse un problema a Houston, e anche a Palazzo Chigi, si era capito negli ultimi giorni. Mentre il presidente del Consiglio portava avanti, tetragono, la sua idea di obbligo vaccinale per rimettere a regime quel 14,5 per cento di prof e bidelli riottosi, si scopriva che, nel corso della campagna vaccinale, stava aumentando sia il numero dei soggetti da immunizzare che la stessa platea del personale della scuola. Al 2 luglio la popolazione interessata era pari a 1.460.309 docenti e Ata. Ventitré giorni dopo, 25 luglio, era cresciuta esattamente di 4.000 persone. Come era possibile? Ancora, il personale da vaccinare, al 2 luglio, corrispondeva al numero di 216.221. Al 25 luglio erano 222.132, quasi 6.000 in più. Lo stesso governo si è accorto che la conta della campagna vaccinale, almeno sul fronte scuola, doveva essere rifatta. E questo pensiero ha portato il premier ad accettare il consiglio di Matteo Salvini: sull'obbligo vaccinale rallentiamo. I numeri delle regioni - manca il 43 per cento in Sicilia, il 37 nella Provincia di Bolzano, il 34 in Liguria, il 33 in Sardegna, il 31 in Calabria, queste le più lente secondo il commissario - dovevano essere riconteggiati, migliorati. Ricordiamo che il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha messo l'asticella della vaccinazione ideale nella scuola al 93 per cento.
Ad oggi, informazioni girate a Repubblica dalle Regioni, in Lombardia è stato vaccinato o è in corso di vaccinazione il 90,60 per cento del personale scolastico e deve essere ancora coinvolto l'8,49 per cento (19.196 persone). Oggi si sottopongono all'iniezione tra 300 e 400 lavoratori della scuola al giorno.
In Piemonte ha aderito alla campagna vaccinale - numeri ufficiali - l'87 per cento della platea potenziale, ma secondo la Regione i numeri sono più alti perché si riferiscono a chi ha partecipato quando gli insegnanti erano categoria prioritaria, ovvero prima che il Generale Figliuolo imponesse alle Regioni di concentrarsi sugli over 80.
In Liguria oltre l'80 per cento degli operatori scolastici ha ricevuto almeno una dose di vaccino, ha assicurato il presidente Toti al ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi inviandogli i dati aggiornati.
In Emilia Romagna il personale della scuola non vaccinato è il 18 per cento, ventimila persone.
Ha completato il ciclo vaccinale, in Toscana, l’87,05 per cento. Alcuni insegnanti, in realtà, hanno ottenuto la somministrazione per fascia di età e, quindi, le cifre dei "completamente immunizzati" potrebbero essere più alte.
Il Lazio è la seconda regione a proposito di personale scolastico che abbia ricevuto almeno una dose di vaccino: su una platea di 120.907 persone, ne mancano solo 143 all'appello. L'80,3 per cento ha concluso l'intero ciclo.
Il 100 per cento del personale scolastico, in Campania, ha ricevuto almeno una dose. Il 96,4 per cento è del tutto immunizzato.
Al 93 per cento del personale scolastico in Puglia è stata iniettata la prima dose. L'87,5 per cento anche il richiamo.