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Scuola, la buona partenza aiuta il ministro maltrattato

La newsletter di scuola, Dietro la lavagna, vi racconta come il ritorno tra i banchi abbia promosso il ministro dell'Istruzione rilanciandolo nei sondaggi dopo sette mesi di maltrattamento da parte dei social. I contagi in classe, però, sono già arrivati
13 minuti di lettura

Come è andato l'avvio della scuola per la maggior parte degli studenti (mancano la Puglia e la Calabria, partono lunedì prossimo)? Il nostro giudizio è: positivo. Diverse questioni sono migliorate rispetto alle ultime stagioni, in particolare la precedente. Ma i contagi nelle classi ci sono. Sono già arrivati.

Vi raccontiamo qual è la fiducia che oggi riscuote il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, maltrattato dai social. E qual è il piano a medio termine del ministero dell'Istruzione, le otto priorità e le due missioni su cui già ci sono i numeri.

Questa newsletter è dedicata, quindi, all'inchiesta longform che Repubblica ha realizzato sulla scuola dei bisogni educativi speciali. E ancora, il boom dell'homeschooling e le iniziative rivolte a insegnanti e presidi.

Buona lettura, cara lettrice o caro lettore, e se vuoi abbonarti alla newsletter, o segnalarla a un amico o a un'amica, un coll…

Come è andato l'avvio della scuola per la maggior parte degli studenti (mancano la Puglia e la Calabria, partono lunedì prossimo)? Il nostro giudizio è: positivo. Diverse questioni sono migliorate rispetto alle ultime stagioni, in particolare la precedente. Ma i contagi nelle classi ci sono. Sono già arrivati.

Vi raccontiamo qual è la fiducia che oggi riscuote il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi, maltrattato dai social. E qual è il piano a medio termine del ministero dell'Istruzione, le otto priorità e le due missioni su cui già ci sono i numeri.

Questa newsletter è dedicata, quindi, all'inchiesta longform che Repubblica ha realizzato sulla scuola dei bisogni educativi speciali. E ancora, il boom dell'homeschooling e le iniziative rivolte a insegnanti e presidi.

Buona lettura, cara lettrice o caro lettore, e se vuoi abbonarti alla newsletter, o segnalarla a un amico o a un'amica, un collega, a tuo figlio o a tua figlia, questo è il link necessario. Se vuoi scriverci, c'è dietrolalavagna@repubblica.it.

 

IN PRIMO PIANO/1

Bianchi sale nella fiducia del Paese

ma i social continuano a maltrattarlo

di CORRADO ZUNINO

La scuola fa bene alla popolarità del ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, che ama firmare le sue circolari ricordando che è, pur sempre, un "professore ministro". A luglio era quintultimo nella classifica della fiducia dei ministri con il 22,2 per cento, seguendo il sondaggio periodico Euromedia. Con l'apertura dell'anno scolastico (la rilevazione è del 14 settembre, su un campione di 800 persone), Bianchi è risalito al tredicesimo posto su ventitré responsabili di dicastero scalando sei posizioni e raggiungendo in fiducia riscossa il 28,1 per cento (+5,9, la crescita più alta di tutto l'esecutivo).

E' indubbio che la seconda ripartenza scolastica a rischio Covid abbia regalato una notorietà speciale al ministro così tanto ex (assessore, rettore, professore, capo task force), ma è altrettanto indubbio che un avvio senza i soliti disastri, con buona parte dei docenti in cattedra (di ruolo e supplenti), con alcune città e alcune regioni che hanno offerto distanziamenti accettabili sui trasporti (Torino e Venezia, per esempio, il Friuli e le Marche, ancora) abbia contribuito a migliorare un'immagine fin qui spenta del cattedratico che a 69 anni ha accettato la chiamata del presidente Mario Draghi.

Non mancano i problemi sui temi appena elencati (arruolamento, precariato, distanziamento in classe e sui bus) e la ripartenza dei contagi intra-scolastici fa sì che la tensione sull'argomento coronavirus resti alta, ma è indubbio che c'è una forte distanza tra il lavoro (e anche i risultati) di questo ministero e la platea social che segue la scuola. Prendiamo un sito popolare seguito da maestri e professori, categoria pubblica che non si mette in mostra, in media, per sguaiatezza verbale. I commenti sono a loop: "Bianchi è il nulla con le finestre aperte",  "questo in classe non ci ha mai messo piede", "totalmente incompetente e irresponsabile, come chi l'ha preceduto e l'ha chiamato al ministero come tecnico". Ancora: "Ma quale credibilità ha questa classe dirigente?", "ogni volta che parla Bianchi, dà conferma di come sia fuori dalla realtà anche quotidiana"... E così via.

Detto che sui social spesso si affacciano, anche tra i docenti, le componenti più attive e a volte attiviste della scuola, detto che su Facebook è sempre forte la voce grillina, ancora in pianto vedovile per la dipartita di Lucia Azzolina, la distanza tra il Paese dei sondaggi e quello di internet non è colmata da alcune azioni che Bianchi ha oggettivamente realizzato. Ha quasi completamente ottenuto i docenti richiesti, ha velocizzato l'arruolamento dei supplenti, ha portato un ampio numero di scuole a fare didattica e socialità in piena estate. Probabilmente, l'unico scarto della sua azione, che ha appena compiuto sette mesi, è stato quello di non aver acceso una luce sull'assunzione dei Terza fascia, i precari senza abilitazione, ma anche qui le risposte date nell'intervista a Repubblica non chiudono la porta: "A livello europeo si è discusso di reclutamento e si è scelto di realizzarlo in maniera organica, continuativa, non allargando, sanando", ha detto. "Dobbiamo ridefinire un sistema di assunzioni che sia coerente".

Senz'altro Bianchi paga dazio con questa amplissima platea precaria insoddisfatta, che si può valutare in 700 mila persone. Senz'altro la distanza dai social del ministro non gli fa comprendere il loro peso. E poi, probabilmente, il ministro dovrebbe chiudere con una retorica del successo che è stata di tutti gli ultimi ministri, "non ci siamo mai fermati", "la scuola c'è sempre", per dare indicazioni concrete e misurabili sull'istruzione italiana e il suo destino. L'uso della parola, ecco, ancora non funziona.

 

IN PRIMO PIANO/2

La prima campanella del tutti in presenza

al terzo anno di Covid

di ILARIA VENTURI

La scuola è partita. E bene, bisogna dirlo, perché i vaccini hanno fatto la differenza e la scelta del riavere gli alunni in presenza è stata netta anche con il "lasciapassare" del Green Pass, come lo chiama il ministro Patrizio Bianchi. Ma dietro l'angolo c'è lo spettro dei contagi. Ci sono già le prime classi a casa e sebbene si sia cercato di migliorare la gestione delle quarantene - meno lunghe e differenziate - e si siano messi dei paletti agli enti locali per scongiurare le ordinanze-disastro di Puglia e Campania, le lezioni a distanza torneranno in ordine sparso sempre di più. Classe per classe, istituto per istituto. Sarà inevitabile, nonostante l'imperativo categorico "No Dad" imposto dal governo, atteso da studenti e docenti. 

Insomma, al netto di storici problemi, questa prima campanella della scuola ha segnato una sorta di ritorno alla normalità, dopo essere stata travolta dalla pandemia, non solo nelle aspettative: è oggettivamente partita con meno paure dei docenti, meno ansie dei genitori. Lo confermano i presidi guardando all'atteggiamento dei loro professori e delle famiglie.  

Quanto durerà? La battaglia sarà sul piano sanitario. Ancora non sono partiti i test salivari molecolari a campione, che sono particolarmente importanti per lo screening sugli alunni. La variante contagi incombe: il 16 settembre 2020 i nuovi casi di positivi erano 1.452, alla stessa data di quest'anno sono 5.117. Sono cinque volte di più.

Prof e bidelli. Mancano ancora da coprire i buchi di organico sulle supplenze a causa di rinunce ed errori nelle graduatorie che porteranno a decine di ricorsi. "Ci sono ritardi di alcuni uffici territoriali che stanno impedendo la puntuale assegnazione delle cattedre di alcune materie e del sostegno ai vincitori del concorso straordinario svolto nei mesi scorsi", denuncia Lucia Ciampi, deputata Pd. E i 400 milioni di euro distribuiti per assunzioni aggiuntive sono per contratti fino a dicembre: spetterà al parlamento in sede di Legge di Bilancio prorogarli.

Trasporti. I mezzi sono ripartiti con l'80 per cento della capienza: è andata bene in alcune regioni, ma bus e metro sono sovraffollati nelle metropoli, Roma in testa. E ci sono casi come a Pavia in cui i genitori pensano a una class action perché i ragazzi non sono riusciti a salire sui bus tanto erano pieni.

Aule. Finestre aperte, rimane l'indicazione. Nulla si è fatto di dirimente sull'areazione nelle aule. E all'appello mancano gli spazi con ritardi degli enti locali anche nell'uso dei fondi ministeriali. Così ci sono classi partite con la Dad e i doppi turni per questa ragione, come alle superiori di Bologna.

La partita sulla scuola. Dal piano estate, a vantaggio della socialità perduta di bambini e adolescenti, all'anticipo delle nomine annuali - lo scorso anno con l'introduzione informatizzata delle Gps arrivarono tra ottobre e novembre - sino alle assunzioni di ruolo triplicate (58.800 su 112mila cattedre vacanti), Bianchi ha fatto quanto promesso almeno nelle condizioni date. La sua partita ora si gioca nel Piano nazionale di resilienza e resistenza per le modifiche strutturali di cui la scuola ha bisogno e che non sono state risolte: classi sovraffollate, sistema di reclutamento degli insegnanti, tempo pieno, nidi  garantiti per tutti i bambini da Nord a Sud. Sarà la vera prova del nove. Non a caso il popolo della scuola che si è fatto più sentire in questi due anni, con il comitato Priorità alla scuola, tornerà a manifestare il 20 settembre. Lo slogan? "Le carenze strutturali non si vaccinano".

 

iN PRIMO PIANO/3

Le 195 nuove scuole e i 228.000 posti all'infanzia: l'atto di indirizzo del ministero

Ci sono due cose concrete, per ora soltanto due, e otto priorità nell'atto di indirizzo appena firmato dal ministro Patrizio Bianchi in cui si spiega quello che intende fare nel biennio 2022-2024. In tre anni vuole costruire 195 nuove scuole per 58.000 studenti in più e investire, qui non si dice quanto, nel sistema integrato 0-6 anni creando 228.000 posti tra nidi e materne. Tutto il resto deve essere ancora delineato, in opere, risorse, numeri e tempi.

Sull'atto di indirizzo il sindacato Gilda degli insegnanti già contesta il passaggio a proposito delle metodologie didattiche: "Affermare che la lezione frontale debba essere superata in favore di nuovi approcci significa entrare a gamba tesa su un terreno che non è affatto di competenza del ministro dell'Istruzione ma che spetta ai docenti".

Dite la vostra a: dietrolalavagna@repubblica.it

Ecco in sintesi i punti.

- Garantire il diritto allo studio e quindi prevedere azioni per il contrasto alla dispersione scolastica e alle povertà educative, per la riduzione dei divari territoriali, dell'inclusione scolastica (con maggiore sostegno alle scuole polo e ai centri territoriali di supporto), anche per mezzo dell'estensione del tempo pieno e delle mense, con l'obiettivo di raggiungere, nel 2026, il 10,2% di studenti italiani in dispersione scolastica, dato questo che colloca ancora l'italia sopra la media europea.

- Potenziare l'offerta formativa nelle scuole, ovvero più materie Stem (qui rientra il piano 'rigenerazione scuolà per la transizione ecologica così come l'inserimento dell'agenda 2030 nell'agenda scolastica), più digitale, più multilinguismo e mobilità internazionale, ma anche intervenire sull'orientamento in uscita e soprattutto riformare gli istituti tecnici - in linea col piano "industria 4.0" - Per ridurre il delta tra domanda e offerta di lavoro (è prevista la realizzazione di una piattaforma digitale per diplomati con le posizioni di impiego aperte) con l'obiettivo di incrementare del 100% iscritti e iscritte agli its.

- Promuovere processi di innovazione didattica e digitale sul piano delle metodologie didattiche e delle infrastrutture, il che si traduce nel cablaggio di tutte le scuole cosiddette "4.0", Nel potenziamento dei laboratori digitali degli istituti superiori e nella digitalizzazione delle segreterie scolastiche per accelerare la transizione digitale.

- Promuovere politiche efficaci per la valorizzazione del personale scolastico in termini di formazione iniziale e continua (affidata, questa, a un comitato tecnico-scientifico di cui faranno parte Indire, Invalsi e università), ma anche delineare un nuovo modello di reclutamento, fondato su una semplificazione delle procedure di concorso e una periodica continuità delle prove con nuovi concorsi a cadenza regolare.

- Investire sull'edilizia scolastica per costruire nuove scuole (195 per 58 mila studenti in più) e riqualificare quelle esistenti (2.400.000,00 metri quadrati la superficie soggetta a riqualificazione) anche al fine di ridurne i consumi energetici, e ripensare gli ambienti di apprendimento in chiave innovativa, incluso il potenziamento delle infrastrutture scolastiche per lo sport con l'obiettivo di aumentare la formazione sportiva anche oltre l'orario curricolare.

- Rilanciare l'autonomia scolastica semplificando gli adempimenti burocratici e incoraggiando la firma di "patti di comunità" con istituzioni e altri attori locali, specie a sostegno delle scuole più "fragili", contestualmente valorizzare il sistema nazionale di valutazione ampliando l'organico con funzioni ispettive

- Investire sul sistema integrato 0-6 con un piano per asili nido e scuole dell'infanzia che punta a costruire nuovi edifici e mettere in sicurezza l'esistente ma anche a costituire poli per l'infanzia che includano nido e materna così da creare 228 mila posti in più, di cui 152 mila nella fascia 0-3;

- Rafforzare la capacità amministrativa e gestionale del ministero in chiave di efficientamento (digitalizzazione) dei processi e loro trasparenza, in linea col piano nazionale anticorruzione e col piano triennale del ministero stesso, ma anche politiche per il reclutamento e la formazione del personale.

 

IN PRIMO PIANO/4. l'INTERVISTA

"Tornare in classe è ciò che ci realizza

Spiegazioni, verifiche, voti: ora si cambia"

Il suo ritorno in classe è stato dedicato ai ragazzi: "Mi confronterò con loro che sono stati protagonisti, spesso invisibili, di una scuola sottratta, chiederò cosa è mancato loro di più in questi due anni a distanza. Da loro bisogna ripartire".

Lorenzo Morri, 49 anni, professore di Storia e Filosofia al Liceo Da Vinci, in provincia di Bologna, con i suoi colleghi ha fatto lezione in Dad nel cortile della scuola. Ha difeso il diritto all'istruzione in presenza, è tra i promotori di un convegno che si terrà al teatro di Casalecchio il 24 settembre, intitolato "La scuola necessaria. Dentro e oltre la pandemia", convinto come è che "non potremo tornare a fare scuola come prima, la pandemia ci serva da lezione".

L'intervista

 

LA LETTERA/1

"Il pensiero dimenticato nella scuola di oggi

in nome di più tablet e computer"

E la Scuola? Urge alfabetizzazione informatica è il grido unanime. Più tablet e computer, e prof adeguati ai nuovi strumenti. E il Pensiero? Non serve, addirittura può essere pericoloso, oggi che "l'uomo, più che pensare, è pensato". In verità il processo degenerativo è iniziato con Berlinguer (Luigi) con la paccottiglia del "credito formativo" (in parte corretto) dove martellare su un chiodo aveva lo stesso valore che suonare il violino. E' continuata, la distruzione, con la Letizia Moratti, quella delle tre "I", e la Mariastella Gelmini del tunnel.

Ho sperimentato molto nel mio insegnamento aprendo spiragli nel sociale: razzismo, mafia, scrittura creativa (già 30 anni fa), teatro, ma prima il nucleo duro delle materie curriculari, la logica di Hegel, il criticismo kantiano, lo strutturalismo, le radici del nazifascismo. Oggi invece viene proposto uno sperimentalismo senza fondamenti, cioè senza Pensiero e senza Linguaggio.

Dicono le statistiche che molti studenti, anche universitari, non siano in grado di scrivere un tema, una relazione, un periodo complesso. Insomma la "protesi tecnologica" ha sostituito l'attività fondamentale: il Pensiero. Ovviamente ho descritto la preminenza, la tendenza di massa. Per fortuna ci sono commoventi eccezioni: bravissimi resistenti prof e formidabili alunni, ma in minoranza e sempre più a disagio.

Auguri per il nuovo anno scolastico".

Enzo Pellegrino (docente di Storia e Filosofia)

 

LA LETTERA/2

"Un altro algoritmo bacato:

non fa lavorare chi ha 190 punti"

Mi chiamo Teresa , sono una precaria storica (concorso 1999) della scuola dell'infanzia. Il 6 settembre scorso a Roma sono state pubblicate le proposte di contratto a tempo determinato, e i docenti di ogni ordine e grado sono caduti nello sconforto. Hanno ricevuto proposte di contratto candidati con 30 punti in graduatoria, candidati depennati dalle graduatorie, candidati già immessi in ruolo, mentre candidati con punteggi molto alti (190 punti) si sono trovati collocati a diversi chilometri di distanza o, ancor peggio, come nel mio caso (168 punti), non collocati affatto. Abbiamo sacrificato le nostre vacanze attaccati ogni giorno ai telefonini o ai pc, abbiamo seguito webinar a volontà per comprendere come compilare questo scempio di domanda, abbiamo eseguito gli "Ordini" come brave pecorelle senza ombra di ribellione. Il famoso algoritmo ha sbagliato i calcoli dal primo giorno del suo lavoro in tutte le regioni italiane e nonostante l'evidente fallimento persistono ostinatamente dai piani alti con questa modalità di reclutamento. Vada per 21 anni di precariato, vada per i corsi, vada per i master, vada per i concorsi, vada per gli aggiornamenti, vada per le specializzazioni, vada per la scarsa considerazione verso i docenti della scuola dell'infanzia (tanto non è scuola dell'obbligo e i bambini vanno lì a giocare con le maestre...), ma non può assolutamente andare un calpestio simile dei diritti umani. Mi sento lesa nell'intimo, come persona e come docente. Come me moltissimi insegnanti ad oggi si sentono traditi e pugnalati da un sistema che non ha tutelato la categoria insegnanti. Siamo stati ulteriormente immolati per soddisfare lo slogan "Tutti in cattedra il 1° settembre". Anche questa volta abbiamo pagato noi l'incompetenza".

Teresa Verde

 

LA LETTERA/3

"Diecimila famiglie preoccupate

per la variante Delta: serve ventilare le aule"

Il Comitato nazionale IdeaScuola, promosso dai genitori, da docenti di ogni regione italiana e da esponenti del mondo accademico, trasmette le proprie preoccupazioni sul rientro a scuola, in particolare modo per gli alunni sotto i 12 anni e per quelli con fragilità personali o familiari, in conseguenza di patologie per cui la vaccinazione non è raccomandata. Lo fa con il Movimento docenti romani e con  "Fiaba Onlus Divisione Autismo".

Raccogliamo ogni giorno segnali di crescente preoccupazione sia di genitori sia di docenti - abbiamo ricevuto segnalazioni, attraverso i nostri canali social e di comunicazione, da parte di oltre 10.000 famiglie in tutta Italia - in merito all'assunzione da parte del ministero dell'Istruzione di un protocollo sanitario debole nelle azioni di contrasto alla Variante Delta del Covid 19 che diffonde maggiormente e più  velocemente la malattia tra bambini e ragazzi sotto i 16 anni di età. Si delinea un aumento del rischio di contagio per gli alunni affetti da patologie di forte fragilità che non possono indossare la mascherina e che, pertanto, in caso di ricovero, subirebbero ripercussioni psicologiche estremamente pesanti.

Il nuovo protocollo di sicurezza scolastico non apporta rilevanti modifiche rispetto allo scorso anno, anzi , depotenzia le misure essenziali di sicurezza. A tutto ciò aggiungiamo che nulla è stato fatto per migliorare l'aerazione delle aule, se non la generica indicazione di tenere le finestre aperte lasciata alla discrezione e buona volontà dei docenti.

L'unica misura per mitigare il rischio del contagio nelle classi è migliorare e monitorare la qualità dell'aria con strumenti adatti. Utilizziamo la tecnologia a supporto. Esiste e l'Italia ha conoscenze ed expertise riconosciute a livello internazionale. A lezioni in classe ormai iniziate è impossibile pensare di installare impianti Vmc, ma almeno un sanificatore d'aria Hepa e/o un sensore di CO2. Lo dobbiamo ai nostri figli in ogni aula, insieme al suggerimento di dotare i docenti di dispositivi di amplificazione del suono della voce da usare durante la lezione al di sopra della mascherina Ffp2, unica in grado di proteggere.

A questi dispositivi va affiancato un serio piano di screening settimanali a tutta la comunità scolastica tramite tamponi salivari.

Il governo ha stanziato rilevanti finanziamenti per l'eventuale acquisto di dispositivi per la ventilazione ma ha lasciato ai dirigenti scolastici completa discrezionalità sulla destinazione dei fondi, senza linee guida ufficiali per quanto concerne non solo l'acquisto ma anche l'installazione e il successivo monitoraggio dei dispositivi.

Stefania Sambataro (vicepresidente IdeaScuola)

Antonella Daniela Zisa (coordinatrice Movimento docenti romani)

Lucia Carlotta Villa (responsabile Fiaba Onlus-autismo)

 


L'INCHIESTA

Una scuola speciale:

viaggio nella didattica dei bisogni educativi Bes

La scuola italiana è cambiata molto negli ultimi dieci anni. E dall'anno scolastico 2011-2012 hanno fatto ingresso in classe, grazie a una legge bipartisan, il termine Bisogni educativi speciali (Bes) e la didattica che quei bisogni soddisfa. Prima dislessia, discalculia e disortografia. Poi, con una serie di aggiustamenti normativi, circolari, direttive, la definizione di un nuovo sistema di diritti degli studenti. Perché di diritti si parla. A non essere discriminati. A vedere riconosciuti i propri limiti ed essere per questo aiutati. Insomma, a non vivere la scuola come nemica. 

I dati e le testimonianze, parlano insegnanti, neuropsichiatri, pedagogisti,  genitori, studenti: ecco l'approfondimento.

 

I DIRIGENTI

Mille istituti senza preside,

il ricorso al presidente della Repubblica

Mille scuole sono senza dirigenti, per questo siamo stati costretti a impugnare il decreto ministeriale del 15 maggio scorso facendo appello al presidente della Repubblica". Lo annuncia Attilio Fratta, presidente di DirigentiScuola, sindacato di categoria. "Non abbiamo avuto scelta - sottolinea Fratta - nonostante le promesse fatte dal ministero su organici, mobilità e affidamento dei nuovi incarichi, nulla è accaduto e l'anno scolastico è iniziato, sotto questo aspetto, nel peggiore dei modi". "Abbiamo passato mesi - continua Fratta - a parlare di problemi inesistenti tra vaccini e Green Pass. Nessuno, tranne noi, ha posto l'accento sui drammi mai risolti della scuola italiana". 

"Viviamo all'interno di una situazione folle: come è possibile che le graduatorie non scorrano una volta che i dirigenti si dimettono?" - si chiede Fratta -. "Sta saltando il sistema. Non si stanno rispettando le leggi e non si comprende perché il ministro, che viene sconfessato in continuazione, non reagisca con determinazione prendendo gli opportuni provvedimenti. Chiediamo un intervento immediato per porre subito rimedio a questa situazione vergognosa".

 

L'AMBIENTE

Piano RiGenerazione scuola:

ecco come entrare nella Green Community

Sono partite le candidature per entrare a far parte della Green Community, la rete nazionale voluta dal ministero dell'Istruzione per dare supporto all'amministrazione e alle scuole nella realizzazione del Piano RiGenerazione scuola, per la transizione ecologica e culturale, pensato nell'ambito dell'attuazione dell'Agenda 2030 dell'Onu. 

La Community - che sarà costituita da rappresentanti di amministrazioni pubbliche, istituzioni culturali, scientifiche, di ricerca, organizzazioni no profit e profit, anche di rilievo internazionale - ha l'obiettivo di valorizzare i progetti e le attività già in corso nelle scuole, individuare e diffondere le buone pratiche, ma anche di offrire un repertorio di strumenti e opportunità per affrontare in modo sistemico i problemi ambientali. 

La domanda potrà essere compilata online e potrà essere presentata fino al prossimo 15 ottobre. 

 

STORIE DI SCUOLA

Cambridge English insegna inglese

anche con il videogame Minecraft

Cambridge English, l'organismo dell'Università di Cambridge dedicato a organizzare e gestire gli esami per la valutazione della conoscenza della lingua inglese, ha scelto di affiancare uno dei videogiochi più conosciuti al mondo, Minecraft, il gaming di costruzione e combattimento, per allargare il proprio pubblico nell'apprendimento della Lingua inglese. Il gioco "educational", questo gratuito, si chiama "English adventures with Cambridge" e lo si può trovare a questo link.

 "Abbiamo creato questo mondo immersivo perché gli studi dimostrano che quando il gameplay e l'apprendimento sono perfettamente integrati possono essere un potente strumento per l'apprendimento", dicono gli esperti di Cambridge English. "Abbiamo legato tutto l'apprendimento e gli enigmi del mondo a una narrazione generale poiché sappiamo che le storie sono importanti per tutti gli studenti, ma particolarmente importanti per i giovani studenti e come le lingue aggiuntive sono spesso legate a esperienze fatte, anche di gioco".

 

IL FENOMENO

La pandemia e il boom della homeschooling:

triplicati gli alunni in lezione a casa

La pandemia, le sue prime tre ondate, ha portato a triplicare gli alunni e gli studenti che studiano a casa, istruiti dai genitori, da insegnanti privati, da comunità di educatori più larghe. Dal 2018-2019, ultimo anno scolastico prepandemico, al 2020-2021 gli homeschooler sono passati da 5.126 a 15.361.

I dati sono del ministero dell'Istruzione, resi pubblici da AdnKronos, e identificano un fenomeno tipicamente anglosassone, in alternativa alla scuola tradizionale, che trova numeri sensibli negli Stati Uniti, dove lo scorso maggio si è certificato che un bambino in età scolare su cinque frequentava a casa. E che il Covid sia il motivo centrale dell'accelerazione è dimostrato dal fatto che nel 2019-2020 gli allievi in homeschooling erano ancora soltanto 6.212: la forte crescita è arivata quando si è compreso che il coronavius non sarebbe stato un'infezione passeggera.

L'articolo di Corrado Zunino

 

RILEGGENDO

Così negli ultimi sette giorni abbiamo raccontato la scuola

 

"Chiamateci generazione Zero. Per noi è davvero il primo giorno"

 

Lo sport entra in classe alle elementari con insegnanti specializzati per due ore a settimana dal 2022

 

Bianchi: "I banchi a rotelle? Una cartolina del passato". Ma il M5s va all'attacco del ministro

 

La rivolta degli insegnanti di sostegno: "Noi scavalcati da persone abilitate all'estero con titoli fasulli"

 

La maestra no vax di Treviso ora è ricoverata in terapia intensiva

 

Monza, calci, insulti e minacce ai bambini dell'asilo: "Ti stacco la testa". Denunciata una maestra

 

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Ci vediamo la prossima settimana                    .