L'allarme Unesco: "Il ritorno in Dad toglierà la scuola a 11 milioni di ragazze nel mondo"
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoROMA - L'Unesco e la Varkey Foundation, organizzatrice quest'ultima del Global teacher prize, il premio al miglior insegnante nel mondo, hanno scritto una lettera in cui allarmano il mondo e le sue istituzioni sulla possibilità che una terza stagione di Didattica a distanza lasci senza istruzione 11 milioni di bambine e ragazze. La questione è emersa nel recente Forum "Building the bandwidth" e si spiega con il fatto che "il repentino passaggio all'apprendimento online" abbia messo le ragazze in una posizione di svantaggio "a causa della disparità sia nel loro accesso alla tecnologia che nelle competenze digitali necessarie per utilizzarla".
Nella …
ROMA - L'Unesco e la Varkey Foundation, organizzatrice quest'ultima del Global teacher prize, il premio al miglior insegnante nel mondo, hanno scritto una lettera in cui allarmano il mondo e le sue istituzioni sulla possibilità che una terza stagione di Didattica a distanza lasci senza istruzione 11 milioni di bambine e ragazze. La questione è emersa nel recente Forum "Building the bandwidth" e si spiega con il fatto che "il repentino passaggio all'apprendimento online" abbia messo le ragazze in una posizione di svantaggio "a causa della disparità sia nel loro accesso alla tecnologia che nelle competenze digitali necessarie per utilizzarla".
Nella lettera, con venti firme di personalità dell'education globale, si legge: "Tra le molte tragedie che la pandemia di Covid-19 ha generato nel mondo c'è la minaccia di invertire decenni di progressi duramente conquistati nell'istruzione delle ragazze. Gli sforzi globali per portare più studentesse in classe avevano visto 180 milioni di ragazze in più iscriversi all'istruzione primaria e secondaria, dal 1995. Ma ora l'Unesco stima che 11 milioni di ragazze potrebbero non tornare a scuola dopo la pandemia. Più uomini che donne usano Internet in tutte le regioni del mondo, ad eccezione delle Americhe. Nei Paesi a basso e medio reddito le donne hanno il 7 per cento in meno di probabilità rispetto agli uomini di possedere un telefono cellulare e il 15 per cento in meno di probabilità di utilizzare Internet mobile".
Queste disuguaglianze saranno probabilmente aggravate dalla riduzione dei bilanci di finanziamento nazionali e internazionali a seguito della devastazione economica della pandemia: "L'Unesco e la Banca Mondiale stimano che gli aiuti esterni all'istruzione potrebbero diminuire di 2 miliardi di dollari rispetto ai livelli del 2020".
Il docente italiano Carlo Mazzone, tra i primi dieci finalisti del Global Teacher Prize 2020, si è unito alla lettera e ha scritto: "Come insegnante di Ict e informatica conosco l'effetto trasformativo che la tecnologia digitale ha sulle giovani vite, specialmente ora, durante la pandemia. In molte parti del mondo le ragazze si trovano spesso svantaggiate dal loro accesso diseguale alla tecnologia e alle competenze digitali. I leader mondiali devono dare priorità all'istruzione delle ragazze nelle loro parole, nelle loro azioni e, soprattutto, nei loro bilanci".
Stefania Giannini, vicedirettrice generale dell'Unesco, già ministra dell'Istruzione con il Governo Renzi, a sua volta ha detto: "Nonostante i migliori sforzi per introdurre l'apprendimento remoto durante questa pandemia, 706 milioni di studenti nel mondo non hanno accesso a Internet, e sono il 43 per cento del totale, nell'Africa sub-sahariana arrivano all'82 per cento. Purtroppo, milioni di ragazze potrebbero non tornare mai più in classe".